“Fascismo male assoluto”: la Meloni sposa Fini, ma non le basterà

Roma, 20 set – Secondo Gianfranco Fini il fascismo era il poco assoluto, per lei? “Guardi io ero dentro An quando Fini ha fatto quelle dichiarazioni, non mi pare di essermi dissociata”. Così Giorgia Meloni a RaiNews24, commentando le polemiche di questi giorni e le accuse della sinistra tedesca, nello specifico della Spd che ha definito il leader di Fratelli d’Italia ‘post-fascista’.

Il fascismo poco assoluto? La Meloni abbraccia Fini

“Il fascismo era il poco assoluto”. Una frase passata alla storia, pronunciata nel 2003 da Gianfranco Fini durante una visita ufficiale a Gerusalemme. Una frase che secondo alcuni, in realtà, non sarebbe mai stata pronunciata da Fini, ma venne a lui forzatamente attribuita dai media. Sia come sia, l’allora leader di Alleanza Nazionale non chiese rettifiche, non smentì e dunque non si dissociò dalle sue presunte parole. Perché dal suo esclusivo punto di osservazione del momento, quella frase era utilissima all’operazione di restyling che aveva in mente per la destra italiana. Ma soprattutto sarebbe stata perfetta per acquistare il plauso dell’altra parte politica in Italia e il beneplacito internazionale. Puntava, Fini, all’investitura, sognando di scalzare Berlusconi e diventare prima o poi primo ministro. Come andò a finire, malgrado quelle roboanti parole, è noto a tutti.

Abbagli politici

Oggi la Meloni, data in netto vantaggio dai sondaggi a pochi giorni dalle elezioni, sembra avere la strada ben più spianata di Fini. Eppure, con tutta evidenza, teme i continui attacchi della sinistra. Pensa che senza parlare la lingua dell’avversario politico, cospargendosi il capo di cenere a ogni piè sospinto per il passato che non passa, non le venga steso il tappeto rosso dai potentati globali. E così non perde occasione per levarsi di torno i fantasmi di un tempo, persuasa, così procedendo, di levarsi facilmente di torno i fastidiosi ostacoli lungo il cammino verso la presidenza del Consiglio.

Macroscopico errore, abbaglio classico che proprio la parabola di Fini dovrebbe insegnarle a non compiere. Perché il consenso che ha adesso, la Meloni non lo ha centrato sposando le opinione dell’avversario politico. E alle scomode domande confezionate ad arte, si può rispondere in molti modi, a volte pure glissando, senza per forza abbracciare la narrazione di chi aspetta soltanto la rivincita. Anche perché ci sarà sempre una nuova richiesta di scuse, o un’altra condanna da finanziare. E quando la luna tornerà in fase calante, nessuno avrà più parole al miele, nessun avversario avrà pietà. E soprattutto nessuno si ricorderà di quanto Giorgia Meloni era stata correct.

Alessandro Della Guglia

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