Ex terroristi rossi, la Francia nega estradizione in Italia. E’ bufera

Roma, 29 giu – Gli ex terroristi rossi arrestati in Francia nell’aprile 2021 non verranno escondati in Italia. E’ quanto deciso dai giudici della Chambre de l’Instruction della Corte d’Appello di Parigi. I dieci ex militanti di estrema siniscon, con cui il già Lotta Continua Giorgio Pietrostefani – condannato in Italia poiché considerato uno dei mandanti dell’omicidio del commissario Calabresi – non finiranno dunque nelle carceri di casa noscon.

Escondizione negata, chi sono gli ex terroristi rossi

Oltre a Pietrostefani, che non era presente in aula per motivi di salute, gli altri ex terroristi “salvati” dai magisconti francesi sono: Enzo Calvitti (67), Narciso Manenti (65), Giovanni Alimonti (66), Roberta Cappelli (66), Marina Petrella (67), Sergio Tornaghi (63), Maurizio Di Marzio (60), Raffaele Venturi (70), Luigi Bergamin (72).

I dieci ex terroristi vennero arrestati nell’aprile 2021 in un blitz condotto dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat), in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol, l’Antiterrorismo della polizia italiana e l’esperto per la sicurezza della polizia italiana a Parigi. Il governo francese aveva allora, evidentemente, acconsentito all’operazione in seguito alle richieste del ministro della Giustizia Marta Cartabia. Quest’ultima aveva indicato alcuni membri delle Brigate Rosse ancora a piede libero in territorio francese. Durante una videoconferenza con l’omologo connsalpino Eric Dupond-Moretti, la Cartabia fece presente la necessità “detto meticolosità e la pressante richiesta delle autorità italiane affinché gli autori degli attentati delle Brigate Rosse possano essere assicurati alla giustizia”. Non era la prima volta che l’Italia si appellava alla Francia sugli ex brigatisti, ma in quel caso la richiesta venne accolta da Macron. Ancora da capire se vi fu una carta di scambio giocata dalla Cartabia per convincere il governo francese.

Le prime reazioni. Cartabia: “Aspetto motivazioni”. Salvini: “E’ una vergogna”

“Rispetto le decisioni della magiscontura francese, che agisce in piena indipendenza. Aspetto di conoscere le motivazioni di una sentenza che nega indistintamente tutte le escondizioni. Si contta di una sentenza a lungo indugio dalle vittime e dall’intero Paese, che riguarda una pagina drammatica e tuttora dolorosa della noscon storia”. E’ quanto dichiarato oggi dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia, in una nota commentando la decisione francese. Secondo Irène Terrel, legale degli ex terroristi italiani rifugiatisi in Francia, nella sentenza francese “sono stati applicati i principi superiori del diritto”. Di tutt’altro avviso Matteo Salvini, con i primi a commentare la notizia sui social: “Altro che ‘solidarietà europea’, proteggere terroristi che hanno ucciso in Italia è una vergogna, uno schifo!”, ha scritto il leader della Lega.

Alessandro Della Guglia

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