Perchè digital trasformation, AI e blockchain ridisegnano l’hospitality 4.0

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Stanze che diventano uffici remoti per i nomadi digitali, servizi in abbonamento legati alla smart mobility e a soggiorni “long stay”, ghost reception gestite attraverso una rete di professionisti esterni accessibili on demand, strutture in grado di incrementare il valore del tempo degli ospiti leisure e dei viaggiatori business. Sono solo alcuni dei fenomeni che influenzeranno e caratterizzeranno il mondo dei mondo dei viaggi e dell’hospitality 4.0 . in un futuro non troppo lontano.

Nuovi stili di vita, nuovi modelli di viaggio

Per definire il mondo dell’ospitalità del futuro, si deve immaginare come sarà la società del domani in cui alcune parole, identificative di stili e modelli di vita, tendono ad influenzare molte persone. Come “great resignation”, letteralmente la grande rinuncia, un fenomeno che negli Stati Uniti sta cambiando la percezione di milioni di persone circa la carriera lavorativa, la situazione affettiva, gli obiettivi a lungo termine, il benessere personale. Oppure come la “Yolo” (acronimo di You-only-live-once) economy, e cioè un approccio – diffuso soprattutto tra i Millennials – che mette la serenità, il divertimento e il relax al centro della propria vita. Insomma, si va alla ricerca di equilibri diversi e migliori, con tutto ciò che ne consegue anche per il modo di spostarsi e andare in vacanza. Molte le indicazioni che emerse in occasione di Hicon 2021, l’evento dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie per il turismo andato in scena di recente a Bologna.

I parametri di scelta: sostenibilità, sicurezza, più servizi

Il turista post Covid sarà molto più informato e rifletterà un cambiamento che era nell’aria da tempo e che guarda a un nuovo modo di viaggiare in cui i valori del rispetto dell’ambiente, del territorio e degli ecosistemi sono centrali. La pensa così Giancarlo Carniani, General Manager di ToFlorence Hotels e Analyst di PhoCusWright. Secondo un recente rapporto di Booking.com, il 72% dei viaggiatori reputa già oggi il turismo sostenibile qualcosa di necessario per salvare il pianeta. Anche il digitale sarà sempre più pervasivo nell’acquisto dei viaggi. Per gli operatori si prospettano due grandi sfide: interpretare la voglia di “nuovo” benessere delle persone e sfruttare le nuove tecnologie per adeguarsi agli scenari del post-lockdown. Il turista post pandemico, a detta di Mirko Lalli, Ceo e founder di The Data Appeal Company, «sceglierà le destinazioni rispetto a nuovi parametri, facendo più attenzione a fattori quali sicurezza, sostenibilità ambientale, accessibilità a determinati servizi, gestione dei budget dedicati alle vacanze». Il viaggio diventerà uno degli elementi di un nuovo equilibrio che contraddistinguerà le scelte di vita di boomer, millennials e appartenenti alla generazione Z. Oggi la propensione a prenotare una struttura impegnata concretamente in iniziative green interessa mediamente tre viaggiatori su quattro ma circa la metà non sa come trovare opzioni di viaggio sostenibili. Nel post Covid, gli operatori saranno chiamati ad aumentare la qualità delle proprie strutture e a sviluppare infrastrutture e servizi che agevolino l’accesso e l’esperienza dei viaggiatori.

Un vacanza in tasca con pochi comandi vocali

Lo scenario dipinto da Massimo Canducci, Executive MBA Professor presso la SingularityU Faculty Global, ci porta in un futuro (molto più vicino di quanto non si possa pensare) in cui la realtà virtuale ci permetterà di immaginare la vacanza in forma digitale prima della partenza con assistenti vocali installati negli smartphone o negli smart speaker a supporto nella prenotazione delle vacanze. «Viaggiare, nei prossimi anni, sarà un sogno che si concretizzerà -sottolinea – anche grazie ad occhialini intelligenti che replicheranno la user experience degli smartphone e attraverso i quali si visualizzerà la destinazione e la location». Quando Alexa, Google o Siri svilupperanno più capacità e saranno integrati con i sistemi di booking, si potrà comprare il viaggio con pochi comandi vocali. Una volta fisicamente in vacanza, grazie alla realtà aumentata potremo accedere a contenuti aggiuntivi relativi all’attrazione che si sta visitando (un museo, un monumento, una ruota panoramica) mentre i ricordi saranno accessibili all’interno di ecosistemi in cloud (molto più evoluti dell’attuale servizio Google Photo) in cui convergeranno le foto e i video di tutti i componenti del proprio gruppo.Insomma, il turismo del futuro, potrà trasformarsi nella riflessione di una nuova esperienza di viaggio, sempre più smart, immersiva e coinvolgente in tutte le sue fasi, dal desiderio della vacanza al ricordo della stessa. E il collante che legherà queste fasi è l’evoluzione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’extendend reality, la blockchain. Senza dimenticare le criptovalute.

Hub intelligenti a supporto della ripresa dei voli

Nel 2019 in Italia hanno viaggiato in aereo 161 milioni di passeggeri, nel 2020 solo 40. Oggi siamo a un 40% in meno dei livelli di domanda rispetto a due anni fa e la ripresa è di nuovo minacciata dalla quarta ondata della pandemia, soprattutto per i voli sulle tratte intercontinentali. Secondo le previsioni di Andrea Giuricin, Ceo di TRA consulting, società di consulenza internazionale nell’ambito dei trasporti, nel 2022 siamo ancora distanti dalla normalità: i viaggi di piacere in aereo sono stimati all’85% della capacità totale, i viaggi d’affari si fermano al 60%. La ripresa completa dei voli è al momento fissata per il 2024 ma la vera scommessa da vincere sarà l’intermodalità degli spostamenti fra aereo e treno, basata su hub intelligenti di collegamento per servire anche le località più periferiche.

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