Primavera a Roma, tra giardini e merende d’arte

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I punti chiaveIl labirinto del Presidente e Villa Spalletti Trivelli
Tra appartamenti segreti e maritozzi alla Galleria Doria PamphilijCon Guido Reni e una fetta di ciambellone al Parco di Villa Borghese
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La primavera è finalmente sbocciata a Roma. Lo si capisce dai glicini di Via Margutta che si sono lasciati alle spalle la timidezza per vivere in pieno la loro stagione, seppur effimera, di notorietà. Lo si sente dai boccioli del Roseto Comunale disteso sulle pendici dell’Aventino, tra il Palatino e il Circo Massimo, laddove secondo Tacito c’era un tempio dedicato alla dea Flora. Al Parco della Caffarella i bambini sono tornati numerosi e si rincorrono nel Ninfeo di Egeria, all’intorno alla Torre medioevale, sino alle Cisterne. Al momento del pranzo, saranno richiamati all’ordine: ha riaperto, infatti, Appio, uno spazio en plein air dove mangiare pokè, pizze, ascoltare musica dal vivo.

Un interno con arazzi di Villa Spalletti Trivelli

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