Vi spieghiamo cos’è davvero lo stato di emergenza e perché verrà prorogato (purtroppo)

Roma, 17 giu – Spoiler: lo stato di emergenza verrà prorogato. Nonostante la contrarietà di Lega e FdI, non sussistono speranze che il governo lo archivi il 31 luglio. Servirebbe un cambio di rotta repentino, e al momento del tutto chimerico, da parte del premier Mario Draghi. Le forze politiche che compongono la maggioranza sono tutte più o meno favorevoli al prolungamento, tranne appunto la Lega, voce solitaria che in quanto tale difficilmente potrà incidere nel caso di specie. Eppure, a ben vedere, è difficile reperire una ragione che sia una in grado di motivare questa proroga. A meno che non si pensi che il Covid scompaia completamente tra qualche mese. Sappiamo bene che il virus non si volatizzerà e con tutta probabilità saremo costretti a conviverci a lungo.

Una proroga inspiegabile?

Dunque perché prorogare lo stato di emergenza proprio adesso che la situazione è quantomeno sotto controllo, i contagi sono crollati e abbiamo di fronte ancora diversi mesi estivi? Come fatto notare ieri dal giurista Sabino Cassese, non certo tacciabile di particolari simpatie nei confronti della “destra sovranista”, la proroga dello stato di emergenza è in apparenza “inspiegabile”. Perché parliamo di una misura che può essere dichiarata “se c’è un fatto nuovo che emerga, per decidere, come dice il codice della protezione civile del 2018, misure e interventi diretti ad assicurare il soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi”. Ma non ci troviamo “in una situazione di questo tipo”.

Oltretutto, rispetto al Covid, “viviamo in questa situazione da tempo e abbiamo passato momenti peggiori da ormai molto tempo. Il codice della Protezione civile detta norme molto precise sul superamento dello stato di emergenza. Esso – precisa Cassese – dispone anche che l’emergenza può essere revocata anticipatamente e regola anche il rientro nell’ordinario”. Il giurista va poi oltre, spiegando che “le democrazie devono avere abbastanza anticorpi per sopravvivere alle malattie. Debbono poter reagire alle condizioni di necessità con strumenti ordinari, eventualmente con procedure accelerate, ma senza ricorrere né a emergenze, né ad eccezioni”. Questo però non sta avvenendo, come mai?

Cos’è lo stato di emergenza

Per rispondere a questa domanda è essenziale intanto inquadrare bene il concetto di “stato di emergenza”. Si tratta di una misura che prevede l’attuazione di interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, pur rispettando i principi generali dell’ordinamento giuridico. L’articolo 24 del decreto legislativo 1/2008, stabilisce che lo stato di emergenza non può superare i 12 mesi. Ed è eventualmente prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi. Calcolatrice alla mano, arrivati a questo punto sappiamo che il governo può prorogare l’attuale stato di emergenza al massimo fino al gennaio 2022. Cosa che ha tutta l’intenzione di fare. Ma perché? Qual è la reale ragione che lo spinge a tanto?

Ma quale variante Delta

Sorvoliamo sull’ipotetico dilagare della variante Delta, che essendo ipotetico non giustifica la sussistenza di una misura che come spiegato interviene allorquando è già presente una situazione emergenziale. Altrimenti poi a ogni spuntar di variante dovremmo tirar fuori uno stato di emergenza. Qualcuno fa notare invece che Draghi ha bisogno di “tenere a bada” i litigiosi partiti che lo appoggiano e con il prolungamento di questa misura avrebbe di fatto mano libera anche nei prossimi mesi. E’ però una spiegazione che non regge, per due ragioni sostanziali. La prima: le forze che compongono la maggioranza non hanno la benché minima intenzione di mollare questo premier. La seconda: siamo alle porte del semestre bianco e dal prossimo 3 agosto in Italia non potranno essere indette nuove elezioni politiche almeno fino al 3 febbraio 2022.

Ecco perché verrà prorogato

In realtà la vera ragione alla base della proroga è la salvaguardia del castello di carta messo in piedi dal governo Conte bis e confermato (con aggiustamenti) dall’attuale esecutivo. In particolare se lo stato di emergenza finisse il prossimo 31 luglio, si concluderebbe anche la parentesi di organismi creati ad hoc come il Cts. Le funzioni del Comitato Tecnico Scientifico, del commissario straordinario e degli altri gruppi di “esperti” terminerebbero. Tutto ciò che ha voluto il ministro Speranza non esisterebbe più. E quindi l’esperienza “dirigista” dei vari Brusaferro e Locatelli avrebbero i giorni contati. Cosa intollerabile per chi ha scelto di commissariare la politica, a partire dallo stesso ministro della Salute.

Eugenio Palazzini