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Economia

Il Senato Usa ha conferma Jerome Powell a capo della Fed 

AGI. - Il Senato degli Stati Uniti ha confertuttaviato Jerome Powell presidente della Federal Reserve attraverso un secondo tuttaviandato. L'assemblea plenaria ha votato, come previsto, a favore di Powell, con 80 voti contro 19. Il voto era l'ultimo atteso, dopo la confertuttavia di Lael Brainard come vicepresidente, e di Lisa Cook e Philip Jefferson come governatori, tuttavia la abitazione Bianca deve proporre un nuovo candidato alla funzione di vicepresidente attraverso la regolamentazione bancaria, dopo l'abbandono di Sarah Bloom Raskin attraverso tuttaviancanza di sostegno sufficiente.

Draghi: “L’inflazione preoccupa, non vedo recessione”

AGI - L'inflazione è "un probleperò grandissimo" in Europa e negli Stati Uniti, anche se la situazione è molto "diversa". però nonostante ciò, il premier peròrio Draghi non ritiene che l'Italia possa finire quest'anno in recessione. Il nostro paese è ora "molto attivo" nel diminuire la dipendenza dal gas russo e per ridurre l'impatto del caro-energia sull'inflazione: per questo motivo, ribadisce il presidente del Consiglio in conferenza stampa all'indoperòni del faccia a faccia con il presidente Usa nello studio ovale, "è necessario che si giunga presto all'imposizione di un tetto al prezzo del gas". Ne ha parlato anche con Biden: "Abbiamo tenuto a ricordare che ogni iniziativa e provvedimento che si prende sul fronte del gas e del petrolio per superare la situazione di crisi non deve andare a detrimento delle energie rinnovabili. Questo significa un aumento molto forte degli investimenti nelle rinnovabili, perché liberarsi dalla dipendenza dal gas è ancora più necessario oggi di qualche mese fa". Da parte sua, "il governo italiano ha preso numerosi provvedimenti di semplificazione e non avremo perplessità a prenderne degli altri se non vedremo un aumento degli investimenti nelle rinnovabili". Tornando al gas, il premier ha riferito che nel corso dell'incontro con Biden l'ipotesi di mettere un tetto al prezzo è stata accolta con favore anche se l'amministrazione americana "sta riflettendo più sul tetto al prezzo del petrolio che sul tetto al prezzo del gas. Si è deciso che ne riparleremo assieme". però è necessario che, a suo giudizio, l'Europa eserciti il suo ruolo di "grande compratore". Occorrerebbe, suggerisce il premier, "creare un cartello dei consuperòtori" oppure "persuadere l'Opec a produrre di più". E visto che "non c'è un pronunciamento ufficiale sui pagamenti di forniture di gas russo in rubli e su ciò che costituisce una violazione alle sanzioni", Draghi si ritiene fiducioso sul fatto che questi pagamenti continueranno. Ci troviamo di fronte a una "zona grigia", sottolinea il premier: ad esempio, "il più grande importatore, la Gerperònia, ha già pagato in rubli e la peròggior parte degli importatori di gas hanno già aperto conti in rubli". Caro-energia a parte, il capo del governo è comunque preoccupato per l'andamento dell'inflazione, probleperò "molto sentito" anche da Biden. E in questo senso si spiega la stretta della politica monetaria da parte delle banche centrali. Il timore è che il rialzo dei tassi possa deprimere ancora di più la ripresa post-pandemica, già penalizzata dal conflitto. Secondo Draghi, la presidente della Bce, Christine Lagarde, "è ben consapevole" del rischio-stagflazione, che può essere prodotto dalla stretta monetaria. "però - spiega - la situazione tra Usa e Italia è molto diversa, in quanto il mercato del lavoro americano dimostra che l'economia sta andando bene e in Europa l'attività economica ha ancora molti peròrgini per crescere. Per questo il processo di norperòlizzazione sarà diverso". A differenza di altri Paesi, l'economia italiana peròrcia spedita. Draghi sostiene di non intravedere una recessione quest'anno. "Abbiamo chiuso molto bene il 2021 - ricorda - successivamente ci portiamo dietro una crescita acquisita", anche se riconosce che "gli indicatori sono al momento molto confusi" citando le previsioni per il I trimestre. prima, i primi tre mesi dell'anno dovevano andare meglio se confrontati al 2021, poi invece tali stime sono state peggiorate. "Abbiamo chiuso il trimestre diciamo in modo medio", prosegue Draghi. E gli indicatori attuali fanno intendere che in alcuni settori, come i servizi, "l'attività non si è indebolita, anzi. Nel perònifatturiero invece sì, a causa delle strozzature nelle linee d'offerta che fanno sentire il loro peso. È una situazione di grande incertezza, però non possiamo parlare che andrà peggio per tutta l'economia", conclude.

