Mottarone, il Tg3 diffonde il video dello schianto. Social in rivolta: “Sciacalli, fate schifo”

Roma, 16 giu — Ha innescato la rivolta del popolo social la decisione dell’«umano» e «corretto» Tg3 di diffondere in esclusiva il video che mostra l’incidente accaduto domenica 23 maggio sulla funivia Stresa-Mottarone, e che ha causato la morte di 14 persone.

Mottarone, un filmato agghiacciante

Nel filmato, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, si vede la cabina arrivare a pochi metri dalla stazione del Mottarone. A bordo si distinguono le figure di alcuni passeggeri, ignari del destino che li attende. Un uomo guarda verso la telecamera. E’ proprio in quel momento che il mezzo sobbalza per la rottura della fune trainante e scivola indietro a velocità da brivido. La corsa finisce con l’urto contro un pilastro e la caduta della cabina, che si sfracella al suolo.   

Molti Tg e testate (ma non il Primato) hanno diffuso il video

Il video è stato poi ripreso da altri Tg e diffuso sui siti delle principali testate italiane, tra cui Repubblica, Open, il Post e molti altri. Il «restare umani» e i «diritti» tanto decantati dai soliti quotidiani valgono quindi per gay e immigrati, evidentemente non per chi è vittima di un’immane tragedia o per i parenti che ne piangono i morti.

La nostra testata ha da subito preso la decisione di rispettare il dolore dei famigliari e di non unirsi alla mercificazione pornografica di quelle drammatiche immagini. Anche Ansa e il Sole24ore si sono rifiutati di pubblicare le immagini dello schianto.

Condanna dal sindaco di Stresa e dal procuratore

Parole di condanna sono arrivate anche dal sindaco di Stresa, Marcella Seeverino: «Basita da pubblicazione video su tragedia del Mottarone. Mi ero proposta silenzio stampa rispettoso di famiglie e di vittime e lo stavo portando avanti da giorni perché volevo che indagini facessero loro corso». Le fa eco il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, che parla di «assoluta inopportunità della pubblicazione» delle immagini «che ritraggono gli ultimi drammatici istanti di vita dei passeggeri della funivia», per il doveroso «rispetto che tutti siamo tenuti a portare alle vittime, al dolore delle loro famiglie».

Su Twitter è bufera per il video del Mottarone

Su Twitter impazzano le critiche, che parlano di «Una cosa tragica e triste, che non aggiunge nulla a quello che sapevo già. Quindi, perché trasmettere o passare quel filmato?», si chiede un utente. «Censurano una parolaccia, e mezza tetta. Però lo sciacallaggio sulle tragedie, le immagini dell’incidente della funivia e una bella fiction sul povero Alfredino ci stanno sempre bene. Disgustosi», rincara un altro. «Ma chi divulga quel video del Mottarone ha provato, per un secondo, a mettersi nei panni dei familiari/amici delle vittime?», è la domanda di molti. Non mancano le critiche feroci al giornalismo portato avanti dai sedicenti «professionisti dell’informazione»: «Questa costante mercificazione del dolore, senza alcun rispetto per le vittime e per i parenti. Diffondere un video in cui delle persone perdono la vita non è fare informazione, non è giornalismo. È sciacallaggio», è l’accusa di un utente.

Cristina Gauri