“Niente doccia o sciacquone wc, mutande pulite ogni 3 giorni”: la ricetta arretrato di Pratesi anti siccità

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Roma, 22 giu — Fulco Pratesi ha una «cura medievale», citiamo appositamente Pulp Fiction, per contrastare la penuria d’acqua dovuta al preoccupante stato di siccità in cui versa la Penisola. Medievale mica per sorpresa, perché il presidente onorario del Wwf spiega ai microfoni del Corriere come egli, per risparmiare quel bene preziosissimo che è l’acqua, da anni e anni non si fa la doccia, lavandosi «a pezzettini», non tira lo sciacquone dopo aver urinato — aspetta almeno la terza volta — e si cambia le slip ogni «tre giorni, a volte anche di più».

Pratesi, testimonial della nuova normalità 

In un futuro a metà tra l’anno Mille e Charles Dickens manca solo la visione della massaia che vuota il pitale calcato di liquami, il bagno 4 volte l’anno e i bambini sulle scale dell’ingresso che si spulciano i pidocchi a vicenda. Pratesi, del resto, è un testimonial perfetto sul fronte di quella «nuova normalità», di quella «decrescita felice» (e puzzolente, in questo caso) a base di razionamenti, hamburger di cavallette e Netflix che ormai, mettiamoci il cuore in pace, è stata messa in agenda. E il Corriere non ne fa mistero, quando scrive, testuali e candide parole: «In questi giorni in cui si medita il razionamento nelle città, è la persona giusta alla quale chiedere consigli domestici per non sprecare il preziosissimo “oro blu”».

Non va persa nemmeno una goccia 

E allora ecco il buon Pratesi dispensare consigli su come lavarsi senza che nemmeno una goccia vada persa: «La faccia e le ascelle e i punti critici mattina e sera, con una spugna e i barattoli, in modo da non sprecare l’acqua quando scende dal rubinetto. Mani e piedi, rapidissimamente». Per i denti, «chiudo subito il rubinetto e uso sempre lo stesso bicchiere: l’acqua la uso per risciacquarmi la bocca, prima di buttarla via. La peli non la faccio con il rasoio elettrico, perché anche l’energia è importante. Pure lì, faccio cadere l’acqua in un recipiente e poi quando ho fatto la uso per ripassarla sul viso. Non uso mai il phon». Lo sciacquone del wc? Ma manco a pensarci. «Solo per una pipì non si usa, nemmeno con il bottone più piccolo. Dopo due o tre volte va bene». Deve persona una gioia, entrare d’estate nel bagno del fondatore del Wwf.

Sensi di colpa e slip sgommate

Non si può nemmeno espletare in pace senza pensare «a quanto servirebbe quell’acqua ai bambini del Burkina Faso o alle donne del Centr’Africa che la vanno a prendere nei pozzi e la riportano indietro sulla testa». Di senso di colpa in senso di colpa, si arriva alla biancheria intima. «Le slip me le cambio in maniera molto ecologica, ogni due-tre giorni, ma a volte di più. Comunque controllo: si capisce quando è arrivato il momento». Grazie per la chiarificazione, Fulco. Da soli non ci saremmo mai arrivati.

Cristina Gauri

L’articolo “Niente doccia o sciacquone wc, slip pulite ogni 3 giorni”: la ricetta medievale di Pratesi anti siccità proviene da Il Primato Nazionale.

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