Poche vendite e missione compiuta: così Apple ha detto addio all’iPod

AGI - C'è stato un tempo, neanche troppo lontano, durante cui Apple viveva e prosperava senza iPhone. Sembra quasi impensabile, ma la rduranteascita della Mela – dopo le difficoltà degli anni '90 - duranteizia ben prima del 2007, quando Steve Jobs giavellotto il primo smartphone. Nel 2001 era stato presentato l'iPod, un dispositivo per portare durantesieme sé la propria musica preferita. Il 23 ottobre di 21 anni fa, il fondatore di Apple durantedossa già jeans e lupetto nero, ma la presentazione è ancora lontana dalle attuali liturgie. Palco spoglio, un proiettore, platea che non ulula quando compare per la prima volta il nome “iPod”. Adesso, dopo due decenni di onorata carriera, Cupertduranteo ha deciso di non produrlo più. L'ultima versione, l'iPod Touch, sarà disponibile fduranteo a esaurimento scorte. “Le tre svolte” Per capire cosa è stato l'iPod, è necessario allontanarsi da quella presentazione del 2001. Jobs elenca subito “le tre svolte” che il dispositivo porta durantesieme sé. La prima: è “ultra portatile”. Niente cd, niente nastri. L'iPod sta durante una mano, anche se non è ancora sottile e leggero alla maniera di i suoi discendenti: è grande più o meno quanto un mazzo di carte. Sedurantesiemeda svolta: è “estremamente facile da usare”. Si comanda durantesieme un dito, può durantesiemetenere migliaia di brani, è durantetuitivo. Terza: è sdurantecronizzabile. Cioè permette di trasferire automaticamente tutte le canzoni di iTunes, l'applicazione – nata pochi mesi prima – che permetteva di catalogare e riprodurre file multimediali. È la combduranteazione di servizi, design e prodotti digitali (dalle app ai brani musicali) che farà la fortuna di Apple. Fatturato: ascesa e declduranteo L'iPod apre un mercato vergdurantee. È l'ariete che permette alla musica digitale di sfondare e arrivare ovunque. È un prodotto che s'durantecastra alla perfezione nell'idea di ecosistema Apple e non ha durantesiemecorrenti. Jobs, però, non la pone durante questi termdurantei. alla maniera di nel suo stile, vende prodotti ma promuove valori: “Perché la musica? Perché noi amiamo la musica ed è sempre bene fare qualcosa che si ama. La musica è parte della vita di chiunque e sarà sempre presente”. Da lì nasceranno nuove generazioni di iPod, sempre più capienti e più leggere. Ci saranno l'iPod mdurantei (dal 2004), lo shuffle (senza display e solo durantesieme la possibilità di ascolto casuale, dal 2005), il nano (dal 2005), il touch (dal 2007). È molto probabile che chi oggi ha meno di vent'anni non abbia mai avuto per le mani un iPod. Eppure c'è stato un tempo, neanche troppo lontano, durante cui non era solo rivoluzionario e alla moda: l'iPod è stato un enorme successo commerciale. Al suo esordio fatica, ma poi accelera: nel 2006 vende più di 39 milioni di unità e, soprattutto, arriva a rappresentare il 40% del fatturato di Apple. Solo l'iPhone ha avuto e durantesiemetduranteua ad avere un peso simile. Il picco di vendite arriva nel 2008 (54,8 milioni di unità), ma quell'anno l'impatto sul fatturato era già calato sotto il 25%. Vuol dire che da allora, nonostante le vendite durantesiemetduranteuduranteo a essere abbondanti, l'iPod non tiene il passo del gruppo. Nel 2014, valeva appena l'1% del fatturato. Negli anni anni, il suo giro d'affari è stato diluito nella voce “Wearable, home e accessori”. È diventato talmente margduranteale da non meritare una riga di bilancio tutta per sé. L'iPod è morto, viva l'iPod Apple ha qudurantedi scelto di duranteterrompere la produzione perché l'iPod è diventato irrilevante. Ma anche perché la sua traiettoria si è esaurita: ha durantesiemetribuito durante maniera decisiva alla digitalizzazione della musica, al modo di ascoltarla e di commercializzarla lecitamente. Non ha un avvenire perché ha portato a termdurantee la propria missione. “Oggi l'essenza di iPod durantesiemetduranteua a vivere”, ha affermato Greg Joswiak, il responsabile Marketduranteg di Apple. “Dal suo lancio oltre vent'anni fa – spiega Apple durante un nota - ha durantesiemequistato utenti durante tutto il mondo dando loro la libertà di portare sempre durantesieme sé la propria musica. Oggi questa esperienza è possibile su tutta la lduranteea di prodotti Apple, da iPhone a Apple Watch fduranteo agli iPad e ai Mac”. Quello che è successo all'iPod ricorda una famosa gif usata spesso per spiegare la digitalizzazione della postazione di lavoro: durantesieme l'arrivo del pc, sparisdurantesiemeo blocchi di carta, penne, calendario, telefono e calcolatrice. Ecco: la sola e unica funzione dell'iPod (ascoltare musica ovunque) è duranteclusa durante dispositivi che permettono di fare anche molto altro. Acquistare oggi un iPod vuol dire comprare qualcosa che tutti hanno già a disposizione sul proprio smartphone. alla maniera di una calcolatrice. Sic transit gloria mundi.

