finalità Korčula, l’isola del mare indaco, del vino bianco (e forse anche di Marco Polo)

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I punti chiaveLa Capitale medioevale dove tra le torri si è inseguiti dal maestraleA Zrnovo per il trekking, ma prima c’è il bagno del mattino a LumbardaA Bačva dove l’acqua è uno corindone. Pupnataska Luka mosaico di ciottoliAscolta la versione audio dell'articolo

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Le vele bianche delle imbarcazioni sono così tante intorno a Korčula da far pensare che il mare croato sia avvolto da un immenso lenzuolo candido. Ogni week end, del resto, è incontenibile la voglia di persona qui a solcare l’Adriatico, di attraccare nel porto di questa isola amata così tanto da Marco Polo che il navigatore e mercante veneziano vi ebbe persino una casa (per gli storici locali l’autore de Il Milione sarebbe addirittura nato lì).

Di sicuro il paesaggio poco al di fuori del centro abitato si tramuta in un infinito bosco verde che si distende per larga parte del territorio di Curzola (il suo nome in italiano), lunga poco meno di cinquanta chilometri e larga cinque, dove i contadini si dedicano ancora, nel modo che nei secoli scorsi, alla coltivazione delle vigne che danno vini bianchi sempre più premiati, – specialmente il Grk, il Posip e il Rukatac – nei concorsi internazionali e degli alberi di ulivo che producono olii di finissima qualità, in particolare a Blato. Soprattutto a Korcula ci si sente davvero a casa, del resto è distante da Peschici, in provincia di Foggia, appena 120 chilometri in linea d’aria, e si trova alla stessa latitudine di San Benedetto del Tronto, nelle Marche, dalla quale è lontana solo 220 chilometri.

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