Turismo esperienziale à la carte fra agricoltori, vecchi mestieri e piccoli borghi

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I punti chiaveDai tartufi del Monferrato allo zafferano d’AbruzzoTuscia, Val di Noto e Molise fra orti, barocco e apiariTrekking ed e-bike fra vigneti e sapori tipiciAscolta la versione audio dell'articolo

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È un sodalizio collaudato quello fra “Coltivatori di Emozioni”, la prima piattaforma di social farming nata nel nostro Paese, e l’Associazione “I Borghi più Belli d’Italia”. Un sodalizio che ora si amplia con le esperienze proposte dal tour operator della stessa associazione e che ha per oggetto destinazioni a stretto contatto con la natura e con le persone che custodiscono le antiche tradizioni agroalimentari. Turismo slow e sostenibile, quindi, che per i viaggiatori significa poter scoprire i gusti e le eccellenze di un territorio e dei suoi piccoli borghi partecipando attivamente alla vita dell’azienda agricola, cimentandosi per un giorno nel mestiere del tartufaio o in quello del pastore, partecipando alla smielatura o facendo trekking tra i vigneti.

Dai tartufi del Monferrato allo zafferano d’Abruzzo

Sul sito di Coltivatori di Emozioni sono una ventina le experience direttamente accessibili per chi sta pensando a una vacanza alternativa, mentre altre sono disponibili su richiesta e in particolare a beneficio di aziende interessate a giornate di gruppo building o di “family day” in occasione di date significative. L’immersione nello scenario agreste e dei borghi parte nel Monferrato, a Castelnoceto, ove si può passeggiare nei boschi insieme ai cani da tartufo e al cavatore e poi deliziarsi con una degustazione e aperitivo a base di funghi e tartufi in agriturismo.

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