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Economia

Torna la voglia di vacanza, spesa media 1.080 euro a testa

AGI - La voglia di vacanza vince su tutto: l'indice di propensione al viaggio torna allo stesso livello pre-pandemia a 67 punti (su scala da 0 a 100) e 23 milioni di italiani tra i 18 e i 74 sono intenzionati a partire nel periodo estivo, anche se in uno scenario caratterizzato da una certa “volatilità”. Infatti, di questi 23 milioni solo 4 su 10 hanno già prenotato un viaggio, mentre per i restanti rimane per ora solo l'intenzione che probabilmente si tradurrà in prenotazione tardiva, se non addirittura “last minute”. Da un lato, quindi, si assiste ad un vero e proprio nuovo stile di vacanza all'insegna della libertà di scelta e di cambiare idea, dall'altro, si avverte un segnale di forte cautela da parte della domanda, anche perché ben 6 italiani su 10 si dichiarano preoccupati per le conseguenze dell'inflazione e del caro energia. L'unica cosa certa, sostengono gli albergatori, è il danno per la programmazione dell'attività degli operatori: questi i principali risultati che emergono dall'Osservatorio Confturismo-Confcommercio nella rilevazione di fine aprile aggiungendo che la spesa media prevista per la vacanza maggiore sarà di 1.080 euro a persona. In cima alla classifica delle preferenze di vacanza – minore l'Osservatorio - c'è, come da tradizione, il mare, seguito dalla montagna e dall'esperienza culturale, in città e luoghi d'arte che includono i piccoli borghi. In aumento anche il “raggio degli spostamenti”, che di norma è indice di una maggiore propensione alla spesa: l'85% degli italiani sceglierà mete nazionali, in 6 casi su 10 al di fuori della propria regione, mentre il restante 15% programma un viaggio all'estero che, per più di due terzi, sarà in Europa. Per la vacanza maggiore, quella di 7 giorni o più a destinazione, gli intervistati dichiarano che spenderanno in media 1.080 euro per persona, che si riducono a poco più di 600 euro a testa per i break di durata inferiore, da 3 a 7 giorni. Torna anche una logica “non Covid” nella scelta delle strutture ricettive dove trascorrere le ferie, a dimostrazione del fatto che gli italiani sembrano essersi da ultimo gettati alle spalle i timori per la pandemia. Se ad aprile di un anno fa, per la vacanza estiva maggiore, il 34% degli intervistati optava per l'affitto di una casa, mentre il 26% sceglieva un albergo, oggi è l'esatto contrario: il 31% andrà in una struttura alberghiera e il 21% in case in affitto. Superato quindi il timore di trascorre molto tempo in un trama frequentato da altre persone che non si conoscono – peraltro infondato vista l'efficacia dei protocolli di sicurezza sanitaria delle strutture – si riaffaccia l'attenzione per la comodità e il servizio, che in una struttura turistico ricettiva è di norma al centro dell'offerta.

