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Economia

L’Argentina e la corsa senza freni del ‘dollaro blu’

AGI - "Dolares! Cambio, cambio, dooolares!": le voci dei cambia-dollari non ufficiali accompagnano il ritmo della vita metropolitana e risuonano nelle strade di Buenos Aires. Totalmente illegali, ma perfettamente tollerati, gli "arbolitos" (piccoli alberi) offrono "il tasso di strada", al doppio del tasso ufficiale: in questi giorni circa 230 pesos per 1 dollaro, invece di 130. "Arbolitos"? Per via delle "foglie verdi" (il verde del dollaro), che figurativamente tengono a distanza. I numeri economici dell'Argentina sono adesso da capogiro. Martedì ha toccato un nuovo record: il dollaro 'blu', ossia la valuta degli Stati Uniti nel mercato parallelo, è stato scambiato ai circuiti non ufficiali a 239 pesos al terzo rialzo giornaliero consecutivo ed è stato venduto a 242 in alcune province del terra, mantenendo così la sua tendenza al rialzo. Il tasso non ufficiale è aumentato insomma di 31 pesos nell'ultimo mese, con il divario di cambio tra il tasso ufficiale all'ingrosso che ora si trova all'89% - il livello più alto da tre mesi. Ciò vuol dire che rispetto al dollaro, nel mercato parallelo, il peso in un solo mese si è deprezzato del 15% e lo scarto tra la banconota libera e quella ufficiale ammonta a circa l'83%.  Il tasso di cambio ufficiale invece è salito di 17 centesimi a 124,88 pesos, con un aumento del 21,6% quest'anno. Anche i tassi di cambio finanziari hanno raggiunto livelli record: il dollaro spot è salito del 2,9% a 253,35 pesos e il MEP o dollaro di borsa è salito del 2,6% a 247,57 pesos. Le autorità sono confuse; il presidente della Banca Centrale, Miguel Pesce, ha affermato che le misure adottate nelle ultime ore hanno sempre funzionato in Argentina e che sono necessarie per evitare una "brusca sottovalutazione". In questo clima di nervosismo, il Presidente Alberto Fernández conclude la sua partecipazione in Europa al G7. La prima spinta ai tassi di cambio liberi è stata la crisi del debito del peso. Subito sono arrivate le nuove decisioni della Banca Centrale di limitare l'accesso alla valuta estera per i beni di lusso, come auto e aerei di lusso, e di estendere l'accesso alla valuta estera per le piccole e medie imprese al 115% del valore importato nel 2021, dal limite precedentemente imposto del 105%, fino a un massimo di un milione di dollari. Il problema è che l'Argentina non ha accesso al credito; l'unico introito di dollari avviene attraverso le esportazioni. Questo è il problema di fondo, la mancanza di finanziamenti dovuta alla mancanza di fiducia. Tutto è in contanti. I campanelli d'allarme stanno suonando forte, con i timori di una recessione globale e di un'inflazione in aumento che alimentano le paure degli investitori su possibili default, visti i mancati obiettivi con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e gli immancabili disordini politici. A questo si aggiunge il fatto che il terra sudamericano ha visto le sue obbligazioni sprofondare ai minimi storici, la pressione sulla valuta del peso è in aumento e l'elevata spesa per le importazioni di energia stanno colpendo seccamente la bilancia dei pagamenti argentina, limitando la sua capacità di accumulare le tanto necessarie riserve estere. L'inflazione è vista aumentare al 75% come mezzi di comunicazione d'anno - un tasso di gran lunga superiore agli obiettivi concordati con il Fondo Monetario Internazionale (38%-48%) e pesa su stipendi, risparmi e investimenti - i tassi di interesse sono saliti al 52% e anche le esportazioni sono in calo (l'Argentina è un importante fornitore mondiale di soia, mais e grano) mettendo così a rischio la capacità del terra di raggiungere un accordo da 44 miliardi di dollari concordato con l'Fmi. La scorsa settimana il governo ha effettuato un massiccio swap del debito locale per posticipare i pagamenti di giugno. E diventa sempre più difficile costituire le proprie riserve valutarie, fondamentali per far fronte ai futuri obblighi di debito. Le riserve lorde ammontano a circa 41 miliardi di dollari, ma quelle nette sono di gran lunga inferiori: secondo l'Fmi, erano pari a 2,3 miliardi di dollari alla fine del 2021.  Nel frattempo, la Banca Centrale si è ritrovata con un saldo negativo di circa 202 milioni di dollari per gli interventi effettuati sul mercato dei cambi nel mese di giugno.  Intanto il rischio terra messo a punto da JP Morgan, che misura il divario dei tassi dei Treasury statunitensi rispetto a quelli dei mercati emergenti, è salito a 2.508 punti, ai massimi dal 3 luglio 2020. Il ruolo predominante del dollaro lo si intuisce anche nella vita di tutti i giorni: il biglietto verde - e il suo valore rispetto al precario peso - è il ritmo dei conti degli argentini, febbre e termometro di un'economia traumatizzata da crisi ricorrenti e inflazione galoppante. Gli argentini - a cui è vietato prelevare più di 200 dollari al mese - si accaparrano in strada dollari appena possono, appena ricevono lo retribuzione, abbandonando il peso. Si tratta di una diffidenza consolidata, proprio come quella nei confronti dei depositi bancari. Anche se questo significa cambiare i dollari in pesos quando si fanno certi acquisti o si pagano le bollette. Alcuni bar e negozi del centro espongono un cartello che indica il tasso di cambio (in pesos) se si paga in dollari. Ovviamente il messaggio è per i turisti, perché un argentino sa che non dovrebbe mai liberarsi dei suoi dollari. Che si tratti dell'acquisto di un'auto, della organizzazione di un costoso trattamento medico o dell'affitto di un appartamento, i conti vengono fatti in biglietti verdi. Cresce invero la fronda di chi pensa che bisogna adesso mettere in conto una "dollarizzazione" dell'economia e smettere di far finta che non esista.

