“Vera riforma giustizia la faranno gli italiani”: Salvini rilancia il referendum

Roma, 9 lug – “La vera riforma della giustizia sarà il referendum“: Matteo Salvini plaude agli emendamenti del ministro Cartabia approvati ieri in Cdm ma rilancia i quesiti referendari proposti da Lega e Radicali. “La riforma della giustizia approvata in Consiglio dei ministri è un primo passo, va bene. Noi siamo al governo con Draghi per riformare rivoluzionare e ammodernare questo Paese. Ma la vera e sostanziale definitiva e importante riforma della giustizia la fanno gli italiani firmando nelle piazze e nei Comuni“. Così il leader della Lega, parlando con i giornalisti questa mattina a Genova a margine del 50esimo convegno dei giovani imprenditori di Confindustria.

Salvini: “Saranno italiani col referendum a fare la riforma della giustizia”

“Dopo 30 anni di chiacchiere e di mancate riforme – spiega Salvini – questi referendum saranno un aiuto a Draghi per correre nel suo processo riformatore e la garanzia che se qualcuno si metterà di traverso in Parlamento, e penso ai 5 Stelle, saranno gli italiani con la firma e col voto per il referendum a dare veramente tempi certi, certezza della pena e giustizia giusta“. “Senza una giustizia giusta, l’Italia non sarà mai un Paese civile. Se non si riforma la giustizia le imprese saranno sempre in sospeso”, aggiunge il leader della Lega. Quanto ai sei quesiti referendari sulla giustizia, Salvini ribadisce che “sono uno stimolo al Parlamento“.

Il leader della Lega arruola parlamentari e consiglieri per controllare le firme raccolte

Il referendum intende interpellare i cittadini italiani su questioni dirimenti come la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati o l’abuso della custodia cautelare. Dal canto suo, il leader della Lega arruola parlamentari e consiglieri regionali. Dal 17 agosto al 12 settembre saranno nel quartier generale di via Bellerio a Milano, per passare al setaccio i milioni di firme raccolte per il referendum sulla giustizia. Il leader della Lega ha scritto una lettera ad hoc a tutti gli eletti, sottolineando la necessità di controllare ”la corrispondenza tra firme e certificato elettorale” per ognuno dei sei quesiti.

Per ciascun quesito referendario servono almeno 500mila firme

“Un lavoro enorme: per ciascun referendum serve un numero di sottoscrizioni di almeno 500mila cittadini – spiega la Lega in una nota -. Significa che, come minimo, ci saranno più di tre milioni di documenti da controllare. Passaggio indispensabile per sperare di ottenere il via libera alla consultazione popolare, nella prossima primavera”, precisano da via Bellerio. Nel frattempo, “da oggi fino a domenica la Lega ha replicato – con numeri migliori – la mobilitazione vista lo scorso weekend quando erano stati organizzati 1.500 gazebo da Nord a Sud”.

Adolfo Spezzaferro