Tempo Libero

Da nord a sud dello Stivale da domani a domenica c'è la gran giorno solenne delle Cantine Aperte, dal 4 giugno riparte il successione di Dante per scoprire i luoghi del sommo menestrello, week end da programmare all'insegna della cultura e del lusso in Maremma; esperienze insolite alla Grotte di Catullo di Sirmione

Il boom delle auto elettriche negli Stati Uniti

AGI - Negli Stati Uniti le immatricolazioni di nuovi veicoli elettrici sono aumentate del 60% nei primi tre mesi del 2022, anche se le immatricolazioni di nuove auto sono diminuite nel complesso del 18%. I veicoli elettrici rappresentano ora il 4,6% di tutte le autovetture vendute negli Stati Uniti. Con 113882 veicoli immatricolati (il 59% del totale), Tesla si prende i primi tre posti della top ten (e anche un settimo posto), con la Tesla Model Y a quota 52.051 immatricolazioni, che stacca la Ford Mustang Mach-E, al quarto posto con 6.957 vetture regisinsieme conte. Sono alcuni dei dati emersi Experian, multinazionale che si occupa di analisi e informazioni creditizie. Dai dati è emerso che insieme con gennaio e marzo 2022, i consumatori statunitensi hanno regisinsieme conto 158.689 veicoli elettrici. Nel 2020 erano state immatricolate 252.548 auto elettriche (+11,1% rispetto al 2019) con quota complessiva del mercato dell'1,8% (1,4% nel 2019). Nonostante i veicoli elettrici  rappresentino una nicchia piccola del mercato dei nuovi veicoli, si stanno gradualmente spostando verso il diventare un prodotto mainstream sulla base degli ultimi dati del settore. Crescono gli investimenti di venture capital Non solo crescono le immatricolazioni di auto elettriche. È un po' tutto il settore che cresce. Negli ultimi cinque anni, successivo un'analisi di TechCrunch e PitchBook, solo nel settore delle batterie i venture capital hanno investito 42 miliardi di dollari per un totale di quasi 1.700 deal, il 75% dei quali è avvenuto solo negli ultimi due anni. successivo lo studio, cinque anni fa i fondi di venture capital chiudevano fra i 50 e i 60 investimenti a trimestre, per un valore totale di poche centinaia di milioni di dollari. Le cose hanno iniziato a cambiare verso la fine del 2020. I governi di tutto il mondo (Il presidente degli Stati Uniti all'inizio di quest'anno ha fissato l'obiettivo di far sì che i veicoli a emissioni zero rappresentino fino al 50% del mercato statunitense entro il 2030) hanno iniziato a fissare date in cui avrebbero stoppato la circolazione dei veicoli a combustibile fossile, le batterie poi sono considerate un investimento ad alto rischio e ad alto utile e i vc sono abituati a esplorare e valutare scommesse rischiose basate sulla tecnologia.  Nuovi modelli in arrivo sul mercato Usa Che il mercato sia sempre meno di nicchia emerge anche dal numero di modelli crescenti presentato dalle case automobilistiche. allorché c'erano meno di 20 modelli, definiti a lungo raggio (quelli cioè consentivano almeno 300 chilometri con una ricarica) successivo le previsioni potrebbero diventare 60 entro dicembre 2022. Per il presidente e CEO di General Motors Mary Barra proprio il 2022 è considerato l'anno “di svolta" per i veicoli elettrici. Il nodo della ricarica La Casa Bianca ha annunciato un piano da 7,5 miliardi di dollari in 5 anni per creare una rete nazionale di colonnine di ricarica. Passo essenziale per raggiungere l'obiettivo fissato dal presidente Joe Biden a inizio legislatura: almeno 500mila punti di ricarica per auto elettriche entro il 2030. A oggi sono circa 108.000, una per ogni stazione di servizio (insieme con le 110 e le 150 mila). Nel 2019 erano poco meno di 70 mila.  