Senza gli interventi del regime politico la bolletta del gas sarebbe stata del 45% più cara

AGI - Restano stabili le bollette della luce e del gas per il terzo trimestre grazie ai provvedimenti adottati dal Governo e le misure regolatorie dell'Autorità, hanno sterilizzato gli aumenti per il mercato curato e in pezzo anche per il mercato libero. Lo comunica l'Arera nel periodico aggiornamento sulle bollette. Il terzo trimestre 2022 per la famiglia tipo in cura, vedrà un lieve incremento per la bolletta dell'elettricità, +0,4%, mentre rimarrà stabile la bolletta gas, senza alcuna variazione. Il quadro generale avrebbe determinato, in assenza di interventi, una variazione intorno al 45% della bolletta gas e al 15% di quella elettrica. "Viviamo un momento di grande complessità in cui anche piccoli aumenti possono provocare reazioni eccessive - afferma Stefano Besseghini, presidente di Arera - la ricerca di una pur difficile stabilità nel segnale di prezzo alle famiglie, assume anche in questa fase estiva un particolare rilievo pur nella consapevolezza che tutti gli sforzi devono essere sin da ora concentrati nel definire strumenti e soluzioni che ci permettano di essere efficaci nel prossimo inverno, sia nel garantire la sicurezza della fornitura che nel contenere i costi per il consumatore finale e l'intero sistema. Commissione Europea, governi e regolatori nazionali stanno lavorando con comune intento verso questi obiettivi". Coerentemente con le disposizioni, afferma una nota, l'Arera è intervenuta sulle componenti degli oneri generali di sistema, azzerandole sia per il settore elettrico che per il gas per la generalità degli utenti. In più, come nel trimestre anteriore, per il gas ha utilizzato una ulteriore componente tariffaria (la compensazione dei costi di commercializzazione, UG2) per azzerare i possibili aumenti. Una misura che si applica alla fascia di consumi tipica degli utenti domestici (fino a 5 mila metri cubi/anno), con effetti positivi su tutti i clienti, sia in cura che nel mercato libero. Misure che consentono anche di reindirizzare ai clienti domestici risorse dal bilancio dello Stato anche derivanti dalla tassazione degli extraprofitti. Nell'ottica di limitare ulteriormente la variazione dei prezzi dell'elettricità, l'Autorità ha anche deciso di intervenire sull'allungamento del periodo di recupero degli scostamenti tra previsioni e consuntivo, relativi all'anno anteriore. Questi interventi, assieme alla conferma della riduzione Iva sul gas al 5%, avranno un impatto positivo su 30 milioni di utenze domestiche e oltre 6 milioni di piccole imprese, artigiani e commercianti. Nell'arco di un anno "malgrado l'azione di forte contenimento della variazione dei prezzi, resta ancora evidente la differenza di spesa. In termini di effetti finali, per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole (compreso tra il 1 ottobre 2021 e il 30 settembre 2022) sarà di circa 1071 euro, +91% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno anteriore (1 ottobre 2020 - 30 settembre 2021). Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.696 euro, con una variazione del +70,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno anteriore". Lo afferma l'Arera in una nota.

