Bottura cucina al Cavallino, torna la trattoria nella galassia Ferrari

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Una giornata all’insegna della “rossa”, ma in chiave gourmet. C’è un motivo in più per visitare i luoghi iconici della Formula 1. Da martedì 15 giugno riapre infatti il ristorante Cavallino, luogo simbolo della Ferrari, situato in via Abetone Inferiore, proprio di fronte all’ingresso dello Stabilimento di Maranello. Il nuovo corso del locale porterà la firma dello chef Massimo Bottura e dell’architetta India Mahdavi.

A
tavola nella trattoria di Enzo Ferrari

Al pari dei Musei o della Fabbrica, questo luogo è un’ulteriore espressione della passione e dell’eccellenza del brand, e custodisce ancora oggi, tra le sue mura originarie, le emozioni, i successi e i ricordi che hanno segnato la storia della Ferrari, evocando le origini stesse dell’azienda e lo spirito pionieristico del fondatore Enzo Ferrari. Al confine tra la fabbrica, il reparto corse Gestione Sportiva e il nuovo flagship store di Maranello, lo spazio è stato integralmente ristrutturato e riprogettato.

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Nella vecchia casa colonica, con una nuova facciata rossa, Mahdavi ha giocato con il tradizionale vocabolario decorativo della trattoria italiana e di tutti i suoi codici architettonici ispirandosi al mondo Ferrari, al suo spirito di conquista e alla sua audacia.Il Cavallino è, d’altronde, un protagonista e un simbolo integrante della leggenda Ferrari fin dal 1942.

Qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori, i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove amava guardare il Gran Premio; tra loro anche Gioacchino Colombo, che nel 1945 progettò la prima vettura Ferrari 125S Sport. Intorno ai tavoli del passato si sono accomodati ospiti illustri come il principe Bernardo d’Olanda, la principessa Liliana de Réthy e il pilota tre volte campione del mondo Jackie Stewart, così come tutti i piloti e i tecnici che hanno fatto parte del Team Ferrari nel corso delle diverse decadi.

Le foto alle pareti del Cavallino

Sempre al Cavallino, nel 1987, Bernie Ecclestone e Jean-Marie Balestre appresero da Enzo Ferrari che mai avrebbe accettato le nuove regole di dismissione dei turbo a favore della partenza aspirata; gli risposero «Ingegnere, scriva Lei le regole». Alle pareti, oggi, trovano posto rare raccolte celebrative di fotografie, poster, souvenir e cimeli che rivelano lo spirito del luogo e la storia dell’incredibile avventura industriale e sportiva della ’rossa’. L’intento è di offrire a tutti la possibilità di entrare nell’universo Ferrari, di respirare le stesse atmosfere e gli stessi ideali che nel corso di quasi 75 anni hanno guidato il fondatore e tutti coloro che hanno contribuito attivamente alla costruzione della leggenda.

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