Gli immigrati degli hotspot non vogliono vaccinarsi: il 60% rifiuta l’iniezione

Roma, 2 ago — Negli hotspot italiani sei immigrati su dieci rifiutano il vaccino anti Covid. Proprio così: mentre politici, giornalisti, sedicenti «intellettuali» e vari personaggi in cerca di trenta secondi di visibilità si cagliano contro gli italiani no vax — o molto più spesso no Green pass —  chiamandoli «sorci», invitando i rider a sputare nei loro piatti o augurando loro di diventare «poltiglia verde» perché ancora restii ad abbracciare il Verbo del vaccino senza porsi domande, i centri di accoglienza pullulano di clandestini che rifiutano — come è loro diritto, beninteso — il vaccino.

Sei immigrati su dieci rifiutano il vaccino

Per la loro decisione, i virologi da salotto e i quotidiani mainstream non si stracciano le vesti. Non invocano misure draconiane gonfiando la pappagorgia, gongolando all’idea che la vita sociale dei loro connazionali sprovvisti di Green pass si riduca a zero. Eppure con gli hotspot al collasso e le coste del Sud Italia prese d’assalto senza sosta da barconi, barchini e «imboccate» di immigrati dalle varie Ong compiacenti, le misure anti Covid stabilite dall’esecutivo scricchiolano. A questo si aggiunge il secco «no» al vaccino di sei immigrati su 10. Lo riporta il Dossier Covid-19: Indagine sulla disponibilità a vaccinarsi contro il Covid-19 da parte delle persone ospitate nei centri/strutture di accoglienza in Italia, realizzato dal Tavolo asilo e immigrazione e dal Tavolo immigrazione e salute, con la partecipazione dell’Istituto Superiore di sanità.

L’identikit del no vax immigrato

Lo studio si basa su dati raccolti durante lo scorso mese di maggio tramite 308 questionari proposti nei centri d’accoglienza della Penisola. Il «no» al vaccino proviene in prevalenza da immigrati maschi (il 71% dei rifiuti). Il no vax hospite dei centri d’accoglienza è quasi sempre africano (69,7%), in particolare subsahariano (63,8%). Seguono i cittadini asiatici (19,2%), più precisamente pachistani (8,8%) e bengalesi (3,3%). Tra le varie motivazioni alla base del rifiuto risaltano: «Il vaccino può essere pericoloso» (46%), «Non ho fiducia negli operatori sanitari e nelle informazioni che danno» (15,3%), «il vaccino non è obbligatorio, quindi non serve» (11,9%), «il Covid non è pericoloso» (9,1%) e «ho già avuto il Covid» (2,8%). 

Cristina Gauri