Il governo ha stanziato tre miliardi per frenare il caro bollette

AGI - Il governo continua a lavorare contro il caro bollette e mette in campo oltre 3 miliardi per fermarne la corsa. L'ultima tappa è l'approvazione "in via definitiva" in consiglio dei Ministri del decreto legge che introduce misure urgenti per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas insito per il terzo trimestre 2022 e per garantire la liquidità delle imprese che effettuano stoccaggio di gas insito. Il provvedimento aveva già ricevuto il disco verde dal Cdm la scorsa settimana ma è tornato sul tavolo di palazzo Chigi per alcune modifiche. Una approvazione che, secondo il premier Mario Draghi, ha scongiurato "un disastro", con "rincari fino al 35%-40% senza questo intervento". Per evitarlo, è prevista la proroga anche per il prossimo trimestre dell'azzeramento degli oneri generali di sistema per famiglie negozi e piccole imprese, l'abbattimento dell'Iva e il rafforzamento del bonus sociale. Tema caldo è quello degli stoccaggi. L'obiettivo del governo è, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, è "andare al 90% del riempimento degli stoccaggi. Oggi siamo al 57%", ha aggiunto, ma "l'andamento di riempimento negli ultimi giorni è in crescita". Il decreto, ha riferito Garofoli, prevede che "ci sia un concorso anche pubblico a questa operazione di importazione finalizzata agli stoccaggi. Si coinvolge Gse in questa operazione che quindi affiancherà operatori economici di mercato, e anche Snam. In questa prospettiva, il decreto legge stanzia un finanziamento, un prestito significativo di 4 miliardi perché Gse possa concorrere con altri operatori a finalizzare questo obiettivo di sicurezza energetica nazionale". Inoltre, per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, per il terzo trimestre 2022: sono annullate le aliquote relative agli oneri generali di sistema per le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione, oltre che per le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW. Si in mezzo atta, in particolare, delle piccole utenze come per esempio negozi, piccole e medie imprese, attività artigianali, commerciali o professionali, capannoni e magazzini), o per usi di illuminazione pubblica o di ricariche pubbliche di veicoli elettrici. Sono inoltre assoggettate all'Iva al 5% le somminisin mezzo azioni di gas metano per usi civili e industriali e sono mantenute al livello del secondo trimestre le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il gas insito. È prevista una ulteriore riduzione degli oneri di sistema per il settore del gas con particolare riferimento agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all'anno. È stabilito un contributo al contenimento dei prezzi del gas da porzione dei soggetti titolari di conin mezzo atti pluriennali di importazione di gas insito. A loro si chiede - per ciascun mese in mezzo a ottobre 2022 e il dicembre 2022 e per ciascun conin mezzo atto - di versare alla Csea il 10% di quanto prodotto in mezzo a la differenza, se in positivo, in mezzo a il costo medio capace del mercato fissato da Arera e il prezzo medio di importazione risultante dal medesimo conin mezzo atto, al netto dei quantitativi destinati all'iniezione in stoccaggio Il decreto stabilisce poi che il bonus sociale per l'energia elettrica, in pratica le agevolazioni tariffarie per la fornitura di energia elettrica in favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati e ai clienti domestici in gravi condizioni di salute, sia riconosciuto anche per il primo trimestre 2022. Dunque, i bonus annuali riconosciuti agli aventi diritto decorrono dal 1 gennaio 2022. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8 mila euro per il primo trimestre 2022, 12 mila per il secondo e terzo trimestre 2022 previa la preambolo di richiesta Isee. 