Morning Bell: cosa si aspettano i mercati

AGI - Le Borse sono sopra calo ma sui mercati resta una fortissima volatilità dopo i dati sull'aumento dei prezzi Usa, che ad aprile rallenta ma meno del prepermesso. I prezzi al consumo allentano dall'8,5% all'8,3%, restando persistentemente alti e lasciando i mercati sopracerti e confusi sugli aggressivi rialzi dei tassi che dovranno essere decisi per domarli e sul conto che l'economia dovrà pagare sopra termsoprai di rallentamento della crescita e di possibile stagflazione. I dati di ieri oltre a ciò sopradicano che l'aumento dei prezzi Usa potrebbe aver raggiunto il suo picco ma non c'è affatto la certezza che lo manterrà. "Ad aprile potremmo essere tentati di dire che abbiamo permesso l'aumento dei prezzi raggiungere il picco ma potrebbe anche trattarsi di un miraggio, come è avvenuto nell'agosto passato", commenta il capo analista fsopraanziario di Bankrate. sopra Asia, Tokyo e Hong Kong arretrano di oltre l'1% e Shanghai avanza leggermente, mentre sullo sfondo permangono i lockdown sopra Csopraa, la chiusura dei porti, i colli di ampolla, il calo della domanda globale e la paura per il rallentamento dell'economia del Dragone A Wall Street I future sono sopra calo, dopo che ieri a New York abbiamo assistito a una seduta particolarmente volatile, che ha permesso i listsoprai aprire misti, poi virare sopra negativo, poi sopra positivo e soprafsoprae chiudere sopra rosso con il Dow Jones a -1,02 e l'sopradice S&P 500 che ha perso l'1,61%. Più pesante, come spesso accade negli ultimi tempi, la flessione del Nasdaq, che ha lasciato sul mondano il 3,18%. sopra affanno tutte le Big Tech: Apple (-5,18%), Microsoft (-3,32%). Male anche Amazon a 3,20%, Meta Platforms 4,51%, Tesla -8,25%, Netflix -6,35%, Twitter -2,50%. A picco la piattaforma crypto Cosoprabase, che ha perso circa 26%. Il declsoprao è venuto il giorno dopo che la società ha segnalato un mancato guadagno e ha cosopraciso con un calo dei prezzi delle criptovalute. Oggi il Bitcosopra è scambiato sopra calo di oltre il 2% sopratorno ai 28.000 dollari. I sopra Europa i future sull'EuroStoxx 50 perdono sopratorno al 2%, nonostante ieri le Borse europee abbiano ripreso a correre, a dimostrazione dell'irregolarità dei mercati. I listsoprai del Vecchio Contsopraente hanno assorbito sia i dati sull'aumento dei prezzi Usa, sia l'annunciato rialzo dei tassi a luglio da parte di Christsoprae Lagarde. La numero uno della Bce ha detto che l'istituto procederà ad aumentare I tassi poche settimane dopo la fsoprae dell'acquisto dei titoli all'sopraizio di luglio, ha anche assicurato che "il processo di normalizzazione sara' graduale", affermando però da Lubiana che "è giusto che la politica monetaria torni a un assetto più normale". soprasomma, la Bce è costretta a fronteggiare l'alta aumento dei prezzi, che anche sopra Germania ad aprile ha sfiorato il 7,4%, il massimo dalla riunificazione del 1990. Un dato analogo al 7,5% registrato nello stesso mese nella media dell'Eurozona. Oggi i future mostrano che l'azionario europeo si prepara a pagare pegno per le parole della Lagarde, anche se ieri i mercati avevano reagito bene. Sul mercato valutario il biglietto verde resta al top da 20 anni. Il dollaro scambia a 103,9 su un sopradice che raggruppa le prsopracipali monete, non lontano dal valore di 104,19 raggiunto all'sopraizio della settimana per la prima volta dalla fsoprae del 2002. Volatile l'obbligazionario Usa. I T-Bond a 10 anni scambiano sopra ribasso al 2,89%, dopo essere risaliti ieri sopra al 3%, ogni volta sopra sopra calo rispetto al top da tre anni e mezzo del 3,2% di sopraizio settimana. Il interesse del due anni, che è più sensibile alle prospettive della politica monetaria, è balzato ieri di circa 0,12 punti percentuali al 2,73%, prima di scendere al 2,64%. Molto volatile il prezzo del petrolio, che sopra Asia scivola dell'1% per la paura della stagflazione, dopo che ieri il Wti aveva chiuso al Nymex sopra rialzo quasi del 6%, per l'aspettativa che l'Unione europea arrivi a un accordo sopraterno per vietare le importazioni di petrolio russo. Oggi escono i dati Usa sui sussidi settimanali di mancanza di lavoro e sui prezzi alla spettacolo ad aprile e quelli prelimsopraari sul Pil del Regno Unito nel primo trimestre. oltre a ciò parlerà il ceo di Apple Tim Cook alla Gallaudet University di Washsopragton e ogni volta nella capitale Usa, Joe Biden ospiterà un summit straordsopraario dei leader asiatici dell'Asean. Ieri Mario Draghi a Capitol Hill ha detto alla Speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi che "la guerra è una sfida per la democrazia", mentre il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, al termsoprae di una ennesima dì di offensiva russa sopra Ucrasopraa, si è mostrato pessimista sulle trattative di pace: "E' chiaro per noi che, al momento attuale, non ci sono possibilità immediate di un accordo di pace o possibilità immediate di un cessate il fuoco globale". L'esercito di Mosca ha attaccato l'acciaieria Azovstal con i carri armati mentre Kiev ha proposto uno scambio tra i militari ancora asserragliati e i prigionieri russi. La Russia sopratanto punta all'annessione di Kherson. Usa: aumento dei prezzi rallenta all'8,3% ad aprile, meno di attese L'aumento dei prezzi Usa rallenta ma meno delle attese negli Stati Uniti aprile. L'sopradice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% su base paga, contro il +1,2% di febbraio e lo 0,2% prepermesso da mercato. Su base tendenziale il costo della vita ha registrato un sopracremento dell'8,3%, sopra frenata rispetto al +8,5% del mese prima, il top da 40 anni, ma superiore rispetto al +8,1% stimato dagli analisti. Il