La Uefa bacchetta i tifosi anti Black lives matter: “Non fischiate i giocatori che si inginocchiano”

Roma, 10 giu — La Uefa va in soccorso della Federazione calcistica inglese (Football Association) nella sua battaglia per garantire che i giocatori inglesi possano inginocchiarsi in sostegno al Black lives matter, senza per questo ricevere i fischi dei tifosi.

Uefa: rispettate i calciatori che si inginocchiano

Gli organizzatori del Campionato Europeo hanno infatti esortato i fan delle nazionali in gara a mostrare rispetto verso il gesto di riverenza nei confronti dei paladini dell’antirazzismo. Insomma, è sotto la luce del sole: i tifosi ne hanno pieni gli zebedei della sceneggiata politicamente corretta e iniziano a ribellarsi, mal sopportando il gesto di sottomissione dei calciatori. Perché altro che «sostegno»: piegare il ginocchio, bending the knee, da che mondo e mondo è segno di resa a una potenza superiore, in questo caso la ricchissima lobby antirazzista americana che a un anno dalla morte di George Floyd ancora detta legge nel mondo dello sport — e non solo. E la Uefa ora cerca di correre ai ripari.

In una dichiarazione rilasciata a Sportsmail, la Uefa ha ribadito la propria politica di «tolleranza» zero nei confronti del razzismo spiegando che i giocatori dovrebbero essere liberi di inginocchiarsi prima delle partite per esprimere il loro sostegno al Blm. «Invitiamo gli spettatori a mostrare rispetto per le squadre dei giocatori che si mettono in ginocchio».

La Federazione inglese frigna

Come riportato da Sportsmail mercoledì, la Federazione inglese ha chiesto aiuto alla Uefa dopo il rifiuto del governo di condannare i tifosi «indisciplinati» che la scorsa settimana avevano fischiato i giocatori dell’Inghilterra prima delle partite di riscaldamento contro Austria e Romania. Parole di condanna sono arrivate anche dall’amministratore delegato della Federazione Mark Bullingham, che ha bollato i fischi dei tifosi come «incredibilmente deludenti». Bullingham ha poi dichiarato alla Bbc: «Inginocchiarsi non è un gesto politico. I giocatori si battono per l’uguaglianza e stanno utilizzando un gesto, che esiste da centinaia di anni, per prendere posizione contro il razzismo». Peccato che, come detto sopra, l’atto di inginocchiarsi da centinaia di anni sia pratica per dimostrare sottomissione.

«Non stiamo chiedendo ai fan di imitare i giocatori, stiamo solo chiedendo loro di rispettarli». Oltre all’appello della Uefa, domenica il grande schermo di Wembley trasmetterà messaggi di condanna delle discriminazioni razziali in cui si chiederà  di trattare i giocatori con rispetto. Avanti con i salamelecchi!

Cristina Gauri