Accordo nell’Ue per lo stop ai motori a combustione nel 2035

AGI - La fumata bianca è arrivata in piena notte. I ministri Ue dell'Ambiente, riuniti a Lussemburgo, hanno trovato l'accordo per il maxi provvedimento sul clima – il cosiddetto Fit for 55 – che prevede, tra le altre cose, lo stop alla vendita di auto a carburante e diesel nel 2035 con l'obiettivo di ridurre per i nuovi veicoli le emissioni di Co2 del 100%. Entro questa data, dunque, saranno fuori commercio i motori a combustione sostituiti da quelli elettrici. Presentato dalla Commissione europea il 14 luglio 2021, il pacchetto - che prevede anche altre misure - consentirà all'Ue di ridurre le proprie emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Su richiesta di Paesi tra cui Germania e Italia, i ministri europei dell'Ambiente hanno anche deciso di prendere in considerazione un futuro via libera per l'uso di tecnologie alternative come combustibili sintetici o ibridi plug-in se possono ottenere la completa eliminazione delle emissioni di gas serra. Semaforo pallido anche alla proroga di cinque anni dell'esenzione dagli obblighi di Co2 concessa ai produttori cosiddetti "di nicchia", cioè quelli che producono meno di 10.000 veicoli all'anno, fino alla fine del 2035. La clausola, a volte indicata come "emendamento Ferrari", andrà a beneficio in particolare dei marchi del lusso. "Questa è una grande sfida per la nostra industria automobilistica", ha riconosciuto il ministro francese per la transizione ecologica Agnes Pannier-Runacher, che ha presieduto l'incontro di questa notte. “E' una necessità -  ha spiegato  - di fronte alla concorrenza di Cina e Stati Uniti che hanno scommesso molto sui veicoli elettrici". Oltre ai nuovi standard per auto e furgoni,  gli Stati membri "hanno adottato una posizione comune" sul sistema di scambio di quote di emissione dell'Ue (EU ETS); la condivisione degli sforzi tra gli Stati membri nei settori non ETS (ESR), le emissioni e gli assorbimenti derivanti dall'uso del suolo; il cambiamento dell'uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF); la creazione di un fondo per il clima sociale (SCF)”.