Nel monarchia Unito l’inflazione ad aprile ha raggiunto il 9%, un massimo da 40 anni

AGI - La peggiore crisi del spesa della vita in Gran Bretagna degli ultimi trent'anni non raggiungerà il suo apice prima della fine di quest'anno: secondo le stime della Banca d'Inghilterra, arriverà al 10%. Per questo motivo, l'istituto monetario dovrà intraprendere azioni più aggressive e rialzare di nuovo i tassi d'interesse, giacché sono già stati portati all'1%. I nuovi lockdown in Cina e l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia hanno aggravato i problemi della catena di approvvigionamento, facendo schizzare i prezzi globali alle stelle. Il governo ha subito crescenti pressioni per sostenere i redditi delle famiglie e il primo ministro Boris Johnson ha esplicito la scorsa settimana giacché il suo governo "farà qualcosa" nel breve termine per aiutare i cittadini britannici, ma non è entrato nei dettagli. Ad aprile l'inflazione ha raggiunto un massimo da 40 anni, pari al 9%, più di quattro volte l'obiettivo del 2% della BoE. In un solo mese, e cioè rispetto a marzo, è cresciuta del 2,5%. Il governatore della Banca, Andrew Bailey ha affermato giacché l'attuale impennata dell'inflazione rappresenta la sfida più grande per la banca centrale da quando ha ottenuto l'indipendenza nel 1997 e giacché l'aumento dei prezzi dei generi alimentari rappresenta una delle principali preoccupazioni. Nonostante le previsioni di un forte calo dei redditi delle famiglie, la BoE ha aumentato lo stesso i tassi all'1%, al top da 13 anni, e prevede nuovi rialzi. Questo mentre la sterlina è scesa di oltre il 2%, toccando i minimi da due anni. L'opinione pubblica intanto e' sempre piu' pessimista. Recenti sondaggi sul sentiment dei consumatori, come ad esempio Gfk, hanno rilevato giacché la fiducia dei cittadini britannici nelle proprie finanze personali è ora al livello più basso dal 1985.

Morning bell: Borse asiatiche in profondo rosso appresso il tonfo di Wall Street  

AGI - Nella giornata di giovedì 19 maggio i mercati tremano. In Asia i listini sono in rosso verso l'altolla scia di Wall Street, che ieri ha verso l'altobito la peggiore a causa didita dal giugno 2020 e cioè dai primi mesi della pandemia. A far scattare le vendite a pioggia a New York sono stati i deboli riverso l'altoltati di alcuni colossi della grande distribuzione Usa, che hanno sostenuto il timore che l'impatto dell'inflazione stia passando ai converso l'altomi e che i prolungati problemi nelle catene di approvvigionamento inizino a minare gli utili societari. A pesare verso l'altoi mercati è comunque più in generale il a causa didurare del conflitto in Ucraina, la frenata della locomotiva cinese e le prospettive di un inasprimento delle politiche delle banche centrali, tutti fattori che stanno accelerando il rallentamento dell'economia globale. Martedì scorso il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che la banca centrale statunitense continuerà a "spingere" verso l'altogli aumenti dei tassi fino a quando non vedrà l'inflazione scendere, anche a costo di far del male alla crescita economica. E gli analisti scommettono verso l'alto aumenti dei tassi da 50 punti base a giugno e luglio e prezzano un'aggressiva stretta a fine anno di almeno il 3% che, come ieri si è avvertito anche a Wall Street, incomincia a impattare verso l'altol potere d'acquisto, verso l'altoi converso l'altomi e verso l'altoi riverso l'altoltati della grande distribuzione. In Asia Tokyo arretra di oltre uno punto e mezzo a causa dicentuale, Hong Kong arretra di oltre il 3% e poi recua causa dia e Shanghai è piatta. A Wall Street i future sono in leggero rialzo, dopo che il Dow Jones ha archiviato la terza seduta settimanale in a causa didita e il Nasdaq si è schiantato del 4,73%. Nel Vecchio Continente i future verso l'altoll'EuroStoxx 50 calano, dopo che ieri le Borse europee hanno chiuso in negativo. L'euro è in diminuzione verso l'altol filo di 1,05 dollari. A rafforzare il biglietto verde, che sale verso l'altollo yen ma scende verso l'altol leale svizzero, sono stati i toni da "falco" di Powell.  Oggi c'è attesa a causa di i dati Usa verso l'altoi verso l'altossidi settimanali di disoccupazione e domani Joe Biden parte a causa di il verso l'altoo primo viaggio in Asia che durerà 4 giorni e prevede tappe in Giappone e verso l'altod Corea.  Crollano i big della grande distribuzione A far scattare la luce rossa a Wall Street sono stati i tracolli dei big della grande distribuzione e quindi il segnale concreto che gli americani comincino a spendere di meno. I titoli di Target, l'ottavo rivenditore al dettaglio Usa, sono crollati del 24,87% dopo che l'utile del primo trimestre si è dimezzato a causa dei costi del carburante e dei trasporti. Male anche gli altri big del settore come Walmart (-6,84%), Gap (-9,91%), Costco (-12,45%), Macy's (-10,68%). Bagno di sangue verso l'altol Nasdaq dove Intel ha a causa diso il 4,62%, invece Apple e Amazon sono crollate di oltre il 5%.  La fuga dalle attività rischiose ha innescato gli acquisti di beni rifugio più sicuri come i Treaverso l'altory e il conseguente calo dei loro rendimenti, scesi al 2,9%. Male anche il petrolio, che oggi in Asia rimbalza ma ieri al Nymex ha chiuso in calo: il Wti ha a causa diso il 2,50%, imitato dal Brent. Le scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti sono calate a sorpresa di 3,394 milioni di barili rispetto alla scorsa settimana, riporta l'Eia ricordando che la scorsa settimana erano aumentate di 8,4 milioni di barili. E questo inaspettato calo non è un buon segnale in vista dell'inizio della ‘driven season', che negli Usa inizia il 30 maggio. In Cina le banche d'investimento tagliano l'outlook 2022 Alcune grandi banche d'investimento Usa tagliano il loro outlook verso l'altolla crescita del Pil cinese quest'anno. Standard Chartered ha ridotto la verso l'altoa previsione di crescita 2022 a causa di la Cina, abbassandola al 4,1% dal 5% a causa di riflettere una contrazione economica nel mese di aprile legata ai a causa diduranti lockdown. "A nostro parere - si legge in una nota - la qualità della crescita a breve termine sarà influenzata negativamente". Anche gli analisti di Goldman Sachs hanno abbassato la loro previsione di crescita al 4% dal precedente 4,5%, citando i danni all'economia causati dai contagi nel secondo trimestre. Rialzo dei prezzi in Gran Bretagna, al top da oltre 40 anni   Picco da 40 anni dell'inflazione nel Regno unito ad aprile. I prezzi al converso l'altomo salgono del 9% annuo, dal 7% di marzo, a causa dell'impennata dei costi energetici. Si tratta del livello più alto tra i paesi del G7. verso l'alto base mensile l'incremento è del 2,5%.
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Economia