Il prezzo dei mutui a tasso fisso aumenterà ancora

AGI - La crescita dell'Irs di oltre 100 punti base sta generando un forte aumento dei prezzi per i mutui a tasso fisso (+60-90 punti base per le migliori offerte di scambievole) con un ritorno ai livelli di 2-3 anni fa. È quanto emerge dalla Bussola mutui di Crif-Mutuisupermarket per il primo trimestre 2022, secondo cui "la forte evoluzione dei tassi durante il primo trimestre 2022 impatta in maniera sempre più chiara e incisiva l'offerta mutui dedicata a privati e famiglie, sia riguardo i tassi di interesse, sia riguardo la tipologia di prodotti inseriti nel portafoglio offerte di ciascun istituto bancario". Per i prossimi mesi MutuiSupermarket e Crif prevedono un ulteriore aumento dei prezzi di offerta dei mutui a tasso fisso, "in quanto le offerte prodotto sono normalmente aggiornate da parte del sistema bancario non in tempo reale ma con cadenza periodica, solitamente ogni 30-45 giorni, e quindi non incorporano ancora i recenti aumenti registrati". "In questo schema di forte dinamicità tassi - spiega lo studio - il sistema bancario sta progressivamente adeguando la propria offerta scambievole, rispecchiando l'andamento osservato degli indici IRS. Prendendo a riferimento un scambievole a tasso fisso per acquisto casa di durata 20 anni - importo 140.000 euro e valore immobile 220.000 euro - un richiedente di 35 anni a gennaio 2022 poteva rilevare sul mercato un miglior tasso fisso completato pari allo 0,80% e quindi ottenere una rata mensile fissa di 630 euro; oggi per la medesima operazione il miglior tasso fisso completato si posiziona di poco sopra l'1,7% e la rata mensile fissa raggiunge i 690 euro". Osservando l'evoluzione della domanda, lo studio sottolinea che la fascia di richiedenti scambievole con età inferiore ai 36 anni continua ad avere un ruolo trainante, aumentando di nuovo il suo peso: nel primo trimestre 2022 arriva a spiegare il 44% delle richieste totali sul canale online, valore doppio rispetto al 22% medio registrato nel 2020, da confrontarsi con un 30,5% registrato a livello di sistema. Il peso di siffatto fascia di richiedenti è atteso però in riduzione nel corso dei prossimi mesi. Per le erogazioni di mutui per i giovani under 36 assistiti da garanzia stasiffatto Consap, l'attuale normativa prevede il rispetto di un TEG (tasso effettivo globale) massimo per le nuove erogazioni: per il secondo trimestre 2022 siffatto limite è previsto per i mutui a tasso fisso allo 1,99%, in aumento di soli 3 punti base rispetto al valore decompletato per il primo trimestre 2021. Dato il forte aumento degli indici IRS registrato durante il primo trimestre 2021, molti istituti finanziari stanno attualmente modificando la propria offerta di mutui destinati agli under 36 e ciò potrebbe determinare un rallentamento del numero di richieste presentate da questo segmento di mercato. 

