“Green pass anche all’aperto”: la Francia di Macron dichiara guerra ai non vaccinati

Parigi, 9 ago – Se Parigi piange, Roma non ride. Il nuovo patto italo-francese, voluto da Draghi e Macron per arginare l’austerità teutonica, per ora si è distinto solo per la stretta sul passaporto vaccinale. Idea partorita dal presidente transalpino, la «variante francese» è presto arrivata anche in Italia, dove è stata accolta con giubilo dal cartello Pd-M5S, dalla sempre più acquiescente Fi di Berlusconi, nonché da tutta la stampa «vaccinista». Ma se da noi si è deciso un percorso per tappe, la Francia, sul green pass, è un vero e proprio rullo compressore.  

La Francia impone il green pass ovunque

Nonostante le numerose proteste diffuse in tutto il Paese, Macron va dritto per la sua strada. E da oggi, in Francia, il green pass sarà obbligatorio praticamente ovunque e servirà per fare praticamente tutto: bar, ristoranti, musei, cinema, teatri, ospedali, treni a lunga percorrenza e chi più ne ha più ne metta. Anche all’aperto. Esatto: in Italia il passaporto vaccinale non è (ancora) necessario per mangiare ai tavolini di fuori o per bere un caffè al bancone. In Francia, invece, i nostri cugini d’Oltralpe dovranno esibire il green pass anche se si siedono all’aperto.

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Ma è il 2021 o il 1984?

Il motivo di questo giro di vite è sempre lo stesso: «Il certificato verde e i progressi nella campagna vaccinale dovrebbero salvaguardarci da ulteriori coprifuoco e confinamenti», ha affermato il ministro della Salute Olivier Véran. Come «consolazione» per i non vaccinati, il test negativo sarà valido per 72 ore, non più 48. Questa stretta orwelliana in terra di Francia colpisce in particolare per l’obbligo del green pass anche in ospedale, «ma in nessun caso dovrà costituire un ostacolo all’accesso a cure utili e urgenti», specifica un magnanimo Véran. Troppa grazia. Per il momento, l’unica cosa che possono fare i non vaccinati senza il certificato verde è recarsi dal proprio medico di base. Vive la liberté.

Elena Sempione