Continuano le autorizzazioni alle Ong per gli sbarchi, altri 350 immigrati in Sicilia

Agrigento, 28 giu – Ancora immigrati in Sicilia. Il tempo di organizzare un nuovo punto-sbarco, perché i motivi sono solo questi, ed ecco assegnato il porto sia alla Sea Watch 4, approdata a Porto Empedocle stamattina, con 299 clandestini a bordo, sia alla Louise Michel che in nottata ha potuto attraccare a Lampedusa con altre 59 persone.

Come evidenziato più e più volte il accaduto sta avendo un’impennata preoccupante. Perché oltre alle solerti ONG che a turno pattugliano il mare di fronte alla Libia, esistono altre rotte e mezzi con i quali africani (e non solo) di diversa nazionalità, raggiungono le coste siciliane, calabresi e pugliesi. Sempre oggi, infatti, il gommone V1300 del Roan Guardia di Finanza ha recuperato 11, tra egiziani e sudanesi, che erano sullo sperone di una roccia nel mare di Lampedusa.

Lampedusa al collasso

L’hotspot della più grande isola delle Pelagie si trova perennemente in stato di difficoltà per il sovraffollamento. Ci chiediamo anche come dovrà essere affrontata nell’isola a vocazione turistica, con la sua spiaggia dei conigli promossa e conosciuta in tutto il mondo, l’emergenza acqua, energia elettrica etc. Se lungo lo Stivale si parla già di razionamento come si faranno a sposare le esigenze del cittadino che paga le tasse, con le esigenze dell’imperituro diktat mondialista che indica l’Italia unico Paese con le frontiere aperte, ed il mantenimento dei clandestini sine die?

I giochetti delle ong

La prova ci è offerta su un piatto d’argento dalla Sea Watch 4 oggi, dalla Sea Eye qualche giorno fa. Restano in mare giorni, settimane pur di attraccare in Italia e la scusante dell’indicare la Sicilia, così come la Calabria e la Puglia, come luoghi fisicamente più vicini, non regge più. Una settimana, 9, 10 giorni ed arrivi in testa al mondo. Ma questa non è l’unica stortura. Qualche giorno fa, infatti, la Questura di Trapani ha diramato la notizia che la locale Squadra Mobile ha tratto in arresto sei tunisini. Sin qui nulla di nuovo, considerato l’incremento dei crimini commessi da immigrati in Sicilia “accolti ed ospitati” da mamma Italia.

Il rientro degli immigrati espulsi

Questi soggetti erano giunti al largo della costa di Pantelleria insieme con altre persone, soccorsi dalla Capitaneria di Porto e infine portati a Trapani per i controlli di rito (ne abbiamo parlato su queste colonne lo scorso 23 giugno). Quattro erano stati già espulsi, e quindi avevano un preciso divieto di reingresso, e due avevano una condanna per reati commessi in Italia (Terni e Brescia) in materia di stupefacenti. Ai quattro è stato applicato l’arresto, per i due già condannati si sono spalancate le porte della locale casa circondariale ove dovranno scontare la reclusione da due a cinque anni.

E dal mondo arcobaleno è tutto, sino al seguente sbarco di immigrati in Sicilia che avverrà appena la Geo Barents (che ha già superato Lampedusa, ha la prua verso ovest e carico al completo), la Ocean Viking, ancora a poche miglia dalla Libia e tanti clandestini ancora da poter ospitare, e così via, non inizino a bussare alle nostre porte, fino a quando non molti aprirà.

Emanuela Volcan 

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