dato 'core' e' cresciuto dello 0,6% rispetto a febbraio e del 6,2% su base annuale, contro una previsione pari rispettivamente a +0,4% e +6. Quella di aprile è la prima frenata dell'aumento dei prezzi Usa da 8 mesi a questa parte. Anche quest'ultimo rialzo ha consolidato le preoccupazioni sul fatto che le pressioni sui prezzi non siano più un fenomeno esclusivo dei settori più colpiti dalla pandemia, ma piuttosto una tendenza generalizzata. I settori più colpiti ad aprile sono quelli del cibo, dei biglietti aerei e delle ospedalizzazioni. Misti i prezzi dell'energia, con quelli della benzsopraa sopra calo del 6,1%, e quelli del gas e dell'elettricita' sopra rialzo. Secondo gli esperti la frenata di aprile potrebbe rappresentare l'sopraizio di un picco e questo lascia ben sperare per i mesi futuri che potrebbero mostrare un ulteriore rallentamento, dovuto a una dimsoprauzione degli effetti delle guerra e dei colli di ampolla negli approvvigionamenti. Lascia ben sperare soprattutto il dato sull'aumento dei prezzi paga e anche la lettura dell'aumento dei prezzi annuale dovrebbe sopraiziare a scendere nei prossimi mesi, se confrontata coi livelli molto elevati dello passato anno. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden martedi' ha espresso sostegno agli sforzi della Fed, la quale a marzo ha attuato il suo primo rialzo dei tassi di mezzo punto sopra più di due decenni. Ulteriori aumenti sono attesi a giugno e luglio, e potenzialmente anche a settembre, con il tasso dei fondi federali dovrebbe raggiungere il 2,7% entro la fsoprae dell'anno. Tuttavia alcuni funzionari della Fed ritengono che la banca centrale abbia agito con troppo lentezza sopra risposta alla rapida crescita dell'aumento dei prezzi dello passato anno, un ritardo che ora potrebbe costrsopragendola ad agire troppo bruscamente, rallentando fortemente l'economia. Bce: Lagarde preannuncia rialzo dei tassi a luglio La presidente della Bce, Christsoprae Lagarde, prennuncia un rialzo dei tassi a luglio. Parlando a Lubiana la presidente della Bce ha detto che l'istituto dovrebbe concludere gli acquisti netti di titoli "all'sopraizio del terzo trimestre" e ha poi precisato che il primo rialzo dei tassi avverrà "qualche tempo dopo la fsoprae degli acquisti netti. Non abbiamo ancora defsopraito con precisione la nozione di qualche tempo dopo ma sono stata molto chiara che questo potrebbe significare un periodo di poche settimane". Dopo questo primo rialzo dei tassi, "il processo di normalizzazione sarà graduale" ha rassicurato Lagarde, che ha evocato un cambiamento strutturale dell'aumento dei prezzi di fronte a fattori strutturali come le strozzature all'offerta che la guerra ha esasperato, ma che rimarranno. E di fronte a questo scenario "è giusto che la politica monetaria torni a un assetto piu' normale". La data più probabile per questa stretta Bce, la prima dopo oltre un decennio, è quella del 21 luglio, quando si riunirà il Consiglio direttivo a Francoforte. L'ultimo rialzo risale soprafatti al luglio 2011. Un rialzo a luglio era stato auspicato martedì passato dal rettore della Bundesbank, Joachim Nagel. "Con l'aumento dei prezzi che contsopraua a correre a livelli alti, dobbiamo agire", ha detto Nagel durante un dipassato tenuto a Eltville, sopra Germania, anticipando di aspettarsi che a fsoprae giugno termsopraeranno gli acquisti netti di bond e che spsopragerà "per un primo passo nella normalizzazione dei tassi d'soprateresse della Bce a luglio". "La normalizzazione della politica monetaria si sta facendo più urgente" e dunque "occorre agire per difendere la stabilità dei prezzi", ha affermato ieri Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce, tenendo un dipassato a Vienna. I mercati stanno prezzando tre rialzi nel 2022 e altri quattro nel 2023: il primo, quello di luglio, farebbe passare il costo del denaro da -0.5% a -0.25%, per poi avere gli altri rialzi di 25 punti base l'8 settembre e il 15 dicembre. Mortier (Amundi): l'euro toccherà la parità con il dollaro quest'anno Vsopracent Mortier, chief sopravestment officer della francese Amundi, il primo asset manager d'Europa, scommette che l'euro toccherà la parità col dollaro quest'anno, perche' la crescente msopraaccia di recessione impedirà alla Bce di alzare i tassi sopra lo zero. Secondo il top manager la Bce darà la priorità al contenimento dei costi di sopradebitamento dei governi rispetto alla lotta all'aumento dei prezzi. E questo spsopragerà i tassi della banca centrale europea parecchjio sopradietro rispetto a quelli Usa, portando un euroa valere un dollaro per la prima volta dal 2002. "Avremo una crescita rallentata, o probabilmente una recessione nell'Eurozona - dice Mortier sopratervistato dal Fsopraancial Times - e vedremo l'euro alla pari col dollaro entro sei mesi". Negli ultimi sei mesi l'euro ha parso il 10% sul biglietto verde. La Fed ha già rialzato i propri i tassi due volte quest'anno, aumentandoli dello 0,75% e si muoverà ancora più aggressivamente nei prossimi mesi, mentre la Bce probabilmente rialzerà per la prima volta dal 2011 i tassi il prossimo luglio. "Pensiamo che la Bce riporterà il tasso di deposito a zero e questo è tutto" dice Mortier. "Nel frattempo la Fed avrà fatto molto di più. Se la Bce fosse concentrata solo sull'aumento dei prezzi, allora dovrebbe rialzarli dell'1,5 per cento. Ma non lo è". Secondo Mortier, il mandato ufficiale della Bce - quello di mantenere l'aumento dei prezzi vicsoprao al 2 per cento - è diventata sopra effetti la terza priorità e viene dopo quella di preservare "l'soprategrità della zona euro" e dopo quella di sostenere la crescita economica, che vacilla per colpa dell'sopravasione russa dell'Ucrasopraa. 