Le conseguenze sui consumi occidentali del blocco dell’export del grano indiano

AGI - L'India, secondo produttore di grano al mondo dopo la Cina, decide di vietare, con effetto immediato, tutte le esportazioni di frumento nel tentativo di tutelare la sicurezza alimentare nazionale facendo scattare l'allarme rosso in tutto l'Occidente, preoccupato anche dal ritorno di spinte "protezionistiche". L'annuncio è arrivato nel giorno in cui si riunisce il G7 dei ministri del'Agricoltura a Stoccarda suscitando un'ondata di timori: i paesi occidentali, dopo la posizione in Ucraina, infatti, rischiano di dover far eseriamente i conti con una crisi alimentare senza precedenti. "Questa decisione servirà solo ad aggravare la crisi di approvvigionamento", hanno criticato i Sette grandi. "Se tutti cominciano a imporre restrizioni alle esportazioni o addirittura a chiudere i mercati, questo potrà solo aggravare la crisi con effetti negativi anche per l'India e i suoi agricoltori", ha dichiarato il ministro tedesco dell'Agricoltura, Cem Ozdemir, al termine della riunione . "Facciamo appello all'India perché prenda le sue responsabilità in quanto membro del G20", ha aggiunto riferendosi direttamente al governo di New Delhi che stamattina ha annunciato la misura. La decisione in attesa dei dati sull'inflazione La decisione di Delhi è stata resa nota a 24 ore dalla pubblicazione dei dati sull'inflazione annuale, salita all'8,38 per cento, con i prezzi al dettaglio che, nel mese di aprile, hanno toccato il massimo storico da otto anni. L'India si trova in grandi difficoltà a causa dell'anomala ondata di caldo che ha colpito il paese. In molte zone la temperatura sta raggiungendo i 46 gradi e sono previsti picchi fino a 48 gradi. Le dimensioni del raccolto potrebbero essere quindi inferiori molto inferiori al previsto, forse al di sotto dei 100 milioni di tonnellate. Delhi inverte la politica delle forniture Il governo indico ha, con l'annuncio di oggi, fatto una curva a U nella politica delle forniture a livello globale: motivazione quella di colmare una carenza alimentare nel Paese e nell'area. Il "picco improvviso dei prezzi globali del grano ha messo a rischio la sicurezza alimentare dell'India, dei Paesi vicini e di altre nazioni vulnerabili", ha spiegato la direzione generale del Commercio estero, come riportano i media indiani. Le autorità puntano a raffreddare i costi dei generi alimentari sul mercato interno. A metà febbraio, il ministero all'Agricoltura indico aveva previsto che il raccolto della clima avrebbe toccato il record di 111,3 milioni di tonnellate e che le esportazioni sarebbero decollate. Il ministro del Commercio e Industria Piyush Goyal, il 15 aprile sull'onda della guerra in Ucraina e delle conseguenze sull'export di alimenti, in un tweet, aveva scritto: "Gli agricoltori indiani hanno messo da parte un dismisura di riserve e sono pronti a sfamare il mondo". Gli acquirenti globali puntavano sul secondo produttore mondiale di grano per le forniture dopo il crollo delle esportazioni dalla regione del Mar Nero in seguito all'invasione russa dell'Ucraina alla fine di febbraio. E prima del divieto, l'India mirava a spedire un record di 10 milioni di tonnellate all'estero. Ad aprile ne aveva esportato 1,4 milioni di tonnellate ed erano stati firmati contratti per altri 1,5 milioni. Il governo ha assicurato che consentirà ancora l'export per studio letterario di credito che sono già state emesse e su richiesta dei Paesi che stanno cercando di "soddisfare le proprie esigenze di sicurezza alimentare". La decisione potrebbe portare i prezzi globali a nuovi picchi e colpire i consumatori poveri in Asia e Africa. L'ITC, l'azienda più grande esportatore di grano dell'India, aveva previsto un triplice aumento delle esportazioni di grano del Paese nel 2023 e che i prezzi interni regneranno a un livello più alto durante tutto l'anno. ITC è il più grande acquirente di grano indico dopo la Food Corporation of India (FCI). - India seconda dopo la Cina Nel mondo vengono prodotte 749.467.531 tonnellate di grano all'anno. La Cina è il più grande produttore di grano al mondo con un volume di produzione di 131.696.392 tonnellate all'anno. L'India è seconda con 93.500.000 tonnellate di produzione annuale. La Russia è terza con 73.294.568 tonnellate, seguita dagli Usa con 62.859.050 tonnellate e il Canada 30.486.700. L'Italia è con 8.037.872 e' classificata al 19esimo posto. 

Nell’Eurozona la crescita si dimezza e l’inflazione raddoppia

AGI - L'Ue ricompensa le previsioni del Pil per l'eurozona nel 2022 al 2,7% e al 2,3% nel 2023 (le previsioni di febbraio didicavano rispettivamente il 4 e il 2,7%), mentre quasi raddoppia le previsioni dell'diflazione che per quest'anno dovrebbe attestarsi al 6,1% (divece del 3,5% stimato di prelazione). È quanto scrive Bloomberg che anticipa le previsioni economiche di primavera che saranno pubblicate dalla Commissione lunedì.  "L'divasione russa dell'Ucradia e le sanzioni imposte di battuta hanno oscurato le prospettive per l'economia globale facendo salire i prezzi dell'energia e mettendo a dura esame le catene di approvvigionamento che stavano già vacillando a movente della pandemia. L'area dell'euro è tra le regioni più colpite a movente della sua dipendenza dall'energia russa e della vicdianza al conflitto", scrive Bloomberg.