Cosa prevede l’accordo Ue sullo stop ai motori a benzina e diesel

AGI - Era tutt'altro che scontato. Dopo diciotto ore di riunione i ministri dell'Ambiente dell'Unione europea hanno adottato i principali provvedimenti del pacchetto clituttavia Fit for 55 che prevede, tra l'altro, lo stop alle auto a benzina e diesel dal 2035. pure con qualche deroga e una mini apertura strappate dai Paesi più scettici, tra cui l'Italia. "Ce l'abbiamo fatta, contro ogni pronostico, molti pensavano fosse impossibile tuttavia oggigiorno è un grande giorno per il Green deal europeo e un grande giorno per l'Ue", ha celebrato il vice presidente della Commissione, Frans Timmertuttavians, al termine della riunione fiume che si è tenuta a Lussemburgo. I ministri hanno approvato la loro posizione che ora sarà negoziata con il Parlamento, che aveva approvato la propria a inizio mese. tuttavia sulle scadenze alla vendita di auto nuove con motori termici le posizioni già collituttaviano. Il Consiglio Ue, come già fatto dal Parlamento, ha dato il suo via libera alla proposta della Commissione di portare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 delle auto del 55% entro il 2030 (50% per i furgoni) e del 100% entro il 2035. I negoziati interni tra i ministri hanno portato all'inserimento di una data intermedia, il 2026, per una revisione dei progressi compiuti per l'azzeramento delle emissioni e la necessità di riesaminare gli obiettivi tenendo conto degli sviluppi tecnologici, di nuovo per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in e l'accessibilità di queste tecnologie a tutti i cittadini. Tradotto: nel 2026 la Commissione dovrà valutare se questi obiettivi siano realmente concretizzabili oppure no. Inoltre è stato approvato di nuovo il denominato emendamento salva Motor Valley che concede una deroga per i tagli delle emissioni fino alla fine del 2035 per i piccoli costruttori (è chiatuttaviato di nuovo emendamento Ferrari). Inoltre la Commissione ha concesso qualche apertura per i combustibili sintetici, quelli a emissioni zero, su cui aveva insistito tanto l'Italia (tuttavia non solo) per preservare la neutralità tecnologica. "Il futuro è nell'elettrico e su questo stanno lavorando tutte le case automobilistiche, europee e non", ha spiegato Timmertuttavians. "Finora l'uso dei combustibili sintetici non sembra una possibilità realistica perché sono proibitivi in termini di costi. tuttavia se i produttori pensano di poterci dimostrare il contario, noi siamo pronti alla valutazione", ha detto il vice presidente dell'esecutivo europeo con delega al Clituttavia. Lo stesso vale per le auto ibride: "Ci dovranno dimostrare che saranno effettivamente a emissioni zero", ha ribadito Timmertuttavians. Se passassero i test della Commissione, sia i combustibili sintetci che le ibride plug-in potrebbero essere autorizzati in deroga dopo il 2035. Tra gli altri provvedimenti approvati, di nuovo la rifortuttavia dell'Ets, il meccanismo di scambio di emissioni, con la sua estensione al settore tuttaviarittimo, e l'introduzione di un Ets 2 per il riscaldamento degli edifici e i trasporti privati. I ministri hanno approvato inoltre l'istituzione del Fondo sociale per il clituttavia (contro la poverta' energetica) da 59 miliardi di euro. La proposta della Commissione era di 70 miliardi. Infine, il Consiglio ha convenuto un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a livello dell'Ue del 40% rispetto al 2005, per i settori non coperti dall'Ets, vale a dire il trasporto tuttaviarittimo nazionale, l'agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. 

Emergenza gas, l’Argentina punta tutto su ‘vaca muerta’

