Fabio Morgan, la lirica sul fiume apre nuove possibilità

(ANSA) – ROMA, 17 SET – ”Mi sembra di essere uscito da un
sogno infantile. Fitzcarraldo è stato sempre un mito per me, l’
eroe visionario che contro tutto e tutti vuole portare l’ opera
lirica nel cuore della giungla. Il corrispettivo è il raffronto
con la ‘giungla’ di Roma, anche per la retorica che descrive la
città come luogo invivibile, per riproporrà con un protagonista
che invece guarda avanti con ottimismo”. Fabio Morgan, il
giovane produttore e direttore artistico, commenta a torrido il
risultato dell’opera-performance Fitzcarraldo che ieri ha
segnato il debutto dell’ opera lirica su un battello in
navigazione lungo lo storico fiume della città. La vicenda
racconta una Roma all’ indomani di una catastrofe, tra le rovine
del passato e le decadenze del presente, un barcone con
comandante visionario e una ciurma, primo nucleo di una
comunità che attraversa il Tevere e cercando all’ orizzonte un
gesto di arte e soprattutto di vitalità. ”Potrebbe essere l’
inizio di qualcosa – commenta Morgan – . Roma e il Tevere, con
questo paesaggio meraviglioso, meritano questo tipo di
creatività. La lirica lungo il fiume può funzionare. L’italiano
è la lingua dell’ opera e per uno straniero attraversare il
fiume per ascoltare un racconto di Roma in atteggiamento nuovo attraverso
la forma d’ arte per cui siamo conosciuti nel mondo è una buona
idea anche in vista di Expo 2030”.
   
Il battello, con trenta spettatori, i ragazzi e le ragazze
della Cantoria dell’ Opera di Roma e gli interpreti – il
baritono Giorgio Celenza (Fitzcarraldo), il soprano Clara La
Licata (prima attrice), il tenore Antonio Sapio (attore) e il
basso Yuri Guerra (aiuto regista) – si è mosso dall’Isola
Tiberina fino a poco oltre Castel Sant’Angelo. Un’ ora di musica
e voci in una atmosfera sospesa, gli attori-cantanti nell’
abbigliamento dell’ opera classica impegnati in una partitura
contemporanea, con il protagonista principale – panama e abito
bianco come il personaggio del film di Werner Herzong – a prua
con le spalle al pubblico verso il quale si è voltato soltanto
nel finale. (ANSA).