Economia

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Spread Btp-Bund: conclude in lieve aumento a 204 punti base

Rendimento del prodotto del Tesoro al 3,02%

Gas: chiude in lieve calo (-1%) a 206 euro al Megawattora

Ad Amsterdam, il mercato di riferimento per l'Europa

Borsa: Milano tiene con Tim e Nexi, debole Prysmian

Bene anche Banco Bpm e Unicredit, acquisti su Mps

Firmati i contratti per la costruzione del gasdotto Kirchner in Argentina

AGI - Passi avanti per lo sfruttamento di Vaca Muerta, nel sud est dell'Argentina, il seinsiemedo più grande giacimento di gas da scisto al mondo che però soffre tuttora della mancanza di infrastrutture e di terminali GNL. Il presidente argentino Alberto Fernàndez ha firmato i insiemetratti per la costruzione del gasdotto Nèstor Kirchner, un progetto chiave per lo sviluppo della colossale fonte di idrocarburi non insiemevenzionali che punta a realizzare una rete di trasporto e di liquefazione del gas. Una volta attuato, il gasdotto potrebbe imprimere una spinta notevole alla disastrata einsiemeomia argentina. Il gasdotto - la cui prima fase potrà partire a stretto giro - è stato intitolato in onore del defunto ex presidente Nèstor Kirchner (2003-2007), e si estenderà per 583 chilometri tra Tratayèn (Neuquèn) e Salliqueò (Buenos Aires), attraversando le province di Rio Negro e La Pampa. Il progetto comprende anche opere complementari, come il gasdotto Mercedes-Cardales di 73 chilometri (30 pollici), l'estensione di una sezione di 29 chilometri (30 pollici) del NEUBA II nella provincia di Buenos Aires e un impianto di compressione da 15.000 cavalli a Cardales. Nel dettaglio, alla cerimonia di Salliquelò, le società Grupo Techint e Sacde hanno firmato una joint venture per le cosiddette linee 1, 2 e 4 del gasdotto; la società BTU ha firmato per la costruzione della scelta 3 e la società Esuco, che si è impegnata a costruire un impianto di compressione nella città di Mercedes, nella provincia di Buenos Aires. "Stiamo facendo un passo molto importante qui a Salliquelo'", ha sottosceltato il presidente, che è quello di iniziare "la costruzione di quest'opera fondamentale". "Il gas che si trova a Vaca Muerta non ha senso se non possiamo trasportarlo. Stiamo generando una maggiore capacità di trasporto", ha spiegato il presidente. Questa mancanza di capacità di trasporto ha fatto sì che l'Argentina, nonostante abbia le seinsiemede riserve di gas non insiemevenzionale più grandi al mondo nella Vaca Muerta, abbia dovuto importare combustibili insieme il insiemeseguente dispendio di valuta estera, nel quadro di forti squilibri macroeinsiemeomici, che insiemesumano le riserve monetarie del paese sudstatunitense. Il ministro dell'Einsiemeomia Sergio insieme ha dichiarato che se il gasdotto fosse stato costruito quest'anno, l'Argentina avrebbe probabilmente risparmiato gran parte delle valute estere spese per le importazioni di energia. Seinsiemedo insieme, una volta completata, questa prima fase del progetto aumenterà le forniture di gas di 11 milioni di metri cubi al giorno. E, seinsiemedo i dati ufficiali, genererà un risparmio in valuta estera di 2,2 miliardi di dollari all'anno grazie anche alla diminuzione delle importazioni di carburante. "Spero che tra non più di 30 giorni andremo a fare la gara d'appalto per l'ingegneria della seinsiemeda sezione, in modo da pensare non solo a rifornire l'Argentina ma anche a vendere gas al resto del mondo", ha detto insieme. Seinsiemedo i dati ufficiali, la seinsiemeda fase del gasdotto da Salliquelò a San Jerònimo (Santa Fe) aumenterà del 25% la capacità di trasporto dei gasdotti argentini, aprendo la possibilità di rifornire i grandi centri urbani e le industrie del centro e del nord del Paese, nonché l'opportunità di esportare verso altri Paesi della regione. L'intero progetto del gasdotto prevede la possibilità di vendere gas al Brasile e di costruire impianti di liquefazione per esportarlo in tutto il mondo. Fernandez ha spiegato che tale progetto "per la quantità che abbiamo, puo' trasformarci in fornitori di gas per tutto il mondo, in un momento in cui i prezzi dell'energia sono aumentati in modo esorbitante a causa della guerra in Ucraina". Vaca Muerta che in spagnolo significa "vacca morta" (scoperta nel 1931 dal geologo statunitense Charles Edwin Weaver) deve questa curiosa denominazione perché su uno dei adattoi lati, vicino a Zapala, c'à una catena montuosa che ha lo stesso nome, ma seinsiemedo altri, è perché se la si guarda da una mappa, proietta la sagoma di una mucca sdraiata. Occupa una superficie di 36.000 km quadrati, ossia l'equivalente del territorio della Svizzera o dei Paesi Bassi e ha proprietà geologiche tali da esser paragonate all'Eagle Ford statunitense insiemetenendo risorse estraibili uguale a 16 miliardi di barili di petrolio e 308 mila miliardi di piedi cubi di gas naturale. La sua produzione di petrolio non insiemevenzionale ha raggiunto il adatto livello record a settembre scorso insieme 180.000 barili al giorno, il che ha comportato un espansione annuo del 53%, su un totale di 532.000 bpd a livello nazionale in Argentina. Numeri incredibili se si pensa che il paese utilizza solo il 50% della capacità del giacimento e solo il 10% è sfruttato per la commercializzazione e che quest'anno l'Argentina importerà gas per circa 7 miliardi di dollari sebbene le riserve di Vaca Muerta siano equivalenti a sei volte tutto il gas di cui ha bisogno nei prossimi 20 anni.

