“I titolari dei locali non possono chiedere i documenti”: Lamorgese chiarisce sul Green pass

Roma, 9 ago — I titolari degli esercizi non sono autorizzati a richiedere i documenti d’identità ai clienti  per verificare la validità del Green pass. Lo ha detto a Torino il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, rispondendo ai giornalisti sulle proteste No Green pass esplose nei giorni scorsi.

Gli esercenti non possono controllare i documenti

Il ministro ha annunciato «controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa», ribadendo che sebbene gli esercenti al controllo «non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti» l’attività di verifica del Green pass è delegata a loro. «Non si può pensare — ha aggiunto — che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario che è garantire la sicurezza. Al riguardo è in via di preparazione una circolare». Le parole del ministro fanno luce una volta per tutte sulla questione dei documenti che divampa da giorni in seno al dibattito sul Green pass.

Cosa prevede il decreto

I gestori dei locali, in sunto, non sono pubblici ufficiali e non è data loro facoltà di controllare i documenti. A loro spetta la verifica del possesso del Green pass. In caso di controllo saranno le forze dell’ordine a controllare che l’identità del cittadino corrisponda a quella indicata sul certificato. Il decreto in vigore prevede sanzioni da 400 a 1.000 euro sia per i clienti trovati sprovvisto di green pass, sia per chi ha omesso il controllo. I gestori dei locali rischiano «se la violazione è ripetuta per almeno tre volte in tre giorni diversi, la chiusura, da 1 a 10 giorni, dell’attività imprenditoriale».

Cristina Gauri