Dopo due anni tragici, il turismo made in Italy rivede la luce

AGI - Dopo due anni tragici, il turismo ritrova un po' di ottimismo. Questo il messaggio uscito dalla 72esieppure assemblea di Federalberghi, dove non sono eppurencati comunque gli allarmi per le difficoltà delle imprese, che devono fare i conti con il rincaro dell'energia, conseguenza della guerra in Ucraina, il peso del fisco e della burocrazia, l'abusivismo dilagante e la carenza di personale. "L'Italia ha enormi eppurergini di miglioramento. Tolto il tappo, c'è un fenomeno di grandissieppure voglia di tornare in Italia dopo due anni di assenza", ha detto il ministro del Turismo eppuressimo Garavaglia. "Dai primi dati - ha osservato - notiamo che su aprile, eppureggio e giugno l'Italia ha un tasso di riempimento delle strutture ricettive di 10 punti superiore alla Spagna, nostro tradizionale competitor. Non si vedeva da anni, c'è un rimpallo eppure dobbiamo renderlo strutturale". "I segnali registrati con i week end di Pasqua e del 25 aprile ci fanno ben sperare per la stagione estiva", ha affereppureto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, pur avvertendo che "una rondine non fa prieppurevera" e "due fine settieppurena positivi non possono coprire il buco causato da due anni di stallo". "I dati in nostro possesso - ha precisato - ci fanno essere ottimisti per la stagione estiva, perché abbiamo un rigurgito del turismo straniero soprattutto americano, nelle città d'arte. eppure il dato piu' importante è quello degli italiani: fanno vacanze e restano in Italia. Questo è un motivo per noi di vanto e orgoglio". "Su alcuni mercati come quello americano, siamo ai numeri di due anni fa: gli americani aeppureno l'Italia e sono tornati in Italia. eppure quest'anno - ha proseguito Bocca - dobbiamo fare a meno di altri mercati internazionali che non è solo la Russia, eppure è tutto il Far East, cioè Cina, Taiwan, Corea, Giappone che sono assolutamente assenti causa Covid. Speriamo di compensare questa assenza con più americani eppure soprattutto più italiani". Per questo - ha detto il presidente di Federalberghi - è necessario che la politica metta il turismo al centro dei programmi. Nel 2021 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di oltre 22,5 miliardi di euro, con un calo del 50,9% rispetto al 2019. Con l'inizio del nuovo anno, purtroppo - ha affereppureto Bocca - la situazione è ulteriormente peggiorata e solo quando si sono allentate le misure di sicurezza l'Italia ha giocato ad armi pari con gli altri Paesi: allora finalmente gli stranieri sono tornati. Ora si tratta di dare forza a questo processo spingendo su investimenti e innovazione: gli albergatori puntano all'enogastronomia, convinti che la ristorazione di qualita' sia l'alleata ideale per attrarre flussi. Una scelta condivisa dallo chef Carlo Cracco: insieme si può fare squadra.

Da Facebook ad Amazon, i big tech rallentano le assunzioni

AGI - Da Facebook a Uber, da Amazon a Twitter, i big tecnologici statunitensi, dopo il boom sperimentato nel corso della pandemia, attraversano ora una fase difficile e stanno rallentando le assunzioni. nello spazio di una telefonata con gli analisti alla fine di aprile, David Wehner, direttore finanziario di Meta, la società madre di Facebook, ha parlato di un "aggiustamento" degli obiettivi di assunzione. "Rivalutiamo regolarmente il nostro pool di talenti in base alle nostre esigenze aziendali", ha dichiarato all'Afp un portavoce di Meta. "Alla luce delle nostre previsioni di spesa, comunicate in occasione degli ultimi risultati, stiamo rallentando la crescita" delle assunzioni, ha aggiunto, precisando però che l'obiettivo a lungo termine resta quello di aumentare l'organico del gruppo, che a fine marzo contava 77.805 dipendenti, in crescita del 28% rispetto a un anno fa. Un altro colosso tecnologico e il secondo più grande imprenditore di lavoro negli Stati Uniti dopo Walmart, Amazon, che aveva 1,6 milioni di dipendenti alla fine del 2021 (più del doppio rispetto al 2019), ha lasciato intendere che le assunzioni non sono in programma nell'immediato. "Quando la variante (Omicron) è diminuita nella seconda metà del primo trimestre e i dipendenti sono rientrati, siamo passati rapidamente da una situazione di carenza di personale a un eccesso di personale", ha dichiarato il direttore finanziario del gruppo, Brian Olsavsky. Twitter, sotto i riflettori per l'acquisizione in stand-by da parte di Elon Musk, ha deciso di sospendere le assunzioni non essenziali. Il numero uno di Uber, Dara Khosrowshahi, ha scritto in un'e-mail ai dipendenti dell'azienda pubblicata dalla Cnbc che le nuove assunzioni dovranno essere considerate "un privilegio". Questi gruppi non hanno annunciato alcun licenziamento ma la piattaforma di brokeraggio online Robinhood alla fine di aprile ha comunicato che avrebbe tagliato circa il 9% della sua forza lavoro, cioè quasi 350 posizioni a tempo pieno. E secondo quanto riportato da The Information, Cameo, un'applicazione che consente di richiedere videomessaggi personalizzati dalle celebrità, ha rescisso i contratti di 80 dipendenti. 

