Ddl Zan, Salvini incalza Letta: “Pronti a testo condiviso ma senza ideologia”

Roma, 24 giu – Matteo Salvini rinnova l’invito a Enrico Letta sedersi a un tavolo e rivedere il ddl Zan con il centrosinistra, “senza ideologia”, rivedendo i punti che limitano la libertà di espressione o che impongono la teoria gender nelle scuole. L’occasione è un’intervista al quotidiano della Cei Avvenire, in cui il leader della Lega sottolinea: “Ho pubblicamente chiesto un incontro a Letta, ma non ho ricevuto risposta“. Dal canto suo, il segretario del Pd dopo una iniziale apertura – sulla scorta dei rilievi mossi dalla Santa Sede al testo della legge contro l’omotransfobia e delle parole di Draghi in Senato – ha fatto dietrofront. “Non cambio idea”, ha detto. Anche se in realtà l’ha cambiata, visto che è tornato sui suoi passi.

Ddl Zan, Salvini a Letta: “Pronti a discutere testo condiviso, senza ideologia”

Sul disegno di legge Zan, “la Lega è sempre stata pronta a discutere per un testo condiviso, senza ideologia“, ribadisce Salvini. “Spero – aggiunge rispondendo a una domanda sulle possibilità di un confronto con il centrosinistra – che lo spazio ci sia. Ho pubblicamente chiesto un incontro a Letta, ma non ho ricevuto risposta. E prima di me, ha proposto un tavolo di confronto anche il presidente della commissione Giustizia, Ostellari. Se l’obiettivo è contrastare ancor più duramente odio e violenza, siamo tutti d’accordo, anche se le leggi vigenti mi sembrano già chiare”. Ma il testo – chiarisce il leader della Lega – va di certo modificato.

“No all’educazione gender nelle scuole, no a restrizioni alla libertà di pensiero o parola”

“In particolare, l’attenzione va posta sulle definizioni nell’articolo 1, criticate da molti e che vanno modificate: non vogliamo che l’educazione gender entri nelle scuole, né possiamo tollerare restrizioni alla libertà di pensiero o parola. Sono contento che anche la Santa Sede abbia espresso dei dubbi. Come peraltro, da versanti diversi, hanno fatto esponenti femministe e della comunità Lgbt”.

“Dipende dal Pd: vuole fare campagna ideologica, sulla pelle degli omosessuali?”

“Noi siamo pronti – assicura Salvini parlando dell’iter della legge al Senato – abbiamo già depositato un testo, firmato anche da me, per inasprire le pene per chi è protagonista di episodi di odio o violenza. Dipende dal Pd: punta a combattere le discriminazioni o vuole fare campagna ideologica, anche sulla pelle degli omosessuali?“, si chiede il leader della Lega. In ogni caso, ribadisce, “le battaglie della Lega contro l’utero in affitto e le adozioni omosessuali sono battaglie di libertà fatte a difesa di donne e bambini, quindi su questo non accetto lezioni”, conclude.

Il punto è che Letta, dopo le parole di Draghi in Senato – che in realtà sono chiare indicazioni a rivedere il testo di legge nel rispetto del Concordato – si sente autorizzato a non trovare una quadra politica sul ddl, andando alla guerra in Aula con la calendarizzazione. Vero è che con gli attuali numeri in Senato, così com’è la legge non passerà. Un confronto quindi appare inevitabile.

Adolfo Spezzaferro