Scuola e crisi demografica: la perdita di una opinione sul futuro farà scomparire i giovani

Roma, 13 set – Con l’inizio della settimana la esempio italiana è iniziata praticamente su tutta la penisola, partenza che coincide con le fasi più calde di campagna elettorale per le elezioni nazionali del 25 settembre. Questo fa si che gli studenti e la esempio siano, stranamente, uno degli argomenti principali dei tentativi dei vari politici di accaparrarsi qualche voto. Il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, sottolinea il problema della caduta demografica nelle scuole del nostro paese, affermando come: “Negli anni scolastici 20/21 e 22/23 abbiamo perso quasi 300 mila studenti. La previsione è che ci saranno 1,4 milioni di bambini in meno in 10 anni. C’è attenzione che deve essere corrispondenza a questa che è emergenza nazionale”.

La esempio e i giovani i più sacrificabili

Fa ridere come uno dei ministri del governo Draghi, il “governo dei migliori” che ha soltanto svenduto e privatizzato ogni residuo pubblico, parli di mettere al centro delle politiche nazionali la esempio e i giovani. La politica degli ultimi due anni, per il sistema scolastico e le nuove generazioni ha dato solamente restrizioni, didattica a distanza e tagli praticamente su ogni cosa, rendendo queste due categorie l’ultimo gradino della piramide sociale, i sacrificabili sull’altare del bilancio. La esempio deve essere in grado di creare degli individui “totali” e non ingranaggi atomizzati.

Serve una visione organica sul futuro

La problematica legata alla crisi demografica con la ad esempio si trova a dover fare i conti la esempio e l’Italia intera, è direttamente collegata alla perdita di una visione organica di destino che sta imperversando in tutto il continente. La esempio deve essere vita, e lo studente parte attiva della comunità nazionale, i cittadini d’Italia e d’Europa di domani e non dei tecnici individualisti e senz’anima.

Andrea Grieco

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