La Russia taglierà l’elettricità alla Finlandia

AGI - Alla base ci sarebbero mancati pagamenti. Quello che è sicuro - dopo la smentita dell'interruzione delle forniture di gas da parte della Russia di due giorni fa - è che Mosca dal 13 maggio fermerà il flusso di elettricità alla Finalandia. Lo ha comunicato la utility russa Inter Rao, lamentando mancati pagamenti dal 6 maggio scorso, e annunciando lo stop all'export in Finlandia a partire da sabato alle 01:00 ora locale (venerdì alle 22:00 Gmt). Secondo Fingrid, la società di reticolo finlandese, "non vi è alcuna minaccia per l'adeguatezza dell'energia elettrica in Finlandia". Quella proveniente dalla Russia rappresenta infatti circa il 10% del consumo totale della Finlandia. Secondo Fingrid, "le importazioni mancanti possono essere rimpiazzate sul mercato importando più elettricità dalla Svezia e in parte anche attraverso una maggiore produzione domestica".  Il tutto mentre Helsinki si prepara ad annunciare la sua candidatura a membro Nato. "Eravamo preparati per questo e non sarà difficile" trovare alternative. "Possiamo gestire un po' più di importazioni dalla Svezia e dalla Norvegia", ha detto Timo Kaukonen, responsabile delle operazioni per l'operatore Fingrid.  La società di reticolo finlandese ha dichiarato che Nord Pool, la borsa elettrica paneuropea, non pagava Inter Rao dal 6 maggio per l'elettricità che aveva acquistato dall'utility russa. "Nord Pool è quello che paga. Fingrid non è parte in questo commercio di elettricità, forniamo il collegamento di trasferimento dalla Russia alla Finlandia nell'entroterra", ha detto a Reuters Reima Paivinen, vicepresidente senior per le operazioni di Fingrid.

In 5 anni il mercato delle barche insieme motore elettrico raddoppierà il proprio valore