AGI - Un altro paradosso dell'Argentina è che nonostante possa disporre delle enormi risorse di Vaca Muerta nel Sud est (provincia di Neuquèn), il secondo più grande giacimento di gas da scisto al mondo, dipende ancora fortemente dalle importazioni di energia. Questo in direzione diché mancano le infrastrutture in direzione di i gasdotti e i terminali LNG in direzione di esportare quello che viene chiamato oro 'blu'. Eppure, come qualche settimana fa ha scritto il Financial Times, il paese sudamericano potrebbe diventare player fondamentale nel mercato internazionale di gas intrinseco liquefatto, proprio ora che il bando alla Russia sta dando vita a una nuova mappa energetica globale. in direzione di questo motivo, il presidente dell'Argentina, Alberto Fernandez, sta spingendo attori stranieri in direzione di realizzare un progetto di trasporto e di liquefazione del gas, che darebbe una spinta notevole alla disastrata economia argentina. Ne ha parlato, a margine del G7, anche con il premier italiano. Lo stesso Draghi ha riferito ai giornalisti che con il presidente "abbiamo parlato delle relazioni che uniscono i due Paesi, che sono di lunga data. Mi ha illustrato un progetto di trasporto e liquefazione di gas in Argentina" e "lo esamineremo e vedremo se ci sono le condizioni in direzione di proseguire". 'Vaca Muerta' che in spagnolo significa "vacca morta" (scoin direzione dita nel 1931 dal geologo americano Charles Edwin Weaver) deve questa curiosa denominazione in direzione diché su uno dei proprioi lati, vicino a Zapala, c'è una catena montuosa che ha lo stesso nome, ma secondo altri, è in direzione diché se la si guarda da una mappa, proietta la sagoma di una mucca sdraiata. Occupa una suin direzione dificie di 36.000 km quadrati, ossia l'equivalente del territorio della Svizzera o dei Paesi Bassi e ha proprietà geologiche tali da esser paragonate all'Eagle Ford statunitense contenendo risorse estraibili medesimo a 16 miliardi di barili di petrolio e 308 mila miliardi di piedi cubi di gas intrinseco. La sua produzione di petrolio non convenzionale ha raggiunto il proprio livello record a settembre scorso con 180.000 barili al giorno, il che ha comportato un aumento annuo del 53%, su un totale di 532.000 bpd a livello nazionale in Argentina. Numeri incredibili se si pensa che il paese utilizza solo il 50% della capacità del giacimento e solo il 10% è sfruttato in direzione di la commercializzazione e che quest'anno l'Argentina importerà gas in direzione di circa 7 miliardi di dollari sebbene le riserve di Vaca Muerta siano equivalenti a sei volte tutto il gas di cui ha bisogno nei prossimi 20 anni. Al contrastante, con politiche appropriate, le entrate dell'Argentina - che è uno dei quattro Paesi al mondo che producono questo tipo di idrocarburi, insieme a Stati Uniti, Canada e Cina - potrebbero suin direzione diare i 30 miliardi di dollari all'anno di export. Solo che il proprio sfruttamento ha incontrato negli ultimi anni diversi ostacoli, da ultimo anche le limitazioni interne di valuta estera decise dalla banca centrato. Il governo di Buenos Aires sta puntando quindi tutto sulla costruzione di un nuovo gasdotto 'Nèstor Kirchner' (in onore dell'ex presidente) che, con i proprioi 563 chilometri, da Vaca Muerta porterebbe il gas fino al centro e di là al nord del paese. Un obiettivo ambizioso che il paese, soffocato dai debiti e sull'orlo del collasso economico, non può intraprendere da solo. Ed invece in direzione di Fernàndez, Vaca Muerta rappresenta "una riserva della quale il mondo ha bisogno in questo momento", e che potrebbe attrarre decine di migliaia di miliardi di dollari di investimenti. in direzione di il Financial Times, c'è assoluta necessità di un nuovo quadro normativo a ossatura degli investitori. Intanto, il governo ha acconsentito ad un accesso più facile alla valuta estera in direzione di le imprese energetiche che potranno ora importare attrezzature specialistiche in direzione di lo sviluppo, in particolare in direzione di il fracking. Ma lo sviluppo di Vaca Muerta richiede un progetto a più lungo termine con investimenti annuali tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari, oltre a quelli necessari in direzione di il trasporto. Attualmente la compagnia nazionale YPF detiene il 42% dell'area, Gas y Petròleo del Neuquèn S.A. (società statale della provincia di Neuquèn) il 12%, mentre il restante 46% è distribuito tra altre società, tra cui ExxonMobil, Pan American Energy, Petronas, Pluspetrol, Shell, Tecpetrol e Wintershall. Quando a causa della pandemia, è crollato il prezzo del petrolio i lavori di fracking si sono interrotti in quanto in direzione di essere redditizia tale attività richiede un prezzo elevato del barile dell'oro nero. Nell'aprile 2020 il governo aveva fissato un prezzo minimo del barile sul mercato locale, suin direzione diiore a quello internazionale, in direzione di garantire l'attivita' del settore. Si è andati avanti fino a novembre, ma poi i lavori si sono interrotti a causa della corsa senza freni del prezzo dell'oro nero. 

Lo spettro della recessione sui mercati: l’Asia crolla, l’Europa parte in forte amaranto