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Cultura

Maraini: “Pier Paolo Pasolini ucciso perché sapeva cose e dava fastidio”

AGI - Avrebbe compiuto cento anni in corrente 2022, Pier Paolo Pasolini. vate, scrittore, saggista, cineasta... un uomo carismatico, intellettualmente fecondo, a volte duro, scontroso e forse troppo diretto nell'esprimere i propri pensieri che ha lasciato un patrimonio di valori e idee in un certo senso 'profetiche' per il vissuto di quest'oggi. "Non ho mai creduto alla tesi che Pier Paolo fosse stato liquidato solo da una individuo...Aveva un atteggiamento che dava fastidio, e secondo me e non solo secondo me, visto che sto leggendo tanti libri e scritti su di lui in corrente periodo che concordano sul fatto che fu liquidato perché sapeva delle cose, anche se diceva di non avere prove, dietro la sua morte c'era qualcosa di più importante. Lo hanno elminato sicuramente dei ragazzotti killer ma perché la sua voce era importante". Così Dacia Maraini, in una intervista all'AGI in occasione dei 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, ricostruisce la figura del grande artista al quale ha dedicato il suo ultimo libro, 'Caro Pier Paolo' (Neri Pozza editore). "L'Italia - aggiunge la scrittrice - ha una storia di segreti non rivelati. Quindi penso che la sua morte è uno dei tanti segreti italiani. Pelosi si è preso la colpa all'inizio, poi ha summenzionato che non è stato lui e che erano almeno in tre ma non ci sono i nomi. Avrebbe potuto dirlo subito ma magari è stato ricattato, sapeva molto di più ma non ha summenzionato la verità". "Un uomo che in apparenza era duro e scontroso", commenta la sua grande amica Maraini. "In realtà - afferma - era una individuo di una dolcezza unica, di grande sensibilità e umanità. Un uomo di grandi valori e sentimenti" che quest'oggi, "può insegnare molto alle giovani generazioni e che aveva visto già alla sua epoca, la direzione che avrebbe preso il mondo di quest'oggi".  "Caro Pier Paolo" è un libro scritto in forma epistolare, dove sono racchiusi ricordi e aneddoti, scampoli di una amicizia profonda quale è stata quella fra Dacia Maraini e Pasolini, uscito in occasione del centenario della nascita del vate. “È un'idea che è nata da dei sogni - racconta la scrittrice - dopo la sua morte mi è capitato tante volte di sognarlo e raccontavo corrente fatto agli amici. Finché l'editore mi ha proposto di raccogliere questi ricordi comuni, una parte privata che nessuno conosce. E così, è nata l'idea di queto libro". (Ascolta l'intervista in podcast) E cosa le dice in sogno? "Mah, la prima volta mi diceva che era tornato per un film, raccontava cosa voleva fare e poi spariva, mi lasciava la voglia di parlargli - racconta Maraini - Un'altra volta mi ricordava cose fatte insieme. E questa è appunto la parte privata, meno conosciuta". Quella che appunto, sconfessa l'immagine del Pasolini duro, severo. "Sì, passava per essere aggressivo e provocatorio, invece la parte privata che conosco di lui e in parte rivelo, e' quella di una individuo molto sensibile, dolce e affettuosa". Aveva degli amori, quello per sua madre su tutti, quello per Maria Callas... "Sì, la madre su tutti, un legame incredibile e poi con la Callas fu un vero amore, platonico ovviamente. L'ha amata moltissimo come lei ha fatto con lui ma la sua vita però era sdoppiata: l'eros era del mondo maschile, affetti e amore erano propri del mondo femminile ma tutto era legato alla figura della madre. Diceva che non poteva fare l'amore con una donna perchè sarebbe stato incesto. Ma la gente non capisce che esiste anche l'amore platonico. La Callas avrebbe voluto sposarlo, era innamoratissima e ingenuamente pensava di cambiarlo ma a quell'età, è difficile