“Cosa aspettiamo?”| Il Primato Nazionale

Roma, 19 lug – Dalla Francia con furore, per invocare l’obbligo vaccinale. Dopo la parentesi parigina Enrico Letta si mostra più macroniano di Macron e in veste di segretario del Pd ogni giorno ne spara una. Ieri, alla festa dell’Unità (sì, ne esistono ancora) a Roma, è andato oltre il green pass. Sull’obbligo vaccinale “francamente penso che la discussione cominci a prendere piede. Io sono tra quelli che sono favorevoli”, ha detto Letta. “Ci sono già obblighi vaccinali, non ci stiamo inventando una cosa totalmente nuova. Con tutto quello che è successo in quest’anno e mezzo, mi chiedo cosa ancora dobbiamo aspettare“.

Letta vuole l’obbligo vaccinale. E attacca così la Lega

Poi Letta prova a incalzare Salvini: “Se la Lega accetta un leader che dice che il green pass è una cazzata, io con quella Lega non ci posso fare nulla” dice alla festa dell’Unità, giusto per esaltare un attimo il pubblico presente. Sì perché al di là della dichiarazione roboante il segretario del Pd sa bene che con quella Lega qualcosa ci sta già facendo, ad esempio governare. La diversità di vedute sul Green pass – e ovviamente su altri temi, si veda il ddl Zan – non significa insomma che non vi sia un’ovvia collaborazione in Parlamento. Ma la libertà di scelta non è contemplata da Letta e in generale non sembra proprio albergare in casa Pd.

Le parole usate dal Pd

Basti leggere quando scritto su Facebook dall’ex ministro Francesco Boccia. “Se vogliamo tornare ad una vita il più normale possibile, convivendo con la variante Delta che sta dilagando, non ci sono molte alternative: o ipotizziamo il green pass per tutti gli eventi pubblici o serve l’obbligo del vaccino per tutte le categorie a rischio”. Almeno Boccia rimarca “categorie a rischio”. Eppure secondo l’esponente dem “è inutile girarci intorno, non c’è una terza via”, scrive Boccia. Perché a suo a avviso “l’alternativa sarebbe l’anarchia auspicata dalla destra negazionista ed è un rischio che non possiamo permetterci”. Notare l’arguto utilizzo delle parole, con “libertà di scelta” spacciata per “anarchia” e “contrarietà alle imposizioni” fatte passare per “negazionismo”.

Alessandro Della Guglia