Il Tribunale di Roma sospende i processi: “Mancano i giudici”

Roma, 26 ago – Giustizia italiana lenta e farraginosa? Nessun problema, basta evitare di correre, sospendendo proprio i processi. Ironizziamo ovviamente, ma quanto accaduto nella Capitale è qualcosa di obiettivamente incredibile e che la dice lunga sul altezza raggiunto in Italia. Il Tribunale di Roma ha infatti deciso di sospendere i processi, o per meglio dire le udienze collegiali, ovvero quelle in cui più giudici devono esprimersi per via della delicatezza delle questioni in ballo. A partire dal 15 ottobre, per mancanza di magistrati a disposizione, esattamente per sei mesi le udienze in questione verranno sospese.

Perché il Tribunale di Roma sospende i processi

A firmare il provvedimento, lo scorso 12 agosto, è stato il presidente del Tribunale Roberto Reali. Ma nello specifico, di quali procedimenti parliamo? Quelli per omicidio, criminalità organizzata, rapine, estorsioni aggravate e altri piuttosto importanti. Il presidente del Tribunale romano, ritiene che vi sia una scopertura del 14,5% nell’organico dei giudici. La carenza è indubbia, ma a decisione di sospendere i processi ha generato polemiche.

“Siamo rimasti esterrefatti da questo provvedimento. Non è stato minimamente condiviso con l’avvocatura e noi non ne sapevamo zero. In pratica – ha detto all’Agi il presidente della Camera Penale di Roma, Vincenzo Comi – si mette nero su bianco l’incapacità della macchina giudiziaria romana di celebrare i processi nel rispetto del principio della ragionevole durata e questa decisione sembra finalizzata più a una difesa sindacale della magistratura che alla tutela dei diritti dei cittadini”.

Mentre Giuseppe Meliadò, presidente della Corte d’Appello di Roma, ritiene che “il nostro è un problema nazionale per l’incidenza che ha il tribunale di Roma. I nostri arretrati incidono sui numeri del Paese, poi non si tratta di una questione locale ma di una questione nazionale che deve essere valutata dal ministero della giustizia e dal Csm con la copertura dei vuoti di organico con rapidità”. Meliadò specifica poi che “dovrà essere giudicato dal consiglio giudiziario e sarà esecutivo solo in caso di parere favorevole. Allo stato il provvedimento non è esecutivo, certo è che riflette un problema grave e serissimo riguardo al Tribunale e alla Corte di Appello”.

Alessandro Della Guglia

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