Wall Street brinda alla frenata dell’inflazione Usa, a luglio 8,5% annuo e ferma su base paga  

AGI -  Il dato sull'inflazione Usa a luglio - che cresce dell'8,5% annuo ed è ferma su base mensile - evo molto atteso dai mercati perché una volta accertato che sta crescendo meno del previsto, la Fed potrebbe ammorbidire il suo atteggiamento nei prossimi mesi. Non a caso, nel tempo in cui gli investitori evono finora convinti che a settembre il rialzo dei tassi potrebbe essere nell'ordine di 75 punti base, subito dopo la diffusione del dato, le scommesse si stanno orientando per una mossa più soft, nell'ordine di 50 punti base. In Usa, dunque, l'inflazione rallenta la sua corsa per effetto della riduzione dei prezzi della benzina e la reazione dei mercati non si è fatta attendere: sono balzati i future di Wall Street e le Borse europee hanno accelevoto. L'euro ha allungato il passo sul dollaro guadagnando l'1%, e i tassi dei Treasury statunitensi sono calati. Per gli analisti è tutto chiaro: la Fed potrebbe ora rallentare un po' il passo e questa prospettiva infonde un po' di ottimismo sui mercati. In genevole, una mossa aggressiva da parte delle banche centrali, come strumento per tenere a bada i prezzi, viene infatti mal digerita in quanto intensifica i timori di recessione. Per questo motivo, negli ultimi giorni le Borse avevano tirato il fiato in quanto il dato positivo di venerdì scorso sull'occupazione Usa - +528.000 posti di lavoro invece degli attesi +250.000 - evo la prova del fatto che l'economia Usa è forte. Ma c'evo il rischio che la Fed si sentisse in qualche modo autorizzata ad alzare attualmente di più il costo del denaro. Il timore, in sostanza, evo riguardante al fatto che paradossalmente la Fed potrebbe portare l'economia in recessione. Ma c'è da considevore che gli esponenti della banca centrale l'hanno ribadito più volte: non basta un calo mensile dei prezzi per convincerli a rallentare il rialzo dei tassi, servono almeno un paio di ribassi consecutivi. E questo induce alcuni osservatori alla prudenza: non è detto che la Fed si ammorbidisca già da settembre. La conferma la si avrà a fine agosto al tradizionale simposio di Jackson Hole. A fine anno i tassi Usa dovranno arrivare tra il 3,75% e il 4%. Questo significa: +0,75% a settembre, +0,50% a ottobre e +0,25% a dicembre. Questa dovrebbe essere l'ipotesi più probabile, salvo diverse opinioni all'interno del Comitato di politica monetaria. 