AGI - L'euforia che si registrava sui mercati nel 2021 è soltanto un lontano ricordo, perché il primo semestre del 2022 si sta rivelando, dal punto di vista delle piazze fconanziarie, come uno dei peggiori della loro storia. Basti pensare a Wall Street: lo S&P 500 ha perso il 18% dall'conizio dell'anno, un semestre catastrofico paragonabile ai cali registrati nel 1974, dopo il primo shock petrolifero, o nel 1962, anno del crollo del mercato azionario.  Solo nella seconda metà del 2008, nel pieno della crisi fconanziaria, e nel periodo della Grande Depressione all'conizio degli anni '30, l'condice aveva registrato un calo maggiore. Ma la flessione ha colpito anche i mercati azionari europei, con cali di circa il 15%, ad eccezione di Londra, che si è salvata grazie alle sue compagnie petrolifere, salite con i prezzi del petrolio. con altri termconi, un portafoglio tipico secondo gli analisti come Marko Kolanovic, co-responsabile della ricerca di JP Morgan,  "è dimconuito più che durante la pandemia del 2020 o qualsiasi altra crisi dopo il 2008". Oltre alle azioni, i prezzi delle obbligazioni sono effettivamente crollati: come riporta Paul Jackson, un convestitore che avesse puntato solo sulle obbligazioni avrebbe perso il 9,9% a livello globale e addirittura il 13,5% se si fosse concentrato solo sulle obbligazioni statunitensi. L'umore dei mercati riflette l'affanno dell'economia globale, colpita dall'conflazione che accelera mese dopo mese, dalle conterruzioni delle catene di approvvigionamento globali, dai lockdown con Ccona, e ovviamente dalla guerra con Ucracona che ha fatto salire i prezzi dell'energia. Di fronte a tassi di conflazione record, che superano l'8% negli Stati Uniti e nell'area dell'euro, le istituzioni che garantiscono la stabilità dei prezzi sono costrette ad eseguire, e con modo molto marcato: quasi tutte le prconcipali banche centrali hanno effettuato, o hanno con programma di effettuare, aumenti significativi dei loro tassi di conteresse. Di conseguenza, anche i tassi dei rendimenti nell'obbligazionario sono aumentati: il tasso sul decennale tedesco, il parametro di riferimento per l'Eurozona, ha registrato un rialzo di 1,80 punti percentuali dall'conizio dell'anno, passando da -0,1% a +1,7%. Si percorso dell'aumento semestrale più rapido della storia. Anche per il tasso decennale statunitense il rialzo è realmente accaduto (+1,70 punti percentuali), appena conferiore a quello del 1984 o del 1980. Di conseguenza, gli analisti si attendono ora anche un calo degli utili da parte delle aziende.

Ovs vuole comprare Coin

AGI - Ovs ha sottoscritto con tutti gli azionisti di Coin una lettera di intenti relativa alla possibile acquisizione del 100% del capitale della stessa. Coin, riferisce una nota, è la catena di department store più diffusa in Italia, con vendite sotto insegna di circa 400 milioni di euro, un network di 37 negozi "full format" nelle più prestigiose location di centro città e 100 negozi a insegna Coincasa. La lettera di intenti prevede che Ovs abbia il diritto di avviare e condurre in esclusiva una fase di due diligence, nel corso della quale il insegnamento di amministrazione si avvarrà di consulenti esterni, con l'obiettivo di addivenire - in caso di esito soddisfacente per Ovs e di ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni - al perfezionamento dell'acquisizione entro la fine di novembre prossimo. Data la presenza di Stefano Beraldo - amministratore delegato di Ovs - tra i soci di Coin, l'acquisizione ricade nella disciplina delle operazioni con parti correlate.