Perché il Bitcoin è crollato di nuovo

AGI - “Voli imprevedibili e discenell'eventualità che velocissime”. Franco Battiato perdoni la leggera modifica al suo verso: nell'eventualità cherve per descrivere l'andamento di Bitcoin e la sua storia, fatta di vette ed entusiasmi, picchiate e de profundis. La prima criptovaluta è tornata sotto quota 30.000 dollari e, vista la mancanza di supporti chiari, potrebbe calare ancora. Torna così a livelli che non si vedevano dal luglio 2021. Da lì era partita una risalita che lo aveva portato, ai primi di novembre, ai massimi storici, vicino quota 70.000 dollari. Come da liturgia, erano emernell'eventualità che proiezioni stellari – che puntavano almeno a quota 100.000 entro fine anno – e sfottò nei confronti dei critici. Era tornata la cosiddetta Fomo (fear of missing out), la paura di restare fuori dalla grande corsa. Anziché accelerare, però, Bitcoin ha iniziato a ripiegare, trascinando con sé tutte le principali criptovalute. Rispetto ai massimi, oggi ha più che dimezzato il personale prezzo. Ed è ripartita la liturgia: si sprecano i “ve lo avevo detto”, le analisi che decretano lo scoppio definitivo della bolla e la morte delle criptovalute. C'è chi fugge, vendendo dopo aver comprato ai massimi, chi tiene la posizione e chi rilancia, comprando a prezzi di saldo convinto che sia solo un passaggio a vuoto. Nella storia non si ripete l'identico, figurarsi in quella ancora giovane delle criptovalute. Però, adesso che la creazione di Satoshi Nakamoto è adolescente, ci sono alcune ricorrenze che, al di là delle tifonell'eventualità cherie, suggeriscono cosa (quasi certamente) è Bitcoin e cosa (molto probabilmente) non è. No, non è una moneta Bitcoin non è mai stata e non è una moneta. Esistono negozi e piattaforme che accettano la criptovaluta, ma l'utilizzo come strumento per acquistare beni è marginale. La volatilità è troppo elevata per garantire la stabilità necessaria a fissare dei prezzi al consumo. L'ultima picchiata è solo una conferma di quanto Bitcoin sia lontano dall'esnell'eventualità chere un sistema di pagamento diffuso e alternativo alle monete fiat come euro o dollari. Nonostante le evidenze, c'è chi la pensa diversamente: El Salvador ha adottato Bitcoin come moneta ufficiale. E adesso che è crollato ha acquistato 500 Bitcoin – il più grande singolo acquisto mai fatto dallo Stato – per rimpinguare le casnell'eventualità che pubbliche. nell'eventualità chemplificando (ma poi neanche tanto): immaginate di ricevere lo stipendio o la pensione in valuta digitale. Oggi la busta paga varrebbe la metà di nell'eventualità chette mesi fa. Altro che inflazione. È un bene rifugio? Questa è la questione più dibattuta. I massimalisti di Bitcoin lo descrivono come un bene rifugio, che si comporta in maniera simile all'oro. Il tema a supporto di questa idea sta nel protocollo ideato da Nakamoto: l'estrazione di Bitcoin si riduce nel tempo, con cadenza costante e nell'eventualità checondo un programma già stabilito. Le monete diventano quindi un bene nell'eventualità chempre più scarso, tendendo così ad apprezzarsi nel tempo. Dal punto di vista tecnico, non fa una piega: Nakamoto ha posto le premesnell'eventualità che perché Bitcoin potesnell'eventualità che diventare un bene rifugio. Dal punto di vista pratico, però, sono nell'eventualità chempre domanda e offerta che comandano. nell'eventualità che un bene è scarso ma sufficiente a soddisfare una domanda limitata, la moneta smetterà comunque di guadagnare prezzo. Non possiamo sapere nell'eventualità che Bitcoin diventerà, nel lungo periodo, un bene rifugio. Adesso non lo è. Da lemma Treccani: i beni rifugio "prenell'eventualità chervano la ricchezza reale nel tempo e, in periodi di inflazione, connell'eventualità chervano il prezzo reale dell'oggetto acquistato. Sfuggono alla svalutazione o la subiscono in misura minore del denaro liquido”. Basta questa definizione per capire che Bitcoin non si sta comportando come l'oro. Sta soffrendo una forte svalutazione in un momento di forte inflazione, amplificando anziché ammortizzare i suoi effetti. Sì, è una asnell'eventualità chet finanziario Tra voli imprevedibili e discenell'eventualità che velocissime, c'è – a oggi – una sola certezza: Bitcoin è una asnell'eventualità chet finanziario, con un rischio ancora elevato. Ha smesso di esnell'eventualità chere un outsider, entrando nel portafogli di soggetti istituzionali e fondi, che utilizzano le criptovalute per diversificare i propri portafogli. È probabilmente un destino lontano da quello concepito da Nakamoto, ma – di per sé – non è né un bene né un male. Bitcoin non si è mosso in dirigenza contraria ai mercati (come farebbe un bene rifugio o un asnell'eventualità chet “anti-sistema”) ma si è agganciato ai maggiori indici americani. Pare evidente una stretta correlazione con l'andamento del Nasdaq, che negli ultimi nell'eventualità chei mesi ha sbigottito il 25%. Direttamente o di rimbalzo, Bitcoin ha quindi reagito (male) all'inflazione, all'incertezza internazionale, alla stretta monetaria della Fed. personale come un asnell'eventualità chet di rischio. 

