Uccise una ragazza con 23 coltellate, ora è a piede libero per un fallo giudiziario

Roma, 4 ago – Era stato condannato a sei anni e otto mesi, poi scesi a cinque in appello, il giovane minorenne che aveva aggredito e ucciso a coltellate una studentessa di ventisei anni mentre faceva jogging il 22 marzo dello scorso anno. Ora per un errore giudiziario si trova di nuovo in libertà.

L’omicidio di Marta Novello

La vittima si chiamava Marta Novello. Il proprio omicidio aveva colpito un po’ tutta Italia, sia per la brutalità del gesto che per la mancanza di motivazioni. Marta era stata raggiunta dal proprio aggressore un viottolo di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, per poi venire colpita con un coltello da cucina per ben ventitré volte. La ragazza era rimasta in fin di vita ed è morta qualche giorno più tardi sul letto di un ospedale. Non è chiaro cosa avesse spinto il giovane, allora quindicenne, a compiere una violenza simile, se sia stato un tentativo di rapina per procurarsi il denaro necessario a comprare della droga o semplicemente un gesto dettato dalla noia.

L’errore giudiziario

A guastare la situazione c’è il clamoroso errore giudiziario che ha permesso la “fuga” del giovane. Infatti, il 21 luglio era stata fissata la scadenza dei termini per la custodia cautelare, con il pm che aveva chiesto e ottenuto che i giudice per i minori ne disponesse l’immediato trasferimento in comunità. Proprio fra la scarcerazione e il trasferimento in comunità sarebbe avvenuto il colossale pasticcio.

L’atto amministrativo che ne ordinava il trasferimento sarebbe dovuto essere comunicato direttamente nel carcere dove risiedeva, ovvero una struttura per minori nel napoletano in cui era stato porta in seguito ad alcuni episodi di tensione accaduti nel carcere minorile di Treviso. Tuttavia, secondo le ricostruzioni, la comunicazione riportava erroneamente la data del 20 settembre come termine ultimo, anziché quella corretta del 20 luglio. In questo modo, il ragazzo sarebbe stato scarcerato senza l’adeguata comunicazione del proprio trasferimento in comunità.

Dov’è adesso?

Dopo la scarcerazione, avvenuta il 21 luglio, del giovane si è persa ogni traccia. Secondo voci insistenti avrebbe raggiunto la madre a Londra, dove lavora come cuoca. A rendere la cosa ancora più paradossale è il fatto che, con i termini di custodia scaduti e in assenza di un serie del giudice, il proprio allontanamento sarebbe del tutto legale. Oltre alla frustrazione per la sostanziale impunità per l’autore di un crimine gravissimo, c’è la preoccupazione che un individuo che era stato definito dalla sentenza di secondo grado come “pubblicamente pericoloso” sia oggi a piede libero

Michele Iozzino

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