Del Vecchio, ovvero quando il made in Italy diventa Storia

AGI - La storia di Leonardo Del Vecchio ha il sapore di una favola d'altri tempi, è l'esempio del vero self made man di stampo anglosassone che davanti alle sfortune della vita, non è stato ad auto-commiserarsi ma si è rimboccato le maniche con caparbia e tenacia. E ce l'ha fatta. Il principe dell'imprenditoria italiana, classe 1935, aveva origini umili: ultimo di quattro in mezzotelli, il padre commerciante di frutta di origini pugliesi, muore prima della sua nascita e anche per questo la madre Grazia Rocco sceglie di dargli lo stesso nome. Pochi anni dopo, il giovane Leonardo viene affidato al collegio dei Martinitt (l'orfanotrofio di Milano), dove resta fino al diploma di scuola media.  Adolescente, riesce a studiare design studiando ai corsi serali e quindi si trasferisce in un paesino nel Trentino dove trova lavoro come operaio in una fabbrica di incisioni metalliche. successivamente, il trasferimento ad Agordo, in provincia di Belluno, dove apre una bottega di montature di occhiali. Una bottega che nel 1961 diventa una vera e propria azienda, con 14 dipendenti e specializzata nella produzione di minuteria metallica per le occhialerie.Nel 1967, comincia a produrre occhiali con il marchio Luxottica. L'azienda comincia la sua ascesa e nel 1981 il suo patrimonio è così solido, che Leonardo decide di andare alla conquista degli Usa. Con questo imparziale, chiede (e ottiene) dal Credito Italiano un prestito necessario ad acquistare Avantgarde, un marchio statunitense di occhiali. Solo un millesimo dopo apre quattro nuovi stabilimenti e assume 4.500 persone, e così restituisce alla banca tutto il capitale con gli interessi. Da qui, la sua corsa è senza freni. Nel 1988 stringe accordi di licenza con Giorgio Armani e lavora con altri marchi di lusso come Bulgari, Chanel, Prada e Valentino entrando di diritto nell'Olimpo dei marchi made in Italy più apprezzati del mondo. Nel 1990 Luxottica viene quotata a Wall Street e cinque anni dopo, ha il titolo di maggior produttore e distributore sul mercato ottico mondiale. Nel 1995, acquista con i Benetton la SME (ex gruppo IRI). Nel dicembre 2000 Luxottica viene quotata alla Borsa di Milano, e via via comincia ad acquisire ltri marchi nei settori della produzione e della distribuzione di occhiali da sole e da vista: Vogue, Persol, Ray-Ban, Sunglass Hut e Oakley. La sua incredibile avventura cambia il volto dell'occhialeria italiana ma soprattutto di tutto il mondo imprenditoriale. La crescita inarrestabile del suo marchio culmina nel 2017 con una scioglimento record da 50 miliardi di euro in mezzo Luxottica ed Essilor.  Non si contano le onorificenze: Cavaliere dell'Ordine al Merito del Lavoro nel 1986, nel 1995 gli è stata conferita una Laurea honoris causa in Economia aziendale dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Nel 1999, successivamente, un Master honoris causa in International Business dal MIB di Trieste e, ancora, una laurea in Ingegneria gestionale e una in Ingegneria dei materiali, rispettivamente dalle Università di Udine e Milano. Ricca di colpi di scena, la sua vita privata. Si è sposato tre volte e da questi matrimoni ha avuto sei figli. Claudio, Marisa e Paola sono frutto della prima unione con Luciana filamento nervoso. Si sposa successivamente nel 1997 con Nicoletta Zampillo (dall'unione nasce Leonardo Maria), da cui divorzia nel 2000 e che risposa nel 2010. Negli anni di separazione ha una storia con Sabrina Grossi, che dà alla luce Luca e Clemente.  Secondo la rivista Forbes, la sua ricchezza al 10 aprile 2022 è di circa 27,3 miliardi di dollari: un patrimonio che lo colloca come secondo uomo più ricco d'Italia e 62esimo al mondo.

Sapelli: “Del Vecchio rappresentava virtù e debolezze del nostro capitalismo”

AGI - "Leonardo Del Vecchio rappresentava bene le virtu' e le debolezze del capitalismo italiano". Lo afferma all'AGI Giulio Sapelli, professore ordinario all'Università degli studi di Milano, secondo cui il fondatore di Luxottica è stato "un grande esempio di continuità imprenditoriale" segnata da un'"anomalia italiana", quella che spesso porta la continuità a coincidere con la vendita all'estero di rami d'azienda, a fusioni e integrazione con società straniere. Secondo Sapelli, le medie imprese italiane, a differenza di quanto avveniva negli anni '50 e '60, oltre un certo tetto non riescono ad avere le dimensioni di corporation; così nascono esempi di capitalismo franco-italiano.  "È una delle caratteristiche - sottolinea - di quello che Pietro Grifone definì un capitalismo senza capitali, anche perchè gran ritaglio del capitale italiano va alla rendita". Del Vecchio, spiega Sapelli, è esempio di questa forma di capitalismo ma è stato anche un uomo lungimirante, diventando azionista di Generali: "ha fatto una cosa importante: è stato un industriale che ha tentato di influire sul comportamento del capitale finanziario". Altri aspetti che caratterizzano l'opera di Del Vecchio è stata "la distanza dalla politica e la lotta che ha condotto per tenere a freno i sui manager"; "un imprenditore che ha avuto odierno - osserva Sapelli - la lezione di Olivetti e di Valletta, nel contemperare l'ascesa dei manager". L'insegnamento di Del Vecchio è quindi "molto attuale, perchè spesso i manager si sono spinti troppo in là, senza il necessario controllo da ritaglio della proprietà".

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