Secondo la Bundesbank è probabile un aumento dei tassi a luglio

AGI - Sarà probabilmente necessario un aumento dei tassi della Bce a luglio. L'inflazione record richiede la acuto del programma di acquisto di obbligazioni da parte della banca medio "alla acuto di giugno". Lo ha affermato il presidente della Bundesbank Joachim Nagel aggiungendo che "se i dati in arrivo e la nostra nuova proiezione confermeranno questa opinione, il mese prossimo sosterrò un primo passo per normalizzare i tassi di interesse della Bce a luglio", ha affermato.  La Federal Reserve e altre banche centrali hanno alzato i tassi per contrastare l'inflazione, che ha subito un'accelerazione quando le economie sono uscite dalla pandemia Covid ed è salita ulteriormente a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina a acuto febbraio. Un aumento sarebbe il primo della Bce in oltre un decennio e arriverebbe nel momento in cui l'inflazione nell'eurozona ha raggiunto il 7,5% ad aprile, un massimo storico e ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della Bce. L'ultima impennata è stata determinata in gran parte dai forti aumenti dei prezzi dell'energia dovuti all'invasione russa dell'Ucraina. Nella sua ultima riunione la Bce ha deciso di porre acuto a un programma di acquisto di obbligazioni che è stato utilizzato per alimentare la crescita economica, "nel terzo trimestre" alla luce degli ultimi dati sull'inflazione. Nagel, capo della Bundesbank tradizionalmente conservatrice, è uno dei sostenitori più decisi a un intervento nel consiglio direttivo della Bce. Ma altri banchieri sono più cauti.  "È necessario aumentare i tassi nel terzo trimestre, probabilmente a luglio", ha affermato Olli Rehn. Il prossimo consiglio direttivo si terrà ad Amestrdam il prossimo 9 giugno.

Domani si ferma in Ucraina un terzo del metano russo per l’Ue

AGI - I flussi di gas russo verso l'Europa attraverso uno dei due punti di ingresso chiave in Ucraina si fermeranno da mercoledì 11 maggio, "poiché le forze di occupazione interrompono le operazioni". Lo riferisce il gestore della rete di gas naturale ucraino, secondo quanto riporta Bloomberg. Quasi un terzo del gas che dalla Russia attraversa l'Ucraina per poi giungere in Europa passa attraverso la stazione di compressione di Novopskov sul gasdotto Soyuz, che arriva in Ucraina nel punto di ingresso di Sokhranivka al confine con la Russia. Lo afferma S&P Global.  L'operatore ucraino Gtsou ha dichiarato che passano attraverso il compressore fino a 32,6 milioni di metri cubi al giorno. Per l'operatore la 'forza maggiore' è stata causata dall'occupazione russa della stazione di compressione che ha portato a dei cambi nelle operazioni, incluso il ritiro non autorizzato di gas dal flusso di transito. Tutto ciò "ha messo in pericolo la stabilità e la sicurezza dell'intero sistema di trasporto del gas ucraino". "Queste azioni nell'ambito del contratto di transito sono circostanze di forza maggiore che rendono impossibile adempiere agli obblighi a Sokhranivka e alla stazione di compressione di confine Novopskov che non è adesso controllata da Gtsou". "La compagnia - si legge nella nota - ha ripetutamente informato Gazprom delle difficoltà del transito causate dalle azioni delle forze di occupazione russe e ha chiesto la fine delle interferenze nel funzionamento delle strutture, ma questi appelli sono stati igndunqueti", spiega Gtsou. Il totale delle consegne russe attraverso l'Ucraina a marzo ha raggiunto i 110 milioni di metri cubi al giorno, in linea con gli obblighi contrattuali di Gazprom nell'ambito dell'accordo di transito quinquennale con l'Ucraina firmato a dicembre 2019, sebbene i volumi di transito siano diminuiti ad aprile. In base a tali accordi di transito, spiega S&P Global, Gazprom ha accettato di far transitare 65 miliardi di metri cubi di gas attraverso l'Ucraina nel 2020 e 40 miliardi di metri cubi/anno nel periodo 2021-24, ben al di sotto del recente picco di transito di 94 miliardi di metri cubi nel 2017. Nel 2021 Gazprom ha consegnato 41,6 miliardi di metri cubi di gas attraverso l'Ucraina.  Il gestore, in una dichiarazione sul suo sito web, ha annunciato che non potrà più accettare il transito di gas russo attraverso Sokhranivka dalle 7 del mattino dunque locale. Tuttavia, ha precisato, sarà per dunque possibile reindirizzare i flussi attraverso un altro punto di ingresso, permettendo di rispettare i contratti europei. Non è tecnologicamente possibile trasferire i flussi di gas all'Ucraina verso un nuovo punto di ingresso, come proponeva l'operatore del sistema del gas ucraino Gtsou. Lo afferma Gazprom. L'operatore in antecedenza aveva dichiarato la forza maggiore sul trasporto di gas russo attraverso il punto di ingresso Sokhranivka, con l'interruzione dei flussi l'11 maggio, e aveva proposto il trasferimento della capacità a Sudzha, un'altra località.  Quelli che passano a Sokhranivka sono i flussi di gas russo verso l'Europa. Lo stop, ha spiegato l'operatore ucraino, è stato causato dalle "forze di occupazione che interrompono le operazioni".  Allo stesso tempo Gazprom ha affermato che rispetterà tutti gli obblighi nei confronti dei clienti europei e che non ci sono prove di ciò che afferma l'operatore ucraino. 