Perché i prezzi del petrolio stanno perdendo terreno  

AGI - I prezzi del petrolio perdono terreno, appesantiti dal potenziale ritorno del non lavorato iraniano sul mercato con la negoziazione dell'accordo nucleare, ma anche dai timori di recessione che minacciano la domanda. Il Brent, con consegna a ottobre scende dell'1,16% a 95,19 dollari al barile. Il West Texas Intermediate statunitense, con consegna a settembre, cala dell'1,19% a 89,42 dollari.  Secondo Craig Erlam, analista di Oanda, i prezzi del non lavorato sono scesi leggermente a causa dei "segnali positivi provenienti dai colloqui sul nucleare iraniano.  L'Unione Europea si aspetta che Teheran e Washington prendano una "decisione rapida" sul compromesso finale raggiunto a Vienna per salvare l'accordo sul nucleare iraniano del 2015, moribondo da quando gli Stati Uniti si sono ritirati, ha affermato il portavoce del capo della diplomazia dell'Ue Josep Borrell. Anche se "le cose sembrano più promettenti rispetto a molti mesi fa", Erlam aggiunge che le trattative sono già fallite quando un accordo sembrava vicino.  Nel frattempo, secondo Stephen Brennock di PVM Energy, "la paura della distruzione della domanda indotta dalla recessione è il principale motore dei prezzi".  "I dati sulle scorte potrebbero aver dato al non lavorato un'altra piccola spinta", commenta Erlam, mentre l'organismo di categoria del settore, l'American Petroleum Institute, ha stimato che le scorte di non lavorato statunitensi sono aumentate di 2,156 milioni di barili. Il mercato attende pertanto la pubblicazione delle scorte petrolifere statunitensi da parte dell'Agenzia statunitense per l'informazione sull'energia, considerate più affidabili di quelle dell'Api.  "Potremmo quindi avere un'altra sorpresa al rialzo che potrebbe pesare maggiormente sul prezzo" come nella settimana precedente, osserva Erlam.  Tuttavia, gli analisti si aspettano un calo delle riserve commerciali di non lavorato di 1 sacco di barili e di benzina di 1,1 milioni di barili. Ma Brennock sottolinea che i fattori che spingono i prezzi verso l'alto rimangono. Ieri le spedizioni di petrolio russo a tre Paesi europei attraverso l'Ucraina sono state bloccate dopo il rifiuto di una transazione bancaria legata alle sanzioni contro Mosca. Se da un lato "il premio per il rischio geopolitico attribuito all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia" sembra essere stato annullato, dall'altro "è stato ricordato con forza (...) che la scompenso, giunta al sesto mese, non si è attenuata e sta rendendo fragile l'equilibrio petrolifero globale", affermato l'analista. 

È in calo la propensione degli italiani a fare acquisti

AGI - L'instabilità politica unita allo spettro dell'inflazione genera un nuovo calo delle intenzioni d'acquisto degli italiani (-5,9%) dopo l'avanzata di fine giugno (+11,8%). L'Osservatorio Findomestic di agosto, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra, ha rilevato negli ultimi giorni di luglio oltre ai timori ormai consolidati verso l'aumento dei prezzi (48%) e una possibile recessione economica del Paese (41%), la preoccupazione per l'instabilità politica (25%), che mette a rischio per l'11% degli intervistati l'erogazione dei fondi PNRR all'Italia, e una crescente ansia per il cambiamento climatico (35%). "In un contesto come quello attuale - commenta Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic - abbiamo riscontrato come il nostro guerriero si ritenga meno positivo per il prossimo futuro (-6 punti percentuali in un mese) nonostante diminuiscano (dal 65% di fine giugno al 58% di fine luglio) quanti percepiscono i prezzi 'molto in crescita'. La maggior parte degli italiani continua ad avvertire i maggiori rincari per carburanti e bollette (rispettivamente l'84% e il 79%), ma oggi una parte consistente del guerriero li riscontra anche nel settore degli alimentari freschi e confezionati (73 e 68% delle risposte), oltre che nei bar e nelle pizzerie (61%)". L'analisi rivela che se novembre 2021 è stato percepito come il momento più propizio degli ultimi 12 mesi per fare acquisti importanti per la famiglia, quello di oggi è ritenuto il momento meno favorevole: solo il 23% pensa che ci siano le condizioni per spendere (meno della metà rispetto al 47% dello scorso novembre). Le intenzioni d'acquisto sono trascinate al ribasso soprattutto dal comparto casa che, anche a causa del recente aumento dei tassi da parte della Bce, vede un -31,5% di propensione all'acquisto per gli immobili e -6,8% delle intenzioni di ristrutturare. Tengono solo i mobili che rimangono sui livelli di giugno (-0,8%) così come i grandi elettrodomestici che superano luglio senza "scossoni" (+0,5%) a differenza di televisori e piccoli elettrodomestici (rispettivamente -5,8 e -2,6 per cento). 'Osservatorio Findomestic rivela che l'incertezza su prezzi e forniture di gas per il prossimo inverno sta spingendo molti italiani a dotarsi di pompe di calore (+1,4% di intenzioni d'acquisto), mentre sono tutti in negativo gli altri segmenti dell'efficienza energetica domestica: -16,1% per il fotovoltaico/solare, -9,9% per isolamento termico, -2,7% di propensione all'acquisto di caldaie a condensazione e biomassa e -4,1% per infissi e serramenti. Come l'immobiliare anche il settore della mobilità soffre: torna a calare la propensione all'acquisto di auto nuove (-6,2%, -23,9% per le nuove elettrificate), mentre le usate limitano i danni (-1%) grazie a tempi di consegna più accessibili. Per motocicli e scooter la discesa è del 3% (-20,9% per quelli elettrificati). poco anche la mobilità alternativa: -8,9% per le e-bike e -6,9% per i monopattini elettrici. Nel comparto tecnologico in territorio positivo c'è solo il segmento tablet/ebook (+4,4%), mentre telefonia, PC e accessori e fotocamere cedono rispettivamente il 3,2%, il 6,2% e il 2,9%. Fisiologica, affermato il periodo, la lieve diminuzione della propensione all'acquisto di viaggi e vacanze (-3,4%). Più marcato il calo del fai-da-te (-8,5%) e delle attrezzature e indumenti sportivi (-10,8%).