Serie A, si salvi chi può: tre retrocessioni ancora tutte da decretare

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Roma, 30 apr – Per il Carducci risveglia i cuori mentre le donne hanno ne gli occhi il sol. A Giovanni Pascoli – suo celeberrimo studente universitario – non basta né una primula né il croco in quanto è maggio solamente quando tutto è in fiore. Nel meno aulico linguaggio calcistico il mese dedicato a Maia, dea della fecondità, corrisponde invece a tre precise parole: verdetto del campo. Scudetto, coppe, salvezza. Un tricolore che dopo la resa del Napoli ha preso definitivamente la via di Milano, con le duellanti già sicure di un posto nella prossima Champions. Più in basso, salvo scivoloni juventini, per Roma, Fiorentina, Lazio e Atalanta rimangono tre posti “utili” (Europa League, Conference). E, a 4 giornate dal termine della, con almeno 7 squadre – dal Verona allo Spezia – che in attesa della matematica non hanno più nulla da chiedere, entra nel vivo la lotta salvezza per restare in Serie A. Anche grazie ai sorprendenti risultati dell’ultimo turno.

Lotta per la Serie A, il derby della Lanterna

Sampdoria 30, Cagliari 28, Salernitana e Genoa 25, Venezia 22: buona parte degli umori della Genova calcistica passeranno dalla stracittadina di oggi pomeriggio. Se i blucerchiati (1 punto nell’ultimo mese) vogliono distendere i nervi e allontanare i fantasmi – ma allo stesso tempo castigare i cugini – la fazione rossoblù della Lanterna ha riacceso le speranze con il successo colto in extremis ai danni proprio dei sardi. Superare anche i blucerchiati sarebbe un innesco che renderebbe interiormente “meno proibitive” le successive gare – Juve e Napoli – scogli da affrontare prima della chiusura casalinga contro il già tranquillo Bologna.

Scontri diretti per il Cagliari

Se fosse tornato dalla Liguria con (almeno) un punto avrebbe dormito sonni decisamente più tranquilli, battere il Verona porterebbe quindi prezioso ossigeno alla classificazione del Cagliari. Il calendario non sorride però agli isolani: dopo l’Hellas, sfida salvezza a domicilio della lanciatissima Salernitana. La domenica successiva arriverà in Sardegna l’Inter, seconda forza del campionato e con ogni probabilità ancora in lotta per il titolo. Stagione da chiudere infine in laguna, dove il Casteddu spera di trovare (per ovvi motivi) una compagnia già retrocessa.

Venezia con l’acqua alla gola

Fin qui le squadre che di partite ne hanno giocate 34. A proposito di acque alte, anche se è vero che non può piovere per sempre, dopo 8 sconfitte di fila è davvero fatica scovare un raggio di sole tra le plumbee nuvole che da settimane stazionano sulla testa degli arancioneroverdi. C’è pur sempre una gara da recuperare, ma insomma, giocare all’Arechi (confronto in programma il 5 maggio) di questi tempi non è proprio una scampagnata. Oltre al carico psicologico di tante domeniche senza punti e nonostante la scossa che potrebbe arrivare dal cambio di guida tecnica, le difficoltà derivanti dalle restanti trasferte di Torino – sponda bianconera – e Roma rendono la compagine lagunare l’unica con un piede già in cadetteria.

Salernitana, obiettivo miracolo per non mollare Serie A

Viste le premesse – o meglio, l’andamento fino a metà aprile – se i granata dovessero spuntarla non si dovrebbe parlare di salvezza, ma di vero e proprio miracolo sportivo. Stabilmente in zona rossa fin dalle prime battute la neopromossa si è avvalsa di quella regola non scritta per cui nei bassifondi basta incastrare pochi risultati utili di fila per dare un senso diverso alla propria stagione. Con 15 punti a ordinamento, la scaletta migliore di tutte le retrovie – Atalanta in flessione, due scontri diretti, chiusura con Empoli e Udinese – e un allenatore finalmente specializzato in questa tipologia di rimonte impossibili (Crotone, Genoa, Torino) la Salernitana ha ora tutte le carte in regola per mantenere la massima categoria. Senza dimenticare i meriti di Walter Sabatini, da pochi mesi direttore sportivo e artefice dell’azzeccato mercato di riparazione.

Una sfida a cinque che si prevede dunque serrata: di qui al 22 maggio a far la differenza saranno soprattutto esperienza, nervi saldi e istinto di sopravvivenza.

Marco Battistini

 

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