Draghi va al Meeting di Rimini. E non dice nulla

Roma 24 ago – Mario Draghi al Meeting di Rimini riportato dal canale Youtube ufficiale dell’evento. E non dice nulla. Per lo meno nulla di interessante. Applausi di accoglienza fragorosi e la sensazione – come sempre – è quella di una divinità scesa in terra. Del resto la diretta è a “reti unificate web” visto che è ripresa praticamente da tutti. Lo “sprint propagandistico” è più forte del solito.

Draghi, un’ora di vuoto cosmico

Che noia e che banalità. Gli applausi esaltati in questo senso fanno ancora più male. Proprio a fronte del nulla esibito come se fosse parto di una mente geniale e fuori dal comune soprattutto dal punto di vista politico. Infinite tiritere sul “Paese che siamo e che vogliamo diventare” il suo storico “debito buono e debito cattivo” e riassunti sparati qui e lì su Taiwan, Ucraina più vari ed eventuali sonniferi dialettici tipo “l’Italia è un grande Paese” sparato casualmente visto che l’Italia di Draghi è forse la versione di Belpaese più piccola che si sia vista in casa nostra. Praticamente su ogni ambito: economico politico interno ed estero. Insomma basta inventare per strappare applausi random e precostituiti. Come si parla di Paese “equo e moderno” (dove davvero non si capisce), e di “italiani che hanno dimostrato responsabilità” nel contesto del Covid ovvero la classica pacca sulla spalla a cittadini finiti spesso sul lastrico a causa della penosa gestione della pandemia.

Italia protagonista ma solo nella testa del premier

“L’Italia ce la farà” dice. “Crescerà più di Francia e Germania” insiste ancora. Forse è vero. Un giorno chissà. Ma non certo con la spinta decisiva di “guide” come lei dottor Draghi. Nonostante gli applausi ad ogni frase unico strumento in grado di simulare sostanza dietro le sue parole da vuoto cosmico, e richiamante ai tanto vituperati regimi criticati dalla società liberal-progressista.

Stelio Fergola

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