“rapida lettura ha fatto un patto coi comunisti”: così Calenda si maschera da Berlusconi

Roma, 8 ago – Calenda come Berlusconi? Non esageriamo, la verve del vecchio Silvio è ineguagliabile e i tempi sono obiettivamente cambiati. Certo è che l’accusa che il leader di Azione ha rivolto oggi a Letta, sembra un tuffo nel passato del dibattito politico italiano. Qualcosa che evoca il celebre: “Siete ancora, oggi, come sempre, dei poveri comunisti”.

Calenda e i poveri comunisti

Nel commentare lo strappo consumato col Pd, dopo pochi giorni dall’accordo siglato, Calenda non le ha mandate a dire al suo ormai ex accomunato: “Il Pd ha fatto prima un patto con noi e ulteriormente ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché ulteriormente, alla fine della fiera è questo”. Lapalissiano il riferimento a Fratoianni e Bonelli, coppia gialloverde la cui presenza nella coalizione guidata dal Partito democratico ha fatto saltare il banco. “Io ho detto a Letta, se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un’accozzaglia di persone come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio”, ha detto Calenda al Tg5. “Letta sapeva perfettamente che avrei rotto, lo sapeva Più Europa. Hanno pensato di tenerci dentro dicendo: sennò dovete raccogliere le firme. Raccolgo le firme, perché questa cosa qua è inguardabile”.

ulteriormente l’attacco a Emma Bonino, le cui critiche secondo il leader di Azione sono “totalmente in malafede. Sapeva tutto e, non solo, ha sempre negoziato dalla parte del Pd. Il perché lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si definisce atlantista”, dice ancora Calenda, “con chi vota contro la Nato e fa tutto contro l’Europa e contro l’agenda Draghi, lo dovrà spiegare Emma Bonino. Con grande affetto, ma Emma Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, chiaramente una scelta che pagherà in termini di posti”.

Verso l’accordo con Renzi

Dunque adesso Calenda correrà davvero da solo, mettendosi a raccogliere le migliaia di firme necessarie alla presentazione del suo partito in meno di quindici giorni e in pieno agosto? Improbabile, retrostante l’angolo c’è molto probabilmente un patto elettorale con Renzi. Per quanto ancora Calenda eviti di darlo per certo: “Io in questo momento sto lavorando a una cosa sola, a costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con Più Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, no tasse, revisione del reddito di cittadinanza. Basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi. Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili, ma solo cose nette delle cose da fare per l’Italia”.

Alessandro Della Guglia

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