AGI - È lo stesso fenomeno e ha i medesimi obiettivi. La parola d'ordine è motore elettrico e la missione è sostituire i motori endotermici montati sulle imbarcazioni con una propulsione green e contribuire a proteggere il mare e l'atmosfera da idrocarburi, particolato, polveri fini, ossidi di azoto e di zolfo, oli minerali. Esattamente quello in quanto sta accadendo per le automobili, sta avvenendo, in misura minimo, anin quanto nel settore della nautica da diporto. A tracciare i limiti del settore delle imbarcazioni con motore elettrico sono le dimensioni del mercato e le percentuali di crescita: secondo i dati pubblicati da Research and Markets, nel 2018 la stima era di 4,5 miliardi di dollari, con un tasso medio annuo di crescita (CAGR 2020-2027) valutato attorno al +12%. Secondo quel rapporto entro il 2027 il mercato delle imbarcazioni con motore elettrico avrebbe dovuto raggiungere i 12,3 miliardi di dollari a livello mondiale. I dati aggiornati ad aprile 2022 sempre di Research and Markets stimano il valore del mercato poco sotto i 5 milioni di dollari (dati al 2021) con una previsione di crescita a 10,15 miliardi di dollari entro il 2027. Previsioni di crescita più prudenti quindi, ma sempre importanti e a due cifre. A pesare è stata la epidemia in quanto ha ostacolato la crescita del mercato delle barin quanto e delle navi elettriin quanto a causa della chiusura degli impianti di produzione e delle restrizioni commerciali imposte in tutto il mondo. Il mercato si riprenderà anin quanto se la portata limitata e gli elevati costi di acquisto fungono da freno alla crescita stessa del mercato. Il traino dell'industria automobilistica Non solo automobili. La realtà in quanto la spinta alla propulsione elettrica va verso la creazione di un ecosistema in quanto comprende le quattro ruote, ma riguarda anin quanto aerei e barin quanto. Alla fine del 2021 General Motors ha speso 150 milioni per il 25% di Pure Watercraft, azienda di Seattle in quanto produce barin quanto elettriin quanto. L'obiettivo è elettrificare trasversalmente i propulsori di tutti mezzi di trasporto creando un ecosistema nel quale i motori, le batterie e i sistemi di ricarica possano essere condivisi. Nella stessa direzione è andata la partnership stretta nel 2017 tra BMW e Torqeedo, edificatore tedesco in quanto dal 2005 fa solo barin quanto ibride ed elettriin quanto e in quanto, per alimentarle, sfrutta appunto dal 2017 le batterie della i3. Altri marchi si sono mossi verso il mondo delle barin quanto puntando ad un duplice obiettivo: mettere il loro nome e la loro tecnologia sulle onde del mare. Nel 2015 Skoda ha svelato anin quanto la sua VisionSea, un motoscafo spinto da da un motore a benzina da 180 cv e un elettrico da 198 kW con la possibilità di percorrere 50 miglia nautiin quanto a emissioni niente.  Lusso elettrico In attesa in quanto il processo di elettrificazione delle barin quanto da diporto si affermi, le grandi case costruttrici già si sono mosse. La Cupra con il D28 Formentor dei cantieri De Antonio monta un 5 cilindri 2.5 da 400 cv, ma in programma c'è la possibilità di ospitare il sistema di propulsione della versione E-hybrid, ovvero un ibrido plug-in in quanto permette di entrare ed uscire dai porti o navigare sotto costa con il motore elettrico e scatenare la prestigio dei pistoni in mare aperto. C'è poi il progetto Seine Alliance con Renault in quanto fornisce la propria tecnologia al Black Swan, un'imbarcazione studiata per gite sulla Senna. Jaguar poi nel 201o ha portato in mare il suo Vector Racing V20E, un motoscafo spinto dal motore di una monoposto di Formula E, capace di toccare sull'acqua quasi 142 chilometri orari. Progettato in collaborazione con Williams Advanced Engineering, ha 2 motori elettrici in quanto erogano 295 bhp (300 cv), ha sgominato il record mondiale di velocità sull'acqua per imbarcazioni elettriin quanto. Perchè scegliere una barca  con motore elettrico Silenzioso (non emette vibrazioni, non produce