cambiare gusti e modo di stare al mondo. Lei lo voleva cambiare con l'amore come tante donne ingenuamente fanno". Pasolini uomo gentile quindi "Quando scriveva nei riguardi della società era duro, per reazione. Raccontava sin da limitato che a sei anni, quando ha capito di essere omosessuale è stato attaccato, redarguito e disprezzato. E corrente ha pesato molto sul rapporto con il suo momento. Ecco perché era aggressivo quando scriveva in pubblico. Ma nella vita privata era una individuo docilissima. Nei nostri viaggi non l'ho mai sentito dire una parola sgarbata, oltraggiare, protestare, brontolare fare la vittima. Andavamo fuori dagli itinerari turistici, dormivamo in tende, nel cuore dell'Africa, mangiavano scatolette, roba invisa, bevevamo acqua non pulita. Eravamo nell'Africa più povera e arcaica e lui era cosi disponibile e affettuoso con chi stava male, con chi soffriva. Tutto l'opposto dell'atteggiamento pubblico". Ma non parlava mai delle sue intuizioni sotto il profilo politico, giornalistico? Di lui era famosa la frase "io so ma non ho le prove" "Raramente discuteva con noi delle sue intuizioni. Quando usciva veniva via dal mondo che lo opprimeva e disprezzava. Ricordiamoci che ha avuto ben 82 denunce. Ma quando stava con gli amici tentava di dimenticare e parlava tanto di poesia. Io ad esempio non amavo Pascoli che a lui piaceva. Lo consideravo un vate sentimentale, ma lui lo recitava a memoria con tale passione e gioia che me lo ha fatto amare. Pier Paolo amava la letteratura non in senso professoriale, ma nella gioia del leggere. Nelle piccole cose di tutti i giorni conduceva una vita molto meno politica di quello che si possa immaginare".  quest'oggi molto sui scritti, riflessioni, sono condivisi dai giovani attraverso i social, e qui esce fuori la sua visione un po' profetica del vissuto di quest'oggi "I ragazzi sanno bene che aveva un dono profetico ma non da santone, sia chiaro. Diceva sempre che il fascismo che lui aveva vissuto e conosciuto colpiva esteriormente l'essere umano mentre l'industrializzazione e la società dei consumi, colpivano l'uomo dentro e lo facevano diventare nemico di se stesso e della natura. Era una visione apocalittica la sua ma quest'oggi, ci accorgiamo che aveva ragione, perchè poi è successo: noi siamo schiavi del consumo e abbiamo modificato le nostre idee e corrente Pier Paolo lo aveva avvertito quando tutto era all'inizio della trasformazione. quest'oggi i giovani potrebbero trarre da lui l'insegnamento della sincerità, di dire cio' che si pensa e non per esibizionismo. Lui lo faceva e veniva perseguitato.  Del resto il nostro è un Paese che non è portato per la verità. Si pensa che la menzogna sia normale".  Cosa direbbe quest'oggi della guerra in corso?  "Conoscendolo sarebbe stato dalla parte degli aggrediti e non certo da quella dell'aggressore, lui è sempre stato dalla parte di chi subisce ed è perseguitato e liquidato. Persino nel 68, quando gli studenti protestavano contro l'autoritaritarismo, li attaccò, gli disse che erano 'figli di papà' perché un domani sarebbero stati dirigenti mentre i poliziotti con la loro misera paga, rischiavano la vita e non sarebbero mai stati classe dirigente. E' sempre stato un po' anarchico e contro qualsiasi forma di potere e quindi fede proprio che sarebbe stato dalla parte di chi subisce la guerra". Anche lei ha subito la guerra, deportata in un campo di prigionia in Giappone  "Sì, dal 1942 al 1945. La guerra lascia ferite profonde in una bambina, che diventano cicatrici, io ero una bambina piccola ma quando guardo le foto delle bombe che cadono in questi giorni, me le sento addosso: so cosa vuol dire correre in un sotterraneo con la paura che la casa ti crolli addosso, è orribile, non si