Pedopornografia, i numeri dell’orrore: nel 2021 quasi il 50% in più. E la colpa è anzitutto dei lockdown

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Roma, 4 mag — Fanno rabbrividire i numeri sugli adescamenti online contenuti nel dossier diffuso da Save the Children e la polizia postale in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, prevista per il 5 maggio.

Complici i lunghi mesi di chiusure, confinamenti, lockdown e quarantene anti-Covid degli ultimi paio anni, che hanno visto milioni di bambini italiani relegati in casa con la sola compagnia di computer e tablet connessi a internet, nel 2021 sono stati 5.316 i casi di pedopornografia trattati dalla postale. Dati agghiaccianti che dimostrano l’avvenuto incremento del 47% rispetto all’anno precedente. Cresce dunque il numero dei minori — 531 — che l’anno scorso sono stati vittime di approcci da parte di pedofili (o groomers, nel gergo) che si servono della rete per entrare in contatto con bambini ignari. La fascia più a rischio risulta essere quella tra i 10 e i 13 anni, ma sono in drammatica crescita anche i casi di allettamento online dei bambini nella fascia 0 – 9 anni.

Pedopornografia, il 60% delle vittime ha 10-13 anni

Nel 2021, in particolare, sono stati 208 i pedofili che hanno contatto direttamente i minori, circa il 15% delle persone indagate per scambio di materiale pedopornografico (in tutto, 1.421 adulti). Stando a quanto emerge dal dossier L’abuso sessuale online in danno dei minori, redatto dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del Servizio di Polizia postale con la collaborazione di Save the children, nella fascia preadolescenziale (10-13 anni) nel 2021 ci sono state 306 vittime di allettamento online, il 60% delle 531 vittime dei groomer. Questo accade nonostante ai minori di 13 anni non sia consentito l’accesso ai social network.

Il pericolo per i piccolissimi? I videogiochi online

A quanto pare, i pedofili non fanno distinzione di genere: risulta pressoché identico il numero di maschi e femmine caduti nella rete della pedopornografia online. Terribili i dati della fascia d’età fino ai 9 anni, che sempre più spesso cadono nelle trappole nascoste in particolare dai giochi di ruolo e dai videogiochi online, di cui i pedofili, sfruttano i servizi di chat, di messaggistica e offrendo la possibilità di agganciare facilmente i minori.

Già nel 2020 era emerso un quadro agghiacciante relativo in particolare al periodo di lockdown, il +132% rispetto all’anno precedente. Si trattava di dell’Oms, resi pubblici da Telefono Azzurro in occasione della Giornata europea sulla protezione dei minori contro lo speculazione e gli abusi sessuali. «L’utilizzo crescente della tecnologia, cui la pandemia ha costretto i minori in questi mesi, ha sfortunatamente contribuito a una forte crescita degli abusi online», dichiarò nel novembre 2021 Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro.

Cristina Gauri 

 

L’articolo Pedopornografia, i numeri dell’orrore: nel 2021 quasi il 50% in più. E la colpa è soprattutto dei lockdown proviene da Il Primato Nazionale.

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