il servizio choc della Rai sul business del Covid (Video)

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Roma, 28 gen – Già da tempo è forte l’impressione che i dati disponibili sulla pandemia siano quantomeno «ritoccati». Inclusi quelli forniti dal governo e dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Adesso, però, arrivano conferme molto pesanti da un servizio di Restart, programma di approfondimento in onda su Rai2, che ha scoperchiato il vaso di Pandora su quello che possiamo chiamare il «business del Covid», o meglio «business dei positivi». In sostanza, gli inviati della tv di Stato hanno scoperto che alcune strutture sanitarie hanno deliberatamente gonfiato il numero dei contagiati per lucrare sui fondi elargiti dal governo.

Numeri dei positivi gonfiati

«È frequente che venga scritto sulla cartella clinica che un paziente è morto di Covid quando in realtà non lo è», ha rivelato un medico romano, che ha scelto di restare anonimo per evitare ritorsioni. «La stessa cosa accade con i ricoveri: se un malato oncologico entra in ospedale e poco dopo si rivela positivo, anche se non ha sintomi, diventa immediatamente un paziente Covid», ha aggiunto il medico. Tra l’altro, spiega, «è gravissimo che trasferiscano un malato di tumore in una struttura Covid: può essere come mandarlo alla morte. Accade spesso».

Una questione di soldi

Ma perché, appunto, si è imposta questa pratica deprecabile, questo vero e proprio business del Covid? «Lei capisce – ha proseguito il medico – che uno che mi entra in ospedale con una gamba rotta e poi risulta positivo, non ci costa quella cifra se non ha sintomi». In che senso? «L’ospedale prende dei rimborsi in proporzione al numero dei ricoveri, e quindi tecnicamente la legge viene rispettata. Poi esistono logiche per spartirsi il bottino». In altri termini, ci sono «interessi di soldi, potere, avanzamenti di carriera. Li stanno premiando rimodulando i contratti. L’hanno chiamata “produttività”. Ma purtroppo si producono soltanto molte false morti per Covid. Si alterano i dati per sembrare in sofferenza per il Covid. I positivi servono per alimentare il sistema».

Come funziona il business del Covid

Come spiegato sempre nel servizio di Restart, il decreto del 12 agosto 2021 ha fissato il prezzo dei rimborsi per i ricoveri da Covid a 3.713 euro al giorno per le normali ospedalizzazioni e 9.679 euro per i posti in terapia intensiva. Tra l’altro, l’articolo 2 del decreto specifica che le maggiorazioni vengono erogate indipendentemente dal codice Drg (Raggruppamenti omogenei di diagnosi) della dimissione. Di conseguenza, spiega l’autrice del servizio Rai, «non solo viene incassato questo bonus finale, ma l’intera degenza viene contabilizzata come Covid, anche se il paziente non era positivo al momento dell’ingresso».

Questo sistema dei rimborsi, insomma, è una vera e propria mangiatoia, che ha finito per alimentare questo agghiacciante business del Covid. A confermare la versione del medico romano c’è anche un’altra operatrice sanitaria, che lavora nel servizio privato: «Ci sono arrivate richieste dall’alto, dai direttori generali, dai direttori sanitari, di alterare le cartelle cliniche, scrivendo magari che il tampone è positivo o dichiarando come Covid casi sospetti. Per l’ospedale, su 10 morti 7 sono covid, è già deciso». Un servizio, questo della Rai, che è destinato a far scalpore.

Elena Sempione

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