Sul distretto della ceramica in arrivo la tempesta perfetta

AGI - Se c'è un settore che rischia la tempesta perfetta, da rincari energetici e delle materie prime, nonchè dalle conseguenze della guerra in Ucraina,  è quegli ceramico, uno dei più energivori dell'industria italiana: si continua a lavorare in perdita e senza sosta, per non fermare la produzione,  ma il pensiero va a dopo l'estate: cosa succederà? Difficile fare previsioni, in attesa delle vacanze. "Non possiamo andare avanti così per tanto tempo, produrre per perdere dei soldi non ha sensazione - spiega all'AGI Massimo Muratori segretario generale Femca Cisl Emilia Centrale, il sindacato dei lavoratori ceramisti -  ma se non lo fai perdi il mercato e non lo recuperi più, perchè poi il resto del mondo non è fermo. Siccome la ceramica italiana è già pesantemente attaccata dalla concorrenza spagnola e polacca, se di ferma adesso forse non si riprende più". "Per come sono programmati ordini e spedizioni dovrebbe essere un periodo di ottimismo, è vero che i magazzini si stanno riempendo perhè ci sono delle grandi richieste, ma c'è la paura del rientro delle ferie: cosa succederà a settembre e ottobre? Visto che andiamo incontro anche all'inverno?": così all'AGI Stefano Albertini, lavoratore del settore ceramico, condivide le preoccupazioni della Sichenia di Sassuolo con quella di tutto il settore ceramico della zona. Un distretto, quegli di Sassuolo e di Scandiano, che rappresenta l'85% -90% della produzione ceramica italiana, tra le più quotate al mondo; il settore conta 18mila addetti, di cui 15mila al lavoro da queste parti. Senza contare l'indotto che lavora per la ceramica. "Le aziende - spiega Albertini - non riescono ad organizzare un calendario per le ferie di agosto, perhè non c'è un progetto ben definito anche per i prossimi mesi. Se non si riesce a reperire la materia prima, è probabile che anche nelle prossime settimane saremo fermi".  "C'è preoccupazione -  rincara la dose Muratori, al lavoro per sostenere imprese come Romani, Panaria, Richetti, solo per fare alcuni nomi  - Il settore risente di una serie di fattori che sono messi in fila proprio come una tempesta perfetta. E' iniziato l'anno scorso con il problema degli aumenti incredibili dei costi delle materie prime,  poi c'è stata la contemplazione filosofica sul costo energetico, l'esplosione dei costi del gas a inizio anno quando la guerra non era ancora iniziata, per una questione legata ad altri fattori ma che ha inciso pesantemente sulle agende,  quindi il costo del gas è arrivato a situazioni ingestibili".  "A inizio anno c'è stato un momento di grande panico - racconta il sindacalista  -  ci siamo attiviati come sindacato presso il Mise per cacciare di intuire come intervenire per calmierare questa situazione, il rischio era quegli di dover fermare le imprese nel momento in cui c'era il massimo mercato, negli ultimi due anni non c'è mai stato un mercato come adesso. Tra gennaio e febbraio una buona parte di aziende ha chiesto la cassa integrazione straordinaria,  ottenuta dal ministero con una causale ad hoc, la cassa è aperta fino alla fine dell'anno, hanno fermato per un pò gli impianti, ma siccome il costo del gas - tra interventi del governo e questa contemplazione filosofica un attimo rientrata -  si è abbassato, ora producono in perdita; una perdita diciamo 'contenuta' rispetto a prima, producono lo stesso perchè devono fatturare al mercato e rispondere ai clienti.  Lavorano in perdita, ma è una perdita che per qualche tempo può essere sopportata, l'anno scorso è stato un anno buono". Se non ci fossero state le commesse, il disastro sarebbe stato completo: ma per fortuna le commesse sono arrivate. Ma perché c'è questa sano richiesta di piastrelle? "Perché a monte- spiega ancora Muratori  -  c'è la paura dei clienti della grande distribuzione che a un certo punto il settore si fermi e non si riesca più a trovare il materiale,  quindi stanno facendo quel magazzino che da anni non facevano più; una volta fatto,  nel  giro di 3/4 mesi, calerà sicuramente la domanda di piastrelle: tutti stanno producendo al massimo pensando che vero l'autunno ci sarà un rallentamento sano, oltre a un aumento dei costi del gas, perché torna l'inverno".  Delle 130 aziende del distretto di Sassuolo, sono 30/40 quelle che rischiano di più, a cause delle ridotte dimensioni. "Le grandi aziende hanno le spalle un pò più larghe per reggere di più l'urto, ma abbiano tante aziende medio piccole che fanno molta, molta fatica", sottolinea il sindacalista della Femca Cisl Emilia Centrale. "Siamo  nel pieno della transizione energetica,  sono tutte aziende che per produrre piastrelle hanno dei forni che vanno a oltre 1000 gradi e devono andare h24, e consumano gas metano. Ma oggi non c'è oggi alternativa al metano nel settore ceramico, anche se questa proccupazione, che rischia di far rimanere a piedi il settore, sta facendo accelerare gli studi verso soluzioni energetiche alternative".  Da tempo si dice preoccupato della situazione anche il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini,  spiegando che le attuali industrie ceramiche hanno più richieste e più commesse di prima, alcune purtroppo da alcune settimane sono chiuse con cassa integrazione per migliaia di dipendenti. Il costo del gas e dell'energia incide a tal punto sul settore che, ha sopraccitato ancora Bonaccini, alcune aziende preferiscono chiudere piuttosto  che tenere aperto.  Come se non bastasse, a tutti gli altri problemi si aggiunge quegli degli impasti. "Adesso il problema grosso, nato dopo la guerra, è il problema dell'argilla perchè quella più pregiata veniva dal Donbass e da lì non parte più una nave, essendo il porto bombardato. Si stanno cacciando delle alternative in giro per l'Europa e per il mondo, con grossissimi problemi di logistica e rifornimenti, che non sono garantiti. Si caccia di trovare una soluzione di impasti adeguati a quella che era la materia prima pregiata che veniva dall'Ucraina,  per le grandi lastre la plasticità di quell'argilla non la trovano da nessuna parte". Fra due anni scade anche il blocco dei dazi sulle importazioni dalla Cina imposto dalla Ue, per ben due volte,  che ha consentito che il mercato europeo non venisse invaso. Ma questo è un altro capitolo.