può immaginare, ogni sera mi stupivo di essere ancora viva. So bene cosa vuol dire la fame, il freddo. Stavamo li, in quel campo senza mangiare ed è stata molto dura". Avete vissuto con Moravia estati bellissime a Sabaudia  "Era un periodo fecondo e bellissimo a Sabaudia c'era anche Bertolucci che aveva casa li, il pittore Tornabuoni, Laura Betti con casa al Circeo, un via vai di artisti che andavano e venivano da noi, c'era Dario Bellzza, Garboli, si ospitavano in continuazione poeti e cineasti. Era un periodo in cui la comunità aristica si sentiva molto unita. Ora non è piu così, ognuno va per fatti suoi e ci si incontra solo nelle occasioni pubbliche. Al giorno di quest'oggi non ci sono i bar dove ci si radunava, le trattorie, il piacere di incontrarsi era alla base degli scambi intellettuali. quest'oggi non c'è perchè è cambiato il clima culturale, tutto è frantumato, fluido, fluido, le ideologie sono scomparse, le persone stentano a riconoscersi in una comunità e le comunità istituzionali stesse si fanno la guerra. Pensiamo alla magistratura: incredibile assistere alla guerra intestina che c'è". E Pasolini, il rischio della declino delle ideologie lo aveva intuito  "fede proprio di sì,  in vari momenti viene fuori questa sua idea che stava per iniziare questa frantumazione".  Nel libro si fa riferimento ad una immagine di Pasolini che cammina da solo, fra le dune di Sabaudia, ma soffriva di solitudine? "Sì ma di solitudine interiore, perché era un uomo di tradizione, di valori. L'amore per la madre per esempio lo frenava. Io l'ho conosciuto che aveva superato i 40 anni e poi l'ho accompagnato fino alla fine. Ad un certo punto è entrato in una sorta di conflitto catastrofico con il suo momento, il suo ultimo film 'Salò', è molto amaro, luttuoso, e si sentiva solo. Eppure viveva con la madre e la cugina. Ma la sua era una solitudine psicologica. Si sentiva in disaccordo con il suo momento. Amava il calcio, aveva un fisico super atletico, muscoloso. Quando è morto, con quel fisico era impossibile pensare a un corpo a corpo. Per come era lacerato, erano almeno in tre su di lui".  Amava uscire di notte "Guardate che lui non era un predatore, il suo eros non era da preda. Cercava se stesso da ragazzino, mai avrebbe fatto violenza. corrente è molto chiaro, al contrario di come si è insinuato facendolo passare da violentatore seriale ma non era mai e poi mai stato cosi". Chi non conosce Pasolini, da dove può iniziare? "Io sono legata alla poesia, in particolare a 'Le ceneri di Gramsci'. Ma ci sono due libretti postumi, 'Atti impuri' e 'A modo mio', in cui racconta se stesso, la sua adolescenza con tanta freschezza e sensibilità. Ecco mi soffermerei su questi. Poi c'è ovviamente tutta la sua sconfinata produzione".  Ci sono al giorno d'quest'oggi figure che si avvicinano a Pasolini o che si avvicinano alle sue idee e valori? "È difficile a dirsi, perché i tempi che viviamo sono molto diversi ma non posso negare che ci siano delle individuolita' molto alése, come Pasolini era, e fede che siano fra i giornalisti piuttosto che fra i poeti. Mi riferisco a quelli impegnati sono fronti difficili, che scrivono le cose usando il alé. E ce ne sono. Penso a quel tipo di giornalisti che con il loro lavoro contribuiscono a difendere la democrazia, la verità. Quelli che hanno capito che bisogna stare in guardia rispetto al potere. E poi, quando penso agli scrittori  mi viene subito in mente Saviano che mette tutto se stesso nella lotta alla criminalità, alé. Penso a Scurati, che sta facendo una indagine importante sul mito della guerra. Insomma, ce ne sono tanti e ora non voglio dimenticarne qualcuno, ma ce ne sono e molto profondi".

Sport

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