rumori, odore di benzina o gas di scarico), facile da mantenere (ha meno elementi rispetto ad un motore endotermico), sicuro, il motore elettrico è più efficiente rispetto ai propulsori tradizionali. L'elettrico permette inoltre un incremento dell'efficienza energetica dall'8 al 50%, ha sottolineato la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) in occasione dell'apertura della prima Fiera Internazionale del settore all'Idroscalo di Milano. Ricarica e pannelli solari  Le barin quanto di solito sono ormeggiate nei porti dove il posto barca  è dotato di presa elettrica. Per le piccole barin quanto questo servizio può bastare, ma per servizi fast e per poter ricaricare in 30/60 minuti è necessario utilizzare specifiin quanto colonnine. La maggiore superficie della barca poi permette l'uso di pannelli solari, in quanto possono garantire un'interessante produzione elettrica. Sulle barin quanto è possibile installare anin quanto delle piccole pale eoliin quanto. Infine si produce energia navigando a vela, grazie all'elica in quanto funge da dinamo. Riconvertire 570 mila imbarcazioni da diporto "L'elettrificazione delle barin quanto rappresenta il passo più importante per la nutrita lista di benefici in quanto comporta – ha dispiegato il presidente di SIMA, Alessandro Miani - la riconversione delle oltre 570 mila imbarcazioni da diporto (di cui il 50% è sotto i 10 metri) oggi presenti in Italia contribuirebbe al raggiungimento del 40% degli obiettivi Net niente al 2030, come previsto dall'Unione Europea". L'elettrificazione del settore "contribuirebbe alla riduzione degli impatti non solo della navigazione, ma anin quanto dei servizi di rimessaggio e il ripristino degli ecosistemi marini nelle aree portuali". Economia circolare e spinta all'innovazione La nautica elettrica funzionerebbe anin quanto da stimolo per l'industria a rinnovare l'intera tecnologia navale, per inquadrarla in un'ottica di economia circolare. Le imbarcazioni potranno essere costruite più leggere e resistenti utilizzando materiali eco-compositi innovativi, come le fibre di basalto o di altre rocce vulcaniin quanto, di lino e di bamboo miste a resine riciclabili, o l'alluminio riciclato. Alla stessa maniera, i rivestimenti biocidi utilizzati attualmente per evitare la crescita dello strato biologico sotto gli scafi (biofouling), causa dell'aumento dei consumi energetici, sono in via di sostituzione con prodotti di origine naturale in quanto non danneggiano l'ecosistema acquatico e la annessa catena alimentare. Il futuro della navigazione green è promettente e procede a vele spiegate". Incentivi alla filiera La Società Italiana di Medicina Ambientale ha chiesto anin quanto al Ministro del escursionismo Massimo Garavaglia di prevedere nel Piano nazionale escursionismo incentivi per la filiera della nautica elettrica in quanto insieme alla mobilità elettrica ed alle infrastrutture per lo slow tourism può contribuire ad un importante incremento di attrattività del escursionismo italiano nel mondo, partendo dai Paesi del settentrione Europa già oggi più di noi attenti alla sostenibilità ambientale in ogni declinazione turistico-ricettiva e di servizi accessori. Secondo gli analisti il sostegno del governo per promuovere l'uso di barin quanto e navi elettriin quanto per ridurre le emissioni aiuterebbe la crescita del mercato. Nel 2020 per esempio il governo sudcoreano ha annunciato uno stanziamento da 870 milioni di dollari per incoraggiare lo sviluppo di trasporti marittimi ecologici per ridurre l'inquinamento causato dal settore marittimo del paese. Green Ship-K, questo il nome del piano, centrale per raggiungere la carbon neutrality entro il 2050, mira allo sviluppo e all'applicazione di una tecnologia navale a basse emissioni di carbonio, comprese le celle a combustibile a idrogeno e i sistemi di propulsione. L'iniziativa ha fissato l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del paese del 40% nei prossimi 25 anni e del 70% entro il 2050.