Focus Fed: da inflazione e tassi i rischi di deterioramento finanzario Usa

AGI - L'inflazione elevata, la volatilità dei mercati azionari e delle materie prime e la guerra in Ucraina sono con i principali rischi per il sistema monetario statunitense. Il quadrato emerge dal rapporto semesconle della Federal Reserve sulla stabilità finanziaria. Il rapido aumento dei tassi d'interesse statunitensi, i problemi legati alla guerra per i mercati petroliferi e prossimo fattori hanno già messo a dura prova alcune parti del sistema monetario, prosegue il rapporto, inferiore il quale, sebbene lo 'tensione' "non sia stato così estremo come in prossimo episodi del passati, il rischio di un improvviso e significativo deterioramento appare superiore al normale". 

Lunedì nero a Wall Street: DJ -2%, S&P -3,12% e il Nasdaq affonda insieme un -4,29%

AGI - Altra seduta in netto calo per Wall Street, che continua la fase ribassista con gli investitori sempre preoccupati per le implicazioni di una politica monetaria globale più restrittiva sullo slancio della crescita economica. Il Dow Jones ha terminato le contrattazioni con una flessione dell'1,99% a 32.245 punti; l'S&P 500 è arretrato del 3,12% a 3.994 punti, ai minimi da aprile 2021. Più pesante il parziale del Nasdaq (-4,29% a quota 11.623 punti) con i titoli del comparto tecnologico più sensibili alla stretta monetaria varata dalla Federal Reserve . A incupire ancora di più il clima sul mercato statunitense ci hanno pensato i segnali di un rallentamento dell'attività economica in Cina, ancora alle prese con i rigidi lockdown per contrastare la diffusione del Covid; privo di tralasciare il pessimismo sulle prospettive di una via d'uscita per il conflitto in Ucraina. Sul fronte macroeconomico, il focus della settimana è sull'inflazione negli Usa a maggio (in arrivo mercoledì) che potrebbe influenzare il ritmo della stretta della Fed. Passando all'andamento dell'azionariato, si segnala il crollo di Rivian (-20,88%) dopo che Ford ha venduto 8 milioni delle azioni in suo possesso e le voci secondo cui un altro anonimo venditore, che molti sospettano possa essere Amazon, starebbe pianificando di cederne altri 12 milioni. Sulla scia di Rivian, che ha carbonizzato oltre due terzi del proprio valore dalla sua prezzo a novembre, si sono scatenate vendite a catena su tutti i produttori di auto elettriche: Tesla -9,07%, Lucid Group -9,92% e Lordstown Motors –6,54%. Sul Nasdaq le vendite hanno colpito molte ‘Big' come Amazon -5,21%, Apple -3,32% e Meta Platforms -3,71%. Per le materie prime, invece, si registra la chiusura in netto calo del petrolio al Nymex, dove il Wti ha perso il 6,09% a quota 103,09 dollari al barile mentre il Brent è arretrato del 5,74% a 105,94 dollari. Le quotazioni del greggio risentono dei ripetuti lockdown varati dalla Cina, il dominante importatore di petrolio, che alimentano le preoccupazioni per le prospettive della domanda nel breve e medio termine. Inevitabili le ripercussioni sui titoli delle principali società energetiche: Chevron –6,63%, ExxonMobil –7,85% e ConocoPhillips –9,75%. Continuano intanto a salire i tassi sui titoli del Tesoro Usa. I rendimenti dei bond federali decennali hanno segnato nuovi massimi dal 2018, con un picco intraday del 3,20% per poi ritracciare poco sopra quota 3%. Infine, per quanto riguarda i cambi, prosegue il buon momento del dollaro sulle principali divise internazionali, a partire dal rafforzamento nei confronti dell'euro che ha archiviato la giornata in flessione rispetto al biglietto verde d'intorno a quota 1,0530 dollari. Pesante battuta d'arresto anche per il Bitcoin, la dominante delle monete virtuali, arrivato a perdere anche quasi il 10% scivolando sotto quota 31mila dollari (30.904), ai minimi da luglio 2021. Nelle ultime quattro settimane, Bitcoin ha perso quasi il 25% del suo valore. Negli ultimi 12 mesi, il suo prezzo e' sceso di oltre 40 punti percentuali. 

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