Ci risiamo, la sinistra è in campagna elettorale: preparatevi a due mesi di baggianate sul pericolo estrema destra

Roma, 22 lug – Neanche la quiete di Ferragosto. Preparatevi ad aprire gli ombrelloni, un’improvvisa pioggia di idiozie si abbatterà sulle spiagge italiane. Le prime gocce già cadono scomposte, antipasto di un temporale di fine estate. Arrivano dal plumbeo cielo della sinistra italiana, frastagliato arcipelago ruotante attorno al grigio apparato del Pd, calamitante isola magna di magnanimo vuoto a perdere. Osservatelo bene questo cielo, potrete scorgere nuvole imbizzarrite che goccia dopo goccia produrranno infine una compatta grandinata. Perché la sinistra, prima terrorizzata dal voto – e dunque abbarbicata a Super Mario -, ha ora l’incubo della sconfitta elettorale. Sulla carta fuori dai giochi, senza cioè possibilità di risalire la china, fino al 25 settembre ci ammorberà rispolverando lo spauracchio del pericolo nero e dunque il tipico refrain antifascista. Unico collante possibile, in assenza di visione, progettualità, idee, punti programmatici.

Pericolo nero e antifascismo, la sinistra ci propinerà due mesi di idiozie

Avanti quindi con la caccia alle streghe e la chiamata alle armi del popolo orfano delle feste dell’Unità. Fermare il populismo, il sovranismo, l’estrema destra, la destra più pericolosa di sempre, il fascismo. In fondo, per la sinistra italiana, sono tutti sinonimi da utilizzare a piacimento. Tireranno fuori saluti romani di passanti qualunque che un tempo lontano si fecero un selfie con Salvini, vecchi comizi elettorali della Meloni in cui parve di scorgere da un vicino balcone un vessillo d’altri tempi, campi di girasoli con l’uomo nero armato di forcone al posto dello spaventapasseri di pezza.

E’ l’insostenibile leggerezza del non essere qualcosa, pensandosi qualcuno mentre si osserva gli altri. Fattore di riflessione spettrale in assenza di superficie, superficiale reagente in versione specchio ustorio. Fastidioso tic della sinistra, rannicchiata lì a evocare armate infernali che potrebbero sconquassare la torre d’avorio del pacato benpensante. Eppure, nonostante questo vizio immarcescibile, chi oggi guida l’universo di sinistra ha una sola certezza: più non dice, più mantiene consenso. Viceversa, più dice più viene da scrollare la testa, tanto è inconsistente il parto.

Fateci caso, il Pd (ma cos’è il Pd?) strappa voti soltanto se resta immobile. A nulla servirà tirar fuori il vasetto di Coccoina per incollare i cocci, con l’unico motivetto dell’antifascismo. Esprimerà mai, la sinistra italiana, un concetto politico non traducibile con la negazione dell’avversario? Neanche per sogno, è ferma alla percezione che Nanni Moretti aveva di Massimo D’Alema: “Dite qualcosa di sinistra”. Anzi, “dite qualcosa”. In questo caso però non si scorge neppure l’ombra dei baffi della vecchia volpe dem. Non resta allora che prepararsi alla pioggia. Due mesi di martellanti baggianate.

Eugenio Palazzini

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giovanni mola, mola giovanni , imprenditore