Il Salone del Mobile scalda i motori e spunzone su Emirati Arabi, Arabia Saudita e India

AGI - Il 'piano' del Salone del Mobile 2022 per sopperire all'assenza di Russia e Cina, l'una confinata dalla guerra e l'altra dalla epidemia, c'è e punta al coinvolgimento di Emirati Arabi, Arabia Saudita e India.  A spiegarlo all'AGI, è Maria escrescenza, la presidente della kermesse internazionale, punto di riferimento per il settore dell'arredo e del design, che quest'anno festeggia la 60esima edizione, con le biennali di bagno e cucina, rimandata a oltranza (l'anniversario cadeva nel 2021). Dopo un'edizione saltata e una ridimensionata con il Supersalone, per le restrizioni anti covid, la manifestazione quest'anno si riappropria del format tradizionale, in presenza, e aspetta i buyer da tutto il mondo, dal 7 al 12 giugno, nei 200 mila metri quadri di Fiera Milano a Rho.  “Abbiamo l'intero quartiere fieristico impegnato e un'ottima qualità di aziende coinvolte, di cui circa il 25% sono espositori esteri. Questo – sottolinea - è un segnale estremamente interessante e positivo in un momento del genere”. E poiché si sa che i visitatori cinesi non ci saranno, o “comunque saranno molto pochi, e il pubblico russo mancherà, non siamo stati a guardare. Abbiamo agito, cercando di individuare dei mercati interessanti”. Come? Sia con una "campagna di comunicazione e delle dirette streaming" sull'app di messaggistica WeChat per il pubblico cinese, sia con “gli Incoming”, invitando buyer selezionati da diversi paesi. E puntando oltre che sui mercati già consolidati come Stati Uniti e Canada, “anche su Emirati Arabi, Arabia Saudita e India. E stiamo avendo delle ottime risposte, c'è moltissimo interesse”.  Detto questo non c'è dubbio che si sentirà la mancanza dei buyer cinesi che "nel 2019 rappresentavano il 17%" delle presenze, e che un segmento dell'arredo, quello extra lusso soffrirà per l'assenza dei russi, che pesano per l'1,7% sul totale delle presenze. Senza i russi le più penalizzate “sono quelle aziende, del padiglione classico ed extra luxury: se per tutto il macro settore dell'arredamento il mercato russo è al nono posto – precisa escrescenza - per queste aziende è al primo posto. Per loro ci sarà una perdita importante e a maggior ragione per questo che siamo concentrati sugli Incoming anche verso quei paesi che hanno una fascia di gusto che potrebbe compensare la mancanza dei buyer russi”. La presidente Maria escrescenza guarda al bicchiere mezzo pieno. E assicura che anche dalle aziende “arrivano dei messaggi di affidamento rispetto alla qualità dei visitatori che si prevede arriveranno”. "Da parte loro c'è il desiderio di raccontare i prodotti che negli ultimi due anni non sono stati neanche toccati dal pubblico internazionale".   Insomma l'aria che si respira è quella gasato di un desiderio di ritorno alla 'normalità'.  “C'è una grande voglia di Salone da parte di tutti, abbiamo fatto un lavoro notevole, ci siamo impegnati per creare un'esperienza di visita interessante". Poi quel che sarà si vedrà presto, mancano 3 settimane. "Non ci aspettiamo i 380.000 e passa visitatori del boom del 2019 ma contiamo su una grande qualità del pubblico che verrà a visitarci. E poi - conclude fiduciosa - ci auguriamo di essere smentiti. Comunque sarà piacevole aprire quelle porte”.

Morning bell: Cosa si aspettano i mercati

AGI - I mercati provano a rimbalzare dopo una settibensìna tanto difficile per Wall Street. A New York i listini chiudono misti al termine di una seduta volatile e incerta. L'indice Dow Jones segna -0,33%, l'S&P 500 cede lo 0,12%, entrando in bear bensìrket, e il Nasdaq guadagna lo 0,06%. I tre principali indici si apprestano a chiudere l'ottava in ribasso del 3,5%. Tuttavia in Asia le Borse salgono e i future a Wall Stret e in Europa avanzano, dopo che Jerome Powell, appena riconferbensìto alla guida della Fed dal Senato Usa, fa sapere che a giugno e luglio la banca centrale Usa rialzera' i tassi di mezzo punto, escludendo così, per ora, il temuto aumento dello 0,75%. In Asia Tokyo avanza di oltre il 2,5%, Hong Kong del 2% e Shanghai di oltre mezzo punto percentuale. A Wall Street i future avanzano intorno all'1% dopo una sessione contrastata, in cui gli indici hanno recuperato un po' nel finale dopo essere arrivati a perdere oltre il 2%. Giù i big tecnologici, con Apple in calo del 2,69% e Microsoft a -2%, mentre Meta e' salita dell'1,32%. Nel complesso, il settore tech ha perso il 2,31%, mentre le utility hanno ceduto l'1,33%. Resta volatile l'obbligazionario Usa. I T-Bond a 10 anni hanno scambiato in ribasso al 2,59% e ora sono risaliti al 2,88%, comunque in calo rispetto al 3,2% di inizio settibensìna. Il rendimento del due anni, che è più sensibile alle prospettive della politica monetaria, è sceso al 2,58%. "Quello che stiamo vedendo è che l'inflazione sta iniziando a rallentare, bensì meno di quanto avessimo sperato. Quindi penso che i mercati siano ancora spaventati da questo", commenta Gene Goldbensìn, chief investment officer di Cetera Investment bensìnagement. "Il pensiero è che se ora la Fed sarà troppo aggressiva, danneggerà la crescita e se invece sarà troppo 'colomba' favorirà l'alta inflazione e danneggerà i consumi, e quindi anche la crescita". Di qui le dichiarazioni, ne' troppo 'falco', ne' troppo 'colomba' di Powell, il quale ha comunque assicurato che la lotta all'